Mercato tedesco, bene l’uva italiana. Drupacee tra alti e bassi

A fine luglio l’origine Italia resta centrale nei mercati all’ingrosso tedeschi, con buoni segnali anche dalle pere Carmen

Mercato tedesco, bene l’uva italiana. Drupacee tra alti e bassi

A fine luglio la produzione italiana mantiene un ruolo di primo piano sui principali mercati all’ingrosso tedeschi, soprattutto nell’uva da tavola. Buoni segnali arrivano anche dalle pere Carmen e dalle albicocche, mentre su pesche e nettarine la forte disponibilità costringe gli operatori a intervenire sui prezzi per sostenere le vendite.
La fotografia arriva dal rapporto settimanale della Bundesanstalt für Landwirtschaft und Ernährung (BLE), relativo agli scambi registrati dal 20 al 24 luglio nei mercati di Francoforte, Amburgo, Monaco e Berlino. Tutti i valori riportati sono quotazioni medie all’ingrosso, espresse in euro al chilogrammo. 

Uva da tavola, l’Italia detta ancora il passo 
Il dato più netto riguarda l’uva da tavola: le partite italiane continuano a dominare il mercato tedesco, mentre la Spagna sta aumentando progressivamente la propria presenza. L’Egitto, al contrario, è ormai vicino alla conclusione della campagna. Le quotazioni italiane si mantengono generalmente stabili. La Black Magic registra una media di 3,61 euro/kg, mentre la Victoria si attesta a 3,54 euro/kg. Per la Crimson Seedless si arriva a 4,07 euro/kg e per Festival-Superior Seedless/Sugraone a 4,06 euro/kg. Le altre tipologie senza semi oscillano tra 3,87 euro/kg per le varietà nere e 4,08 euro/kg per quelle bianche, mentre le rosse si collocano a 4,02 euro/kg. In alcuni mercati i grossisti hanno praticato piccoli ribassi per accelerare il ricambio, senza però modificare sostanzialmente il quadro. 

Pere, la Carmen italiana guadagna spazio 
Nel comparto pere prevalgono ancora Abate Fetel e Forelle provenienti da Cile e Sudafrica, ma la qualità delle partite dell’emisfero australe non convince più in modo uniforme e questo ha determinato alcune riduzioni di prezzo. La concorrenza europea si sta quindi rafforzando, con la Carmen italiana indicata dal rapporto come la provenienza in maggiore crescita. Il prodotto sfuso quota mediamente 1,72 euro/kg. Per i calibri confezionati si passa da 2,34 euro/kg per il 70/75 a 2,49 euro/kg per il 75/80, fino a 2,61 euro/kg per il 65/70. Completano l’offerta, con quantitativi più contenuti, Santa Maria ed Etrusca italiane. La domanda viene comunque soddisfatta senza difficoltà, segnale di un mercato ancora ben rifornito. 

Pesche e Nettarine, Italia seconda dietro la Spagna 
Su pesche e nettarine la leadership è spagnola, ma l’Italia rappresenta la seconda origine per importanza. L’assortimento risulta molto ampio e l’interesse dei compratori non sempre riesce a procedere allo stesso ritmo: da qui alcuni ribassi, utilizzati per alleggerire le giacenze. Le nettarine italiane a polpa gialla di categoria B si attestano mediamente a 2,10 euro/kg. La categoria A sale a 2,32 euro/kg, la AA a 2,55 euro/kg e i calibri superiori a 2,58 euro/kg, con punte di 3,08 euro/kg sul mercato di Francoforte. La qualità generale è giudicata positiva, sia per pezzatura sia per caratteristiche organolettiche. Le tipologie a polpa bianca restano nella fascia alta dei prezzi, ma l’offerta è soprattutto francese e spagnola. 

Albicocche italiane in rialzo a fine campagna 
La stagione delle albicocche si avvia alla conclusione e la disponibilità si riduce per tutte le principali origini europee. In questo quadro il prodotto italiano registra una quotazione media di 3,82 euro/kg, in aumento rispetto ai 3,43 euro/kg della settimana precedente. Nei singoli mercati il prezzo varia da 2,86 euro/kg a Francoforte fino a 4,12 euro/kg a Monaco. Il rapporto segnala aumenti soprattutto per le partite italiane e francesi, mentre le origini spagnole e turche tendono a perdere terreno. Meno brillante l’andamento delle prugne italiane, scese a una media di 2,30 euro/kg, contro i 2,37 euro della settimana precedente. Il prodotto nazionale resta comunque leggermente sopra quello spagnolo, fermo a 2,26 euro/kg. 

Pomodori e zucchine, presenza italiana ma mercato guidato dal Nord Europa 
Negli ortaggi la presenza italiana è più frammentata. Nei pomodori il mercato continua a essere alimentato soprattutto da Paesi Bassi e Belgio, ma le referenze italiane mantengono quotazioni interessanti: i ciliegini raggiungono una media di 3,26 euro/kg, mentre i pomodori a grappolo si collocano a 1,58 euro/kg. Le melanzane italiane quotano mediamente 1,74 euro/kg, mentre le zucchine si attestano a 1,27 euro/kg. In quest’ultimo caso l’offerta tedesca resta centrale, affiancata da prodotto belga, italiano, spagnolo e polacco con prezzi abbastanza ravvicinati. (fp)

Foto di apertura generata con ausilio IA