Sostenibilità
IV Gamma, il clima taglia le materie prime fino al 40%
Lattughe, cicorie e spinaci tra le colture più colpite

Materie prime con disponibilità ridotte fino al 30-40% e, sui raccolti maggiormente danneggiati, perdite di resa legate alla maggiore selezione e agli scarti di produzione nell’ordine del 10-20%. È l’allarme lanciato dal Gruppo prodotti ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food.
Da luglio, la disponibilità di alcune delle principali materie prime utilizzate dal comparto ha registrato forti riduzioni. Le criticità riguardano in particolare cicorie, indivie, lattughe e spinaci, ma anche valeriana, lattughini, rucola e cavoli mostrano segnali di forte sofferenza. Per alcune produzioni, inoltre, il quadro potrebbe ulteriormente peggiorare nelle prossime settimane. Alla base, c’è una combinazione sempre più difficile da gestire: temperature elevate, siccità prolungata, disponibilità d’acqua irregolare e fenomeni atmosferici imprevedibili che stanno interessando contemporaneamente numerose aree produttive italiane ed europee.
«Quello che stiamo affrontando non può più essere considerato soltanto un problema stagionale, ma una crisi criticità strutturale – dichiara Simone Zerbinati, Presidente del Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food – Il cambiamento delle condizioni climatiche sta rendendo la disponibilità delle materie prime sempre più discontinua e difficile da programmare, creando mancanze di prodotto a scaffale. Le nostre aziende stanno facendo tutto il possibile per garantire continuità delle forniture e gli elevati standard qualitativi richiesti dal mercato, ma dobbiamo prendere atto che stiamo entrando in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato».
Un mercato da oltre un miliardo di euro
La dimensione del comparto rende ancora più significativo quanto sta accadendo. Secondo le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati NielsenIQ, il settore dell’ortofrutta pronta al consumo, la cosiddetta IV Gamma, vale circa 1,2 miliardi di euro con una penetrazione arrivata all’85%.
Non solo meno prodotto: aumentano gli scarti e diminuiscono le rese
Nei raccolti maggiormente colpiti, si verifica riduzione della resa nell’ordine del 10-20%, con un impatto significativo sull’efficienza e sulla sostenibilità economica delle imprese. In altre parole, non solo arriva meno prodotto dal campo, ma di quello che arriva, aumenta la parte che deve essere scartata perché non può essere utilizzata per la produzione di IV Gamma: è un effetto poco visibile all’esterno della filiera, ma estremamente rilevante per le aziende.
La crisi è già visibile nei supermercati
La difficoltà non è più confinata ai campi o agli stabilimenti: è arrivata fino agli scaffali. Alcune catene di supermercati hanno già affisso nei propri punti vendita cartelli che segnalano ai consumatori la temporanea mancanza o indisponibilità di alcune referenze di IV Gamma. È la manifestazione più immediata e concreta di una crisi di approvvigionamento che interessa l’intera filiera e che si sta riscontrando anche in altri Paesi europei. Una situazione che ricorda un elemento essenziale: dietro ogni confezione di ortofrutta di IV Gamma c’è, prima di tutto, un prodotto agricolo. Il consumatore è abituato a trovare prodotti freschi a scaffale durante tutto l’anno, ma la continuità dell’offerta dipende dalla disponibilità delle produzioni e quindi, inevitabilmente, dalle condizioni climatiche in cui vengono coltivate.
"Dobbiamo uscire dalla logica dell'emergenza episodica”
La preoccupazione del comparto guarda ben oltre la fine dell’estate 2026. L’aumento della frequenza e dell’intensità di caldo estremo, siccità e fenomeni meteorologici imprevedibili rende necessario prepararsi a una disponibilità della materia prima più limitata.
«Dobbiamo uscire dalla logica secondo cui ogni crisi climatica è un’emergenza isolata destinata a risolversi nel giro di qualche mese – prosegue Zerbinati –. Dobbiamo prepararci alla possibilità che queste condizioni si ripresentino anche nel 2027 e negli anni successivi. La vera sfida non è soltanto superare le prossime settimane, ma mettere la filiera nelle condizioni di continuare a garantire disponibilità e qualità dei prodotti di IV gamma nel futuro».
Serve un nuovo patto di filiera
Per il Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food, il nuovo scenario richiede un rafforzamento del dialogo e della collaborazione lungo l’intera filiera: dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla logistica fino alla distribuzione. Condividere tempestivamente le criticità, migliorare la programmazione degli approvvigionamenti, ottimizzare i trasporti e adattare l’offerta alle effettive disponibilità agricole diventa essenziale per affrontare una situazione che non può più essere gestita esclusivamente attraverso interventi emergenziali.
Non è possibile governare un clima sempre più imprevedibile, ma è opportuno modificare il modo in cui la filiera si prepara e reagisce alle sue conseguenze. Sarà sempre più importante adeguarsi ai nuovi scenari per tutelare la sostenibilità delle imprese e continuare a garantire ai consumatori prodotti freschi, sicuri e di qualità durante tutto l’anno. (ga)
Foto d'apertura realizzata con ausilio IA
Fonte: Ufficio stampa Unione Italiana Food



















