Dal campo
«Noci di Romagna, qualità e sostenibilità ci salvano»
Alessandro Annibali (New Factor): «Ecco le nostre strategie per combattere i rincari»

E’ ancora presto per dare un giudizio sulla stagione delle noci di Romagna ma le prospettive, dopo le prime raccolte, sembrano lasciar ben sperare. Con Alessandro Annibali, amministratore delegato di New Factor - azienda specializzata nella commercializzazione di frutta secca nella grande distribuzione italiana – abbiamo individuato tutti i punti di forza del settore, che permetteranno di superare brillantemente la campagna commerciale già in atto.
“Non è facile definire oggi i volumi della stagione anche se ad oggi sembrano abbastanza buoni, nonostante il grande caldo che abbiamo avuto questa estate - spiega Annibali – anzi prevediamo quantità in aumento considerato che stanno entrando in produzione tutti i noceti che sono stati piantati e, ad ogni anno che passa, i volumi tenderanno ad aumentare sempre di più. Ad esempio quest’anno con il progetto ‘In noce’ – che riunisce 23 produttori rispetto ai 7 iniziali – ci avvicineremo alle mille tonnellate di prodotto”.

Quest’anno il settore ha dovuto fare i conti con le alte temperature estive, per cui non sono bastate neanche le più comuni tecniche agronomiche: “Solitamente ricopriamo le noci con il caolino per proteggerne il mallo: lo stesso abbiamo fatto quest’anno ma non è stato sufficiente. Inoltre abbiamo avuto circa 40 gradi per 40 giorni di fila e per ben tre volte l’acqua per irrigare non è stata disponibile: a fronte di un calore superiore, ci siamo dovuti arrangiare con una minore quantità di acqua”.
Fortunatamente le alte temperature dell’estate passata non hanno lasciato tracce sulla qualità dei frutti: “Avremo calibri più piccoli rispetto alle ultime stagioni ma la qualità rimane sempre eccezionale”, dice Annibali.
A fronte dei rincari dei costi di produzione e dell’energia elettrica, l’azienda ha adottato la sua particolare strategia: “Anno scorso essiccavamo le noci a 38 gradi sia di giorno che di notte, quest’anno le macchine sono impostate a 36 gradi di giorno e a 30 gradi di notte. Inoltre, sempre per fronteggiare i costi, abbiamo deciso di efficientare al massimo le macchine: in questo modo vanno sempre alla massima portata e, nella stessa unità di tempo, lavoriamo più noci e risparmiamo sui costi energetici. Per permetterci questo utilizzo delle macchine, adoperiamo sempre attente manutenzioni e formiamo tutti i nostri operatori in maniera approfondita”.

Ma la preoccupazione più grossa al momento rimangono i trend commerciali: “I tre principali produttori mondiali di noci ovvero Usa, Cila e Cina – commenta Annibali – hanno prodotto più che in abbondanza e invadono i mercati con prezzi bassissimi, quasi sottocosto”.
Nonostante questa concorrenza, le noci di Romagna possono però giocare le loro carte più importanti, quelle della qualità e sostenibilità. “Siamo a chilometro zero e sostenibili – conclude l’ad di New Factor – e queste caratteristiche ci faranno sempre distinguere sul mercato. Grazie agli elevati standard qualitativi, il nostro prodotto fresco è riconosciuto e apprezzato dai consumatori. E, nonostante il mercato sia ogni anno più complicato, continuiamo ad impegnarci per difendere sempre il valore aggiunto della produzione italiana”.



















