Dal campo
L’export dei limoni italiani cresce nel 2023, la Polonia nuovo mercato di riferimento
Il produttore siciliano Roberto Minioto: «Stagione ottima ma partita a rilento»

Nel primo quadrimestre del 2023 l'export di ortofrutta italiana registra risultati positivi rispetto al 2022 sia a valore (+58%), e soprattutto a volume (+134%), come emerge dall’analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter sui dati Istat (approfondisci l’articolo). Passando all’analisi delle macrocategorie, analizzando l’andamento degli agrumi si evince come i limoni spingono le esportazioni con crescite interessanti, sia a volume (+10%) che a valore (+12%).

Descrive a IFN il mercato nazionale dei limoni, Roberto Minioto, titolare dell’omonima azienda agricola situata nel Val di Noto, specializzata nella produzione del limone femminello siracusano; tra le cultivar più rappresentativa d’Italia produce tre fioriture: il primofiore (da ottobre a marzo), il bianchetto (da aprile a giugno) e il verdello (da luglio a settembre).

“Il mercato del limone si è svegliato in ritardo - afferma Minioto - da novembre a marzo le vendite sono state lente nonostante le produzioni fossero di buona qualità e i volumi soddisfacenti. Diciamo che abbiamo iniziato con il freno a mano tirato e la stagione è iniziata con calma ma, fortunatamente, le cose stanno andando per il verso giusto. La svolta per il mercato dei limoni italiani è arrivata ad aprile quando le produzioni spagnole non riuscivano più a farci concorrenza e da qual momento sul mercato è stato un crescendo”.

“Con il primo fiore la campagna è stata soddisfacente e, adesso, siamo in piena stagione con il verdello, con vendite e richieste regolari. Attualmente la forbice di prezzo con il verdello è attorno i 2 euro al chilo, con il primo fiore il prezzo medio si vendita si è aggirata tra 0,90 e 1,00 euro al chilo e con il bianchetto a fine aprile i prezzi erano di 1,60-1,70 euro al chilo”.

Export, la Polonia è un mercato ricco per l’Italia
“Per quanto riguarda l’export dei limoni italiani, la Germania resta un punto di riferimento importante e anche la Francia è un mercato che richiede tanto prodotto. Ma c’è da sottolineare l’importanza che sta assumendo la Polonia nell’import di agrumi, soprattutto limoni, italiani”.
“I costi di produzione restano molto elevati anche se calmierati rispetto il 2022 ma la lotta più importante che stiamo affrontando è quella contro il Mal secco degli agrumi che ha devastato diversi appezzamenti”.



















