Peperoni, melanzane e zucchine: Brunelli cambia passo in Romagna

La scelta nasce da una programmazione condivisa con la Gdo e punta a dare continuità a forniture spesso altalenanti

Peperoni, melanzane e zucchine: Brunelli cambia passo in Romagna

Peperoni, melanzane e zucchine non appartengono alla tradizione orticola romagnola, storicamente più legata a insalate e finocchi. Ma quando il mercato cambia, restare fermi sulle abitudini può diventare un limite. È da questa lettura che nasce la scelta del Gruppo Brunelli di Cesena di diversificare la produzione, avviando una filiera locale di ortaggi a frutto.

“L’insalata resta uno dei nostri punti di forza, ma oggi dobbiamo essere in grado di rispondere meglio alle esigenze dei clienti”, spiega Matteo Brunelli, titolare del gruppo. “Per questo abbiamo deciso di destinare l’azienda agricola di famiglia, circa un centinaio di ettari, allo sviluppo di colture nuove per il nostro areale: melanzane tonde nere, tonde viola e striate viola, zucchine e peperoni”.

Non si tratta di un salto nel vuoto, ma di un progetto costruito insieme alla clientela. “Sono prodotti che abbiamo sempre commercializzato, a partire dal peperone. In questo caso, però, c’è una programmazione precisa con alcune catene della Gdo: tutto il prodotto coltivato e raccolto è già collocato e contrattualizzato. Abbiamo intercettato un’esigenza chiara: in questo comparto le forniture sono spesso discontinue. Da qui la scelta di costruire una filiera anche in Romagna, molto apprezzata dai clienti. Finora i risultati sono estremamente positivi”.

Il calendario produttivo è già entrato nel vivo. Le zucchine sono partite a metà maggio con la produzione in serra, le melanzane in pieno campo nell’ultima settimana di giugno, mentre i peperoni hanno iniziato poco dopo metà luglio. Per tutte e tre le colture l’obiettivo è arrivare tra metà ottobre e novembre, in funzione dell’andamento climatico.

La parte agricola è seguita da Giada Magnani, tecnico dell’azienda, che ha curato l’impostazione agronomica del progetto. “Fin dall’inizio ci siamo fatti affiancare da professionisti con grande esperienza in queste colture, come l’agronomo Valerio Del Grosso, per impostare correttamente gli impianti. È stato importante anche il supporto delle ditte sementiere, sia nella scelta varietale sia nelle prove realizzate direttamente nei nostri campi”.

Il know how, spiega Magnani, è ancora in fase di costruzione, ma il contesto produttivo offre un vantaggio evidente. “Coltiviamo su terreni che non avevano mai ospitato queste specie e questo ci sta aiutando molto. Le produzioni sono generose in termini quantitativi e di ottima qualità”.

Sul fronte tecnico, la gestione della serra è stata impostata con attenzione particolare al clima. “Adottiamo la tipologia veronese, con ombreggiante al 50%, pacciamatura, irrigazione a goccia per la fertirrigazione e irrigazione sovrachioma. Quest’ultima è fondamentale con il caldo delle ultime settimane, perché permette di abbassare la temperatura della pianta e mantenere una buona capacità fotosintetica. In questo modo la coltura continua a lavorare e a produrre con regolarità”.

Anche dal punto di vista fitosanitario, finora, il bilancio è incoraggiante. “Siamo avvantaggiati dal fatto di operare in areali nuovi per queste colture. Non registriamo criticità importanti, pur mantenendo tutte le attenzioni necessarie”.

Per Brunelli, i primi risultati confermano la validità della scelta. “Sul peperone lavoriamo già da un paio d’anni, mentre zucchine e melanzane sono al primo anno. Il bilancio è positivo e dimostra che si possono ancora costruire progetti di filiera redditizi, a patto che ci siano serietà, programmazione e professionalità da entrambe le parti: produzione e distribuzione”. (fp)