Proteine in ortofrutta, il consumatore chiama: ora il retail deve attrezzarsi

Presentata a Macfrut la ricerca Agroter per L’Insalata dell’Orto: il 55% vuole prodotti proteici anche nel reparto

Proteine in ortofrutta, il consumatore chiama: ora il retail deve attrezzarsi

Le proteine sono già entrate stabilmente nella dieta degli italiani, ma l’ortofrutta non ha ancora trovato un linguaggio chiaro per intercettare questa domanda. È da questo scarto tra un bisogno ormai maturo e un’offerta ancora poco leggibile che prende le mosse la ricerca “Percepito del consumatore sui prodotti proteici nel reparto ortofrutta”, realizzata da Agroter per L’Insalata dell’Orto e presentata ieri a Macfrut.

Lo studio, condotto su un campione di 513 responsabili acquisti tra Lombardia e Lazio tramite metodologia Cawi, evidenzia come l’attenzione verso le proteine sia ormai parte integrante delle scelte alimentari quotidiane: nel Lazio il 63% dei consumatori si dichiara interessato ai prodotti proteici, quota che si attesta al 54% in Lombardia. Non solo: il consumo è già strutturato, con il 65% dei consumatori nel Lazio che acquista prodotti proteici almeno una volta a settimana e il 57% in Lombardia.

Una domanda che entra anche nell’ortofrutta
Questa attenzione si estende anche al reparto ortofrutta: il 55% degli intervistati ritiene interessante trovare prodotti con un rilevante contenuto proteico anche in questa area del punto vendita. Un dato che segnala una chiara apertura all’innovazione, purché coerente con i valori distintivi della categoria, in particolare freschezza e naturalità.

Allo stesso tempo, emerge una trasformazione più profonda nei comportamenti di consumo. I prodotti proteici vengono scelti soprattutto perché adatti a chi pratica attività fisica (48%), perché contribuiscono a un’alimentazione equilibrata (38%) e per la loro praticità nei pasti e negli spuntini (31%). Elementi che indicano come il consumatore cerchi sempre più soluzioni alimentari complete, e non semplicemente ingredienti.

Un’offerta ancora poco leggibile
A fronte di una domanda già strutturata, l’offerta nel reparto ortofrutta appare ancora frammentata. Fino al 34% degli intervistati dichiara di non aver mai notato prodotti che comunicano un contenuto proteico, mentre la percezione si concentra soprattutto su categorie tradizionali come frutta secca e legumi. Le principali barriere all’acquisto restano il prezzo, indicato dal 52% del campione, e la percezione di artificialità (32%), elementi che evidenziano la necessità di sviluppare proposte coerenti con i valori di semplicità e naturalità propri dell’ortofrutta.

Il punto di vista de L’Insalata dell’Orto
“Questa ricerca ci dice che il consumatore è già un passo avanti rispetto all’offerta”, commenta Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto. “Il tema delle proteine non è più una tendenza emergente, ma un elemento strutturale delle scelte alimentari. Per il reparto ortofrutta si apre una nuova opportunità: evolvere da luogo di acquisto di ingredienti a spazio in cui il consumatore può trovare anche soluzioni pasto. Una trasformazione che può avvenire solo mantenendo coerenza con i valori distintivi della categoria, come freschezza, naturalità e semplicità. In questo scenario, l’innovazione funziona quando è in grado di semplificare la vita quotidiana delle persone, rendendo immediato e accessibile il beneficio del prodotto”.

A rafforzare questa lettura è anche il contributo nutrizionale. La nutrizionista D.ssa Giulia Becci ha messo in evidenza i principali punti di forza del prodotto: “Le proteine del pisello, che caratterizzano la proposta dell'Insalata dell'Orto, sono proteine nobili, anallergiche e spesso sottovalutate. In un’ottica di sostenibilità ambientale, inoltre, si adattano a diverse tipologie di dieta e rappresentano un valido supporto per ridurre la componente carnivora senza incorrere in carenze, rafforzando al tempo stesso l’apporto proteico di origine vegetale. Spesso la proteina viene associata solo allo sportivo, ma non è così: anche una persona di 70 anni ha bisogno di un adeguato apporto proteico, perché il mantenimento della massa muscolare in età avanzata è strettamente legato alla longevità. A questo si aggiungono altri elementi rilevanti: la presenza di aminoacidi ramificati, che rendono il profilo proteico particolarmente completo, la buona biodisponibilità, e l’assenza di colesterolo. Senza dimenticare un altro aspetto centrale della linea, cioè la sua praticità: è una proposta funzionale, comoda e veloce”.

Nutrizionista D.ssa Giulia Becci

Nuove soluzioni per un nuovo reparto
I risultati della ricerca indicano quindi una direzione chiara per la filiera e per la distribuzione: non si tratta semplicemente di introdurre nuovi prodotti, ma di costruire un’offerta più leggibile e coerente, capace di intercettare una domanda già presente. Una sfida che passa anche dalla capacità di sviluppare soluzioni in linea con le aspettative del consumatore, che chiede prodotti pratici, riconoscibili e coerenti con i valori di freschezza e naturalità dell’ortofrutta.

In questo contesto si inserisce il lavoro di innovazione portato avanti da L’Insalata dell’Orto con la gamma MisSalad High Protein 100% vegetale, che oggi si articola in diverse soluzioni pensate per momenti di consumo differenti, dal piatto pronto alla base per ricette veloci: Minestrone di verdure al gusto rosmarino, Peperonata Cornelio al gusto Mediterraneo, Spaghetti di verdure al gusto pomodoro e Zucca a cubetti al gusto della tradizione.

“Le referenze sono già presenti a scaffale in alcune aree d’Italia e il nostro obiettivo è arrivare a una copertura nazionale entro la fine dell’anno”, conclude Sara Menin. “Si tratta però di una categoria che, di fatto, ancora non esiste e che quindi va costruita insieme al retail, anche perché oggi non c’è ancora una piena percezione del suo potenziale. Proprio per questo crediamo sia importante non lasciarsi sfuggire il trend dell’high protein. La nostra scelta è stata quella di presidiare il segmento del pronto da cuocere, intercettando un pubblico medio-alto ma con margini di estensione ulteriori. Stiamo già valutando l’inserimento di nuove referenze, perché il consumatore si aspetta sempre di più prodotti ad alto contenuto proteico”. (lg)

Nella foto d'apertura da sinistra Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto e la Nutrizionista D.ssa Giulia Becci