Dal campo
Gruppo di contatto 2026, brilla l’Italia: 250 ettari di fragole in più
Pietro Ciardiello: «Stiamo migliorando impianti e genetica per ottenere frutti più performanti»

Il Gruppo di contatto 2026 tra Francia, Italia, Spagna e Portogallo, dedicato a fragole e piccoli frutti, si è riunito il 29 e 30 gennaio ad Agen, in Francia. Un confronto tecnico e strategico che, secondo quanto emerso, restituisce un quadro complessivamente positivo per il comparto europeo, con l’Italia in primo piano soprattutto per le fragole. A tracciare il bilancio delle due giornate, in esclusiva per IFN, è Pietro Ciardiello, direttore di Coop Sole e Coordinatore del Gruppo Fragole.
«Il primo punto affrontato è stato il consuntivo del 2025 ed è emersa un’annata di grande livello, sia per qualità che per volumi», racconta Ciardiello. «L’indirizzo è positivo per tutti i Paesi coinvolti. La Spagna ha dovuto fare i conti con alcune criticità legate al maltempo, ma nulla di irreparabile. Possiamo definire il 2025 un anno super-positivo».
Lo sguardo si è poi spostato sulle prospettive per il 2026, che secondo Ciardiello si aprono all’insegna della continuità: «Nel 2026 la superficie a fragola in coltura specializzata, in Italia, aumenterà di oltre 250 ettari, pari a un +6% rispetto al 2025».
Una crescita che si accompagna a una sempre maggiore specializzazione delle tecniche produttive. «Nel 2026 il pieno campo scenderà al 12% del totale, mentre la coltura protetta arriverà a coprire l’88% delle superfici», sottolinea il coordinatore. «Quasi il 70% della coltivazione resterà concentrata nel Meridione, il 17/20% nelle regioni settentrionali e il 10/13% nel Centro Italia».
Sul piano commerciale, Ciardiello evidenzia un andamento contrastato tra volumi e valori. «Nel 2024 le esportazioni di fragole italiane si sono chiuse con quasi 10.500 tonnellate, circa dieci punti percentuali in meno rispetto al 2023, il dato più basso dal 2020», spiega. «Il valore, però, è cresciuto del 4%, grazie a un prezzo medio che ha raggiunto i 4,47 euro/kg, in aumento del 15% rispetto alla stagione precedente e il più alto del recente passato».
Il tema dell’import resta centrale. «Le importazioni superano ancora nettamente le esportazioni. Nel 2024 abbiamo importato oltre 27.000 tonnellate di fragole, un volume superiore al 2023 ma inferiore a quello del triennio 2020-2022», osserva Ciardiello. «Il valore è cresciuto del 21% rispetto alla stagione precedente (2023), mentre il prezzo medio è salito del 7%, arrivando a 2,98 euro/kg, il livello più alto dal 2020. L’Italia continua quindi a importare molte fragole, soprattutto dalla Spagna».

Per quanto riguarda i piccoli frutti, il Coordinatore del Gruppo Fragole parla di una situazione sostanzialmente stabile, con qualche segnale di rallentamento. «Nel 2025 in Italia la superficie complessiva si attesta poco sotto i 2.500 ettari, in calo dell’1% rispetto al 2024», spiega. «I mirtilli, con quasi 1.600 ettari, segnano un -1%, i lamponi restano stabili attorno ai 460 ettari, mentre calano le superfici di more e ribes. L’uva spina rimane marginale». In controtendenza, sottolinea Ciardiello, «la Sicilia, dove le superfici a piccoli frutti crescono di 25 ettari rispetto al 2024, pari a un +20%».
Guardando avanti, le condizioni per il 2026 appaiono incoraggianti. «Secondo me abbiamo tutte le carte in regola per replicare una stagione positiva come il 2025», afferma Ciardiello. «Stiamo migliorando la tecnologia degli impianti e investendo molto nel miglioramento genetico. È vero che, dal punto di vista produttivo, restiamo ancora un gradino sotto la Spagna, ma il percorso di crescita è evidente».
Nel corso del Gruppo di contatto sono stati affrontati anche temi di carattere strategico. «Si è parlato molto di reciprocità e di armonizzazione dei piani di difesa, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo di fitofarmaci, i limiti massimi di residui e i principi attivi», spiega. «L’obiettivo è armonizzare il mercato e fare in modo che tutti i Paesi adottino le stesse strategie agronomiche e di difesa delle piante».

Altro punto sensibile è stato il governo delle importazioni dai Paesi Terzi. «È fondamentale evitare l’ingresso di prodotti che non rispettano i parametri europei», ribadisce Ciardiello. «Così come è emersa con forza la necessità di investire nella ricerca per affrontare le fitopatologie emergenti, oltre al ragnetto rosso».
Infine, spazio al tema delle NGT, le New Genomic Techniques. «Si è discusso di come ottenere piante più resistenti e fragole più performanti dal punto di vista organolettico», conclude Ciardiello. «Come Italia ci siamo posti favorevolmente alle NGT, nel rispetto delle nuove prerogative europee e con l’obiettivo di sollecitare la ricerca».
«È stato un momento di confronto unico , reso possibile grazie all’organizzazione e al supporto del Ministero dell’Agricoltura italiana», conclude Ciardiello.



















