Dulcis™ supera quota 4.000 tonnellate e guarda all'estero

Qualità confermata alla vigilia della raccolta, con attenzione a calibri, maturazione e standard produttivi

Dulcis™ supera quota 4.000 tonnellate e guarda all'estero

La crescita produttiva di Dulcis™ entra nel vivo. La nuova campagna si prepara infatti a superare le 4.000 tonnellate, segnando un ulteriore salto dimensionale per il progetto dedicato alla cultivar di Actinidia chinensis var. chinensis a polpa verde. È questo uno degli elementi emersi dai Dulcis™ Field Days 2026, gli appuntamenti in campo che hanno riunito agricoltori, tecnici e cooperative in prossimità della raccolta. Il calendario è partito il 9 settembre da Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, e ha fatto tappa ieri, 16 settembre, a Faenza, in Romagna. Due momenti di confronto sullo stato degli impianti e sulle prospettive della campagna, in un'annata caratterizzata da un andamento climatico complesso ma che, dalle prime verifiche, restituisce indicazioni positive.

«Stiamo entrando nella fase di crescita dei volumi che avevamo previsto per Dulcis™», spiega Mirco Montefiori, presidente di Dulcis Kiwifruit Company. «L'estate è stata complessa per l'agricoltura, ma le prime verifiche ci restituiscono un quadro positivo: le piante sono in ottimo stato, grazie anche al grande lavoro svolto dai nostri agricoltori, e le prime analisi evidenziano una qualità dei frutti molto buona».

Mirco Montefiori, presidente di Dulcis Kiwifruit Company

Il clima potrebbe tuttavia lasciare qualche traccia sulla campagna. «Potremmo avere calibri leggermente inferiori e un lieve anticipo nella maturazione, legato all'andamento stagionale, ma sempre nel rispetto degli standard qualitativi che ricerchiamo», aggiunge Montefiori. Ed è proprio la qualità il punto sul quale il progetto intende continuare a costruire il proprio posizionamento. «Abbiamo aperto nuove opportunità di mercato, ma abbiamo un vantaggio competitivo importante e dobbiamo mantenere alta la qualità. Abbiamo parametri di raccolta definiti da qualche anno: la qualità è il driver principale», sottolinea il presidente.

In quest'ottica prosegue anche nel 2026 il percorso dell'Indice di Qualità Dulcis™ (IQD), il sistema introdotto lo scorso anno per valorizzare il lavoro degli agricoltori e incentivare la qualità dei frutti. L'IQD viene calcolato sulla base del contenuto di sostanza secca dei frutti alla raccolta e riguarda i prodotti di prima categoria, con un premio economico che può arrivare fino a 0,30 euro/kg.

Accanto alla qualità, il lavoro in campo si concentra sull'adattamento della coltura alle condizioni climatiche e sulla ricerca di soluzioni agronomiche. «Dobbiamo interpretare anche il clima e cercare di capire come muoverci sul campo, a partire dalle ore di freddo», osserva Montefiori. Positivi, per ora, anche i segnali sui portinnesti: «È ancora presto per tirare le somme, ma abbiamo visto un'ottima vigoria». 

Per Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa, la cultivar sta mostrando potenzialità interessanti anche sul piano produttivo e commerciale. «È soddisfacente da un punto di vista commerciale e ha un'ottima shelf-life. In Romagna si adatta perfettamente e stiamo lavorando molto con i portinnesti. Una chinensis come Dulcis ci dà ottimi risultati sia dal punto di vista quantitativo sia della produttività. Quindi volumi e redditività». La diversificazione dell'offerta rappresenta, secondo Moretti, un elemento strategico per il comparto. «Dobbiamo diversificare anche perché competitor come la Grecia crescono tanto con Hayward. Dulcis ci permette di avere un surplus importante perché ci diversifica e ci permette di piazzarci sul mercato in modo deciso».

Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa

Con l'aumento della disponibilità di prodotto, cresce anche l'esigenza di ampliare gli sbocchi commerciali. Marcello Guidi, coordinatore commerciale di Dulcis™, conferma che il progetto, finora concentrato soprattutto sull'Italia, guarda ora con maggiore attenzione ai mercati esteri. «Ci siamo concentrati sul mercato italiano, ma puntiamo all'estero per questa campagna e per il futuro. La Scandinavia risponde bene e anche la Germania può essere un canale importante», spiega Guidi. Il superamento delle 4.000 tonnellate porta quindi Dulcis™ in una fase nuova, nella quale l'espansione produttiva dovrà procedere insieme al mantenimento degli standard qualitativi e allo sviluppo commerciale. «L'impegno delle tre realtà coinvolte è massimo. In futuro avremo altri competitor, ma abbiamo un vantaggio competitivo», conclude Guidi.

Marcello Guidi, coordinatore commerciale di Dulcis™

Per la campagna 2026 la sfida sarà dunque duplice: gestire la crescita dei volumi senza perdere il presidio sulla qualità e trasformare l'incremento produttivo in una maggiore presenza sui mercati internazionali. (ga)