Dal campo
Fruit Attraction, l’avocado continua a correre. Gli agrumi cercano nuovi stimoli
Il Congresso dell’Avocado guarda a una domanda ancora in espansione e a come sostenerla nel lungo periodo

Come accade in tutte le fiere di questo livello, anche Fruit Attraction diventa l’occasione per riunire fisicamente operatori interessati a temi specifici che, durante l’anno, si confrontano spesso attraverso riunioni e congressi virtuali da diverse parti del mondo. Al di là della comunicazione dei dati ufficiali, è già emerso un elemento significativo: Fruit Attraction 2026 ha battuto il record di ingressi in una sola giornata a Ifema, con 55.000 visitatori martedì 6 ottobre. Mai prima d’ora una manifestazione ospitata nel quartiere fieristico di Madrid aveva registrato un’affluenza giornaliera così elevata.
Durante Fruit Attraction ho partecipato a due appuntamenti molto diversi tra loro, ma entrambi centrali per i rispettivi comparti: lunedì al Congresso dell’Avocado 2026 e martedì, di prima mattina, alla riunione annuale di Madrid della World Citrus Organisation (WCO). Il Congresso dell’Avocado è stato un evento molto partecipato, organizzato dalla World Avocado Organisation, dall’associazione delle imprese che commercializzano avocado e mango e da Asociafruit, che ha riempito completamente l’Auditorium Sud di Ifema.

L’avocado è oggi un prodotto sulla cresta dell’onda e, almeno per il momento, non sembra ancora aver raggiunto la piena maturità. Il settore sta quindi cercando di prepararsi a eventuali scenari nei quali la crescita produttiva possa anticipare quella della domanda, così da attivare tempestivamente strumenti promozionali capaci di sostenere i consumi. Particolarmente interessante il rapporto presentato da Eric Imbert del Cirad francese, editore della rivista Fruitrop, con analisi su produzione, commercializzazione e soprattutto consumo pro capite in numerosi Paesi.
Il dato forse più significativo riguarda gli Stati Uniti, dove in poco più di un decennio il consumo pro capite di avocado ha raggiunto 4 kg, partendo da meno di 500 grammi. In Europa la media è oggi di circa 1,8 kg pro capite ed è ancora in crescita. Vedremo cosa riserveranno i prossimi anni a un prodotto che, al momento, continua a beneficiare di una domanda molto favorevole.
Agrumi, una situazione opposta
Sul fronte opposto ci sono gli agrumi. Con un consumo pro capite in Europa superiore ai 14 kg, il comparto appare ormai stabilizzato o in calo, soprattutto per il suo prodotto simbolo: l’arancia. È evidente che una categoria così storica e consolidata necessiti di uno sforzo da parte dei produttori se vuole mantenere i livelli di consumo, mentre l’avocado sembra ancora procedere con il vento in poppa. Durante la riunione privata della WCO, alla quale hanno partecipato rappresentanti di tutti i Paesi aderenti all’organizzazione, è stato analizzato anche un rapporto scientifico sull’incidenza del “Super El Niño” 2026/27.

Secondo quanto illustrato, gli effetti maggiori dovrebbero interessare, come spesso accade, la costa orientale del continente americano, ma anche la parte meridionale dell’Africa, l’Asia orientale e, potenzialmente, l’area orientale del Mediterraneo. Nei prossimi mesi sarà possibile verificarne concretamente l’impatto. La maggior parte dei Paesi dell’emisfero sud ha registrato campagne di esportazione piuttosto normali: Sudafrica, Cile, Perù, Argentina e Uruguay hanno mantenuto flussi regolari sia verso il Nord America sia verso l’Europa.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, il Sudafrica avrebbe sofferto in modo particolare le conseguenze della guerra tra Iran e Stati Uniti sulle forniture destinate ai Paesi arabi. Il Marocco ha annunciato una riduzione significativa del raccolto a causa delle piogge della scorsa primavera. Anche la Turchia ha segnalato cali rilevanti rispetto all’anno precedente. La Spagna, invece, ha presentato una crescita importante per limoni e pompelmi, mentre per arance e mandarini le previsioni risultano molto simili a quelle della campagna precedente. In definitiva, Fruit Attraction ha assolto pienamente anche a questa funzione: non soltanto generare contatti commerciali, ma creare occasioni di confronto tra operatori e organizzazioni specializzate nei diversi comparti dell’ortofrutta mondiale. (im)




















