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Drei: "Ortofrutta sottofinanziata: il settore riceve solo il 4% delle risorse PAC"
Il Presidente di Fedagripesca Confcooperative chiede il rafforzamento dell'Ocm e nuove tecnologie

“L’incidenza del comparto ortofrutticolo sul valore della produzione agroalimentare nazionale è superiore al 20% ma, nell’attuale programmazione, al settore arrivano circa 300 milioni all’anno, ossia solo il 4% dell’ammontare complessivo della spesa Pac. Non cambia di molto il quadro a livello comunitario, dove le risorse destinate all’ortofrutta nella Ocm di settore incidono per meno del 2% sul budget complessivo comunitario, a dispetto di un peso economico pari al 14% di tutto il valore dell’agroalimentare UE”. (fonte: Ismea/Masaf, Commissione Ue, Copa-Cogeca). Lo ha detto il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione di Macfrut alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Il Presidente Drei ha posto così l’attenzione su quello che è a tutti gli effetti un “notevole squilibrio, in particolare a livello nazionale, tra il valore prodotto dal settore e l’ammontare degli aiuti che riceve”. Ecco perché – ha argomentato Drei – noi continuiamo con forza a chiedere di mantenere e di rafforzare ulteriormente l’Ocm ortofrutta. Anche in considerazione dei tagli previsti al budget agricolo nella nuova programmazione comunitaria, è legittimo chiedere che vengano mantenuti livelli di aiuti analoghi al precedente periodo”.
"L’Ocm ortofrutta, con il suo modello basato sulle Op e sui programmi operativi, ha dimostrato in questi anni di spendere al meglio le risorse comunitarie”, ha ricordato il Presidente di Fedagripesca Confcooperative, che associa e rappresenta oltre 45.000 produttori ortofrutticoli, riuniti in 500 cooperative (il fatturato supera i 9 miliardi di euro, di cui 1,2 generato dall’export).
“È stato proprio grazie all’Ocm che l’ortofrutta - ha spiegato Drei - è riuscita in passato a superare crisi drammatiche, in virtù della capacità delle Op di stimolare l’innovazione, la concentrazione e la programmazione dell’offerta e garantire una distribuzione del valore lungo tutta la filiera. In particolare, le misure agroambientali hanno aiutato le imprese a far fronte alle conseguenze di alcune scelte politiche spesso eccessive derivanti dalla strategia del Green deal, che hanno messo a dura prova la capacità produttiva dell’Ue. Tanta strada è stata fatta – ha concluso il presidente di Fedagripesca – e ora è di fatto impossibile procedere con ulteriori forzature. Auspichiamo piuttosto che vengano presto introdotte nuove tecnologie come le TEA e le RNA”. (lg)
Fonte: Ufficio Stampa Confcooperative



















