Le noci di Romagna cambiano «veste»

Il 2023 anno del restyling per New Factor

Le noci di Romagna cambiano «veste»

Qualità, localismo e caratteristiche nutraceutiche elevate sono i valori di riferimento delle Noci di Romagna di New Factor che oggi si presentano con un nuovo ‘abito’.  

“Nell’ottica di costante ricerca e miglioramento, il 2023 sarà anche l’anno del restyling di questa linea che, pur mantenendo la riconoscibilità da parte del consumatore che da anni la sceglie, si è rinnovato nelle tonalità dei colori, più tenui e naturali - spiega a IFN Jasmina Annibali, Marketing Department dell’azienda – mentre rimane invariato il tricolore ad indicare il valore aggiunto della Filiera della Noce Italiana”.

La gamma delle noci è davvero ampia e va da quelle in guscio da 500g, 1kg, 5kg e 10kg, fino alle noci sgusciate da 125g e 350g, oltre alle barrette 100% italiane. 

“Tutti i prodotti sono realizzati nei nostri stabilimenti – specifica Annibali – e per le barrette utilizziamo solo due ingredienti:  Noci di Romagna della filiera italiana abbinate a frutti sempre 100% italiani come pere, mele e fichi”. 

Sia le noci che le barrette si presentano come un alimento ad elevato valore nutrizionale, uno snack sano: “Nelle nostre barrette non c’è traccia di glutine, zuccheri aggiunti, coloranti e conservanti” continua Annibali.

Nocicoltura, l’attenzione rimane alta
Se New Factor era già attiva nel settore della frutta secca a livello globale da oltre 40 anni, è negli ultimi 20 anni che ha concentrato la sua attenzione sulla nocicoltura dando vita ad un progetto nazionale per lo sviluppo del settore. L’azienda è infatti capofila del progetto denominato In-Noce (clicca qui per approfondire), che raggruppa ad oggi 23 agricoltori principalmente distribuiti sul territorio della Romagna, con 500 ettari di noceti specializzati, irrigui, intensivi e meccanizzati, con una PLV attesa a regime di circa 2.000 tonnellate di prodotto in guscio.
“Attualmente delle oltre 50.000 tonnellate di noci consumate ogni anno in Italia, circa l’80% sono importate, in particolare dalla California – specifica Jasmina Annibali - Il polo delle Noci di Romagna si pone l’obbiettivo di arrivare quanto prima a coprire oltre il 5% del consumo nazionale, offrendo una scelta ottimale in grado di garantire altissimi livelli qualitativi ed un prodotto dalle caratteristiche organolettiche e nutrizionali superiori per via del differente processo di essiccazione e della mancanza di stress dovuta ai lunghi trasporti”. 
E conclude: “Non va tralasciata l’importanza della sostenibilità di questo prodotto, sostanziata dal risparmio idrico, energetico, dall’adozione di buone pratiche agricole e dalla certificazione Global Gap. Basti pensare che un solo ettaro di noceto, durante il proprio ciclo vitale, evita l’emissione in atmosfera di 32 tonnellate di anidride carbonica. I nostri noceti, quindi, rappresentano un vero polmone per l’ambiente che li circonda”.