Kaki, meno calibro ma buona partenza sul mercato

Zavoli (Agribologna): “Produzione regolare e domanda vivace”. La raccolta parte con circa una settimana di ritardo

Kaki, meno calibro ma buona partenza sul mercato

La produzione c’è, ma il caldo estivo ha lasciato il segno soprattutto su calibri e qualità esterna. È il quadro della nuova campagna dei kaki tracciato da Stefano Zavoli, socio del Consorzio Agribologna e titolare dell’omonima azienda agricola di Poggio Torriana, nel Riminese, che guarda a un’annata sostanzialmente regolare sul piano dei quantitativi, ma con pezzature più contenute rispetto alle attese.

“Quest’anno non manca tanto la produzione quanto il calibro. I chili complessivamente ci sono e possiamo parlare di un’annata nella norma, ma avremmo preferito frutti più grandi. Siamo inoltre in ritardo di circa una settimana rispetto al consueto”. A incidere è stato soprattutto agosto, con settimane caratterizzate da temperature superiori ai 35 °C. “In quelle condizioni la pianta tende praticamente a fermarsi. L’irrigazione serve prima di tutto a farla sopravvivere, non certo a migliorarne le performance, e dove lo stress è stato maggiore lo sviluppo del frutto ne ha risentito”.

Stefano Zavoli, socio del Consorzio Agribologna

Il caldo ha lasciato anche qualche danno visibile. Zavoli stima attorno al 10% la quota di prodotto interessata da scottature, nonostante i trattamenti preventivi a base di zeoliti. “L’orientamento dei filari fa una grande differenza: quello nord-sud attenua il problema, mentre l’est-ovest è molto più penalizzante perché la parte maggiormente esposta può subire danni importanti”. Sul fronte commerciale, però, l’avvio è stato positivo. 

Le prime partite di kaki Tipo sono arrivate sul mercato la scorsa settimana e la domanda ha reagito bene, nonostante i prezzi normalmente sostenuti dell’inizio di campagna. “C’era voglia di un frutto nuovo, stagionale, e sia la Gdo sia i mercati ortofrutticoli hanno risposto bene. Da adesso in poi, però, inizierà la fase più delicata, proprio perché dovremo gestire una maggiore presenza di pezzature medio-piccole”.

Anche per questo, Agribologna introdurrà quest’anno una confezione da 1,2 kg, pensata per valorizzare meglio i calibri più piccoli. “Il kaki non è un prodotto semplice da gestire: è delicato, matura velocemente e anche nel punto vendita serve molta professionalità. Noi mettiamo a disposizione prodotto e competenze, ma in un’annata come questa è importante trovare una buona collaborazione anche da parte della distribuzione”. 
Il consumo del kaki tradizionale, intanto, si mantiene abbastanza stabile. Un segnale che, secondo Zavoli, conferma la capacità del prodotto di conservare appeal anche presso le fasce più giovani. “Nella sua stagionalità resta una referenza importante per il reparto ortofrutta. Qualcosa abbiamo perso sull’export, perché è un frutto difficile da gestire sulle lunghe distanze, ma sul mercato interno continua ad avere il suo spazio”.

Fra pochi giorni partirà anche la raccolta dei kaki a pasta soda, con uno scenario molto simile: volumi sostanzialmente stabili, pezzature più contenute e una campagna che dovrebbe proseguire regolarmente fino a circa il 10 dicembre. Parallelamente, il gruppo sta lavorando anche sull’innovazione post-raccolta. “Stiamo collaborando con Ri.Nova per perfezionare la conservazione del kaki Tipo. L’obiettivo è riuscire a portarlo fino alle festività natalizie. Sarebbe un risultato importante, perché vediamo che in quel periodo la domanda ci sarebbe e il prodotto avrebbe tutte le caratteristiche per trovare spazio sulle tavole di Natale. Siamo fiduciosi”. (im)