Attualità
Generazione Ortofrutta: 28 OP unite nello standard di sostenibilità
Oltre 4.000 produttori e 33.000 ettari nel progetto che punta su parametri scientifici misurabili

Durante la seconda giornata di Macfrut, il tema della sostenibilità nel comparto ortofrutticolo è tornato al centro del dibattito con la presentazione di “Generazione Ortofrutta”, il progetto promosso da Italia Ortofrutta in collaborazione con CREA e le Organizzazioni di Produttori (OP). Un’iniziativa che punta a rafforzare il posizionamento del settore attraverso uno standard condiviso, fondato su parametri scientifici e misurabili. L’obiettivo è chiaro: rendere la sostenibilità – ambientale, economica e sociale – un elemento strutturale e riconoscibile della produzione ortofrutticola italiana. Il percorso coinvolge direttamente le OP e i soci produttori, chiamati ad applicare buone pratiche lungo tutte le fasi del ciclo produttivo, dal campo alla serra fino al magazzino. Il disciplinare tecnico prevede investimenti e trasformazioni mirate a migliorare le performance sostenibili e a valorizzare le produzioni.
Elemento distintivo del progetto è l’introduzione di uno Standard di sostenibilità che, una volta rispettato, consentirà di ottenere una certificazione e utilizzare un simbolo grafico dedicato. Uno strumento pensato per garantire trasparenza e tracciabilità sia alla distribuzione sia al consumatore finale, sempre più attento a questi temi. “Ci siamo focalizzati sul consumatore – ha spiegato Andrea Badursi, presidente di Italia Ortofrutta – partendo dall’idea che la sostenibilità nasca dal produttore. Vogliamo raccontare cosa il settore è in grado di offrire, anche rispetto a dinamiche sociali delicate come la gestione della manodopera in agricoltura”. Un approccio che mette al centro non solo l’ambiente, ma anche le condizioni economiche e sociali della filiera. Il progetto si inserisce in un percorso evolutivo già avviato da anni nel comparto. Certificazioni come SQNPI e GlobalG.A.P., così come il biologico e le norme dell’intervento settoriale ortofrutta, rappresentano infatti una base già consolidata e riconosciuta, oggi integrata nel nuovo disciplinare.

“Diamo molta fiducia a questa iniziativa – ha sottolineato Giuseppe Blasi, Capodipartimento DIPACSR del Masaf – perché, pur partendo da una base comune, riesce a coinvolgere numerosi attori della filiera. La sfida sarà essere convincenti con tutti, ma le aspettative sono alte”. Attualmente, Generazione Ortofrutta coinvolge quattro comparti strategici: frutta, ortaggi, biologico e agrumi. Nel complesso, si contano 28 OP attive in 17 regioni italiane, per oltre 4.000 produttori e circa 33.000 ettari coltivati. Nel dettaglio, il segmento della frutta vede la partecipazione di 8 OP, con 1.130 produttori distribuiti in 12 regioni e una superficie di circa 17.400 ettari, localizzati in aree ad alta vocazione frutticola. Sul fronte del biologico, sono invece 7 le OP coinvolte, con 2.367 produttori in 3 regioni e 8.630 ettari già coltivati secondo il metodo bio, ai quali si aggiunge l’adesione ai criteri dello standard di sostenibilità.
Per Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, il progetto rappresenta anche una responsabilità culturale: “Nel nostro settore si parla di sostenibilità da tempo, ma oggi dobbiamo renderla chiaramente identificabile. Il nostro compito è costruire uno standard coerente che diventi un punto di riferimento per tutte le OP”.
Fondamentale il contributo del CREA, che affianca il progetto sul piano scientifico. “Mettiamo a disposizione competenze e ricerca – ha evidenziato la direttrice generale Maria Chiara Zaganelli – per accompagnare le imprese nelle scelte produttive e orientarle verso modelli sempre più sostenibili”.
Generazione Ortofrutta si propone quindi come un tassello strategico per il futuro del comparto, con l’ambizione di consolidare la leadership italiana in termini di qualità, innovazione e sostenibilità, rendendo questi valori sempre più visibili lungo tutta la filiera.



















