UNITEC entra in campo: la nuova frontiera è la raccolta robotizzata

A Macfrut Benedetti indica la rotta: meno dipendenza dalla manodopera, più precisione e più qualità lungo tutta la filiera

UNITEC entra in campo: la nuova frontiera è la raccolta robotizzata

Mettere la tecnologia al servizio della frutticoltura, dalla campagna alla centrale ortofrutticola, per rispondere in modo concreto a due emergenze sempre più pressanti: la riduzione dei costi e la carenza di manodopera, soprattutto specializzata. È questo il messaggio lanciato da Angelo Benedetti, presidente e direttore generale del Gruppo UNITEC, intervenuto in conferenza stampa a Macfrut.

“L’obiettivo che vogliamo ribadire qui a Macfrut è importante e molto chiaro: mettersi a disposizione del settore con la nostra lunga esperienza per dare un contributo professionale, serio e tecnologico alla frutticoltura”, ha esordito Benedetti, sottolineando come il comparto, in Italia e nel mondo, si trovi oggi ad affrontare problematiche “molto chiare e definite”.

Angelo Benedetti, presidente e direttore generale del Gruppo UNITEC

Al centro della riflessione di UNITEC c’è innanzitutto il tema della raccolta, un’operazione tutt’altro che semplice. “Non si tratta soltanto di vedere un frutto, staccarlo e metterlo in cassetta”, ha osservato Benedetti. “Sulla stessa pianta i frutti presentano gradi di maturazione differenti, perché il processo è eterogeneo. Raccogliere nel momento giusto è fondamentale: un frutto colto troppo acerbo non può soddisfare il cliente finale e diventa un danno sia per il produttore sia per il consumatore, che paga per un prodotto non all’altezza”.

Da qui la scelta di investire in nuove tecnologie dedicate proprio alla fase di raccolta. UNITEC sta infatti sviluppando sistemi robotici e sistemi di visione in grado di riconoscere se il frutto è maturo e pronto per essere raccolto. L’obiettivo è arrivare a proporre queste soluzioni al mercato nel 2027, dopo una fase di test prevista nel 2026. Le applicazioni riguardano in particolare pesche, mele, susine e kiwi. “Per noi sarà un banco di prova molto importante, nella speranza di poter offrire un aiuto concreto per sopperire alla mancanza di manodopera in campagna”, ha spiegato Benedetti. Si tratta di un terreno relativamente nuovo per UNITEC, storicamente più concentrata sulle tecnologie per il post-raccolta, ma che oggi l’azienda ha deciso di presidiare proprio perché guarda ai problemi da risolvere in una logica più ampia, dal campo al consumatore.

In fiera, del resto, il gruppo presenta numerose linee di selezione e classificazione dedicate alle diverse specie frutticole all’interno delle centrali ortofrutticole. Un aspetto su cui Benedetti ha insistito è la necessità di sviluppare tecnologie altamente specializzate: “Ogni sistema di visione e di controllo qualità deve essere progettato per la singola tipologia, per poter dare risposte precise. Serve una specializzazione elettronica elevata per ogni frutto”.

Oltre a migliorare la capacità di classificazione qualitativa, la tecnologia consente anche di ridurre il fabbisogno di manodopera in fasi chiave del processo. Benedetti ha indicato in particolare due momenti cruciali: l’alimentazione delle linee di lavorazione, quindi lo svuotamento e il carico del prodotto, e la fase finale di confezionamento e riempimento delle casse. “Abbiamo sviluppato molti sistemi che aiutano ad automatizzare questi passaggi. Oggi è fattibile rendere automatico l’intero processo”. Secondo il presidente di UNITEC, si tratta di un risultato molto importante per il settore, perché permette di ridurre il gap competitivo con Paesi che possono contare su costi di produzione più bassi. “Abbiamo già messo in opera linee di lavorazione per le mele in cui, dallo scarico del prodotto fino al confezionamento, tutto è automatizzato”, ha ricordato.

Il nodo, però, non è soltanto quello della manodopera. Un altro fronte centrale resta la qualità del prodotto finale. “Ogni produttore e ogni centrale ortofrutticola hanno l’esigenza di dare una risposta al consumatore”, ha rimarcato Benedetti. “Chi acquista vuole portarsi a casa la soddisfazione e il piacere di mangiare quel frutto. Il concetto finale è sempre lo stesso: dare al consumatore un prodotto buono che lo fidelizzi”. Su questo piano UNITEC sta ottenendo riscontri positivi anche in comparti finora meno presidiati dalla selezione di precisione, come la frutta secca. Benedetti ha citato in particolare datteri, castagne, nocciole e pistacchi, segmenti nei quali, fino a oggi, la selezione era spesso effettuata in modo massivo e con limitata accuratezza. “Abbiamo lavorato per migliorare questo passaggio e abbiamo ottenuto buoni risultati, utili al settore”, ha spiegato.

Tra le innovazioni in sviluppo rientrano anche sistemi a guida autonoma per rilevare lo stato della produzione in campo, per fornire indicazioni utili per programmare la raccolta. In questa direzione si inserisce anche una mini campionatrice, pensata per essere alimentata tramite plateau e capace di analizzare in simultanea tutti i frutti visibili in superficie, classificandoli rapidamente. Una soluzione che, secondo UNITEC, può rivelarsi particolarmente utile per le attività di campionatura all’interno delle centrali frutticole e per rafforzare il rapporto di fiducia con il produttore.

Il traguardo, in sintesi, è accompagnare il settore ortofrutticolo in una trasformazione che passa per automazione, precisione e affidabilità. (lg)