In Puglia l’inverno salta, ortaggi e frutta corrono troppo

Fave e piselli pronti in anticipo minacciati dal gelo

In Puglia l’inverno salta, ortaggi e frutta corrono troppo

L'inverno pugliese, caratterizzato da sbalzi termici anomali, sta stravolgendo i ritmi naturali dell'agricoltura. Nei mercati locali sono già comparse le prime fave e i piselli sono ormai pronti per essere raccolti. Questo fenomeno, causato dall'instabilità climatica, accelera la maturazione di ortaggi e frutta, portandoli a fine ciclo prematuramente. Tale scenario non solo altera le abitudini di consumo, ma complica notevolmente la gestione colturale, esponendo le produzioni al rischio concreto di gelate improvvise che potrebbero compromettere i raccolti e l'occupazione per l'intero anno.

In questo quadro di incertezza, Coldiretti Puglia invita i cittadini a una maggiore attenzione negli acquisti. Per sostenere il territorio e garantire la qualità, è fondamentale:

  • Controllare minuziosamente l'origine dei prodotti.
  • Prediligere l'acquisto di frutta e verdura locale, possibilmente direttamente dai produttori.
  • Superare i pregiudizi estetici: i prodotti cosiddetti “brutti ma buoni” possiedono le stesse caratteristiche nutrizionali e organolettiche di quelli perfetti.

La regione Puglia si conferma leader nazionale del settore. I numeri parlano chiaro: 198mila ettari di superficie agricola utilizzata, una produzione di 23 milioni di quintali e una Produzione Lorda Vendibile (PLV) che tocca 1,2 miliardi di euro, incidendo per oltre un terzo sulla PLV agricola regionale. Le province di Bari, Foggia e Brindisi sono i motori di questa produzione, famosa per l'uva da tavola, gli agrumi dell'arco jonico-tarantino e una vasta gamma di ortaggi fondamentali per la dieta mediterranea, come carciofi, pomodori e cicorie. Nonostante negli ultimi dieci anni il numero di aziende sia diminuito a favore di un aumento delle superfici coltivate, il comparto mantiene una forza produttiva eccezionale.

Coldiretti lancia inoltre l'allarme sulle recenti modifiche al codice doganale europeo. La normativa attuale permette che prodotti provenienti dall'esterovengano etichettati come "italiani" pur avendo subito solo lavorazioni minime, come l'aggiunta di condimenti o sale. Questa pratica rappresenta una minaccia per il vero Made in Italy e un inganno per il consumatore. La richiesta dell'associazione è perentoria: l'obbligo di indicare l'origine su tutti i prodotti alimentari in commercio nell'Unione Europea, a tutela delle imprese agricole locali e per garantire massima trasparenza negli acquisti.