Dal campo
Dal "perché IR" al traguardo HR: Syngenta evolve la strategia contro il ToBRFV
L'Alta Resistenza arriva dopo anni di sviluppo genetico e validazioni su piante adulte, senza rinunciare a gusto e shelf life

Quando, alcuni mesi fa, Syngenta aveva spiegato la scelta di mantenere la classificazione Intermediate Resistance (IR) per il proprio materiale genetico contro il Tomato brown rugose fruit virus (ToBRFV) (Clicca qui per approfondire), il messaggio era stato chiaro: evitare promesse non mantenibili e basare ogni dichiarazione sui risultati ottenuti in condizioni reali di coltivazione. Oggi quella posizione non cambia. Cambia, invece, il livello raggiunto dalla ricerca. L'azienda ha infatti annunciato di aver ottenuto la classificazione High Resistance (HR) per una nuova generazione di genetiche dedicate ai segmenti baby plum e cherry, attualmente ancora in fase di sviluppo e sperimentazione e quindi non ancora destinate al mercato italiano.
Dalla trasparenza all'evoluzione della ricerca
Non si tratta di una revisione delle posizioni espresse in passato, ma della naturale evoluzione di un percorso di miglioramento genetico.
Nell'intervista pubblicata da Italiafruit News nei mesi scorsi, Norm Sissons, Solanaceae Crops Strategy Head di Syngenta Vegetable Seeds, (Clicca qui per approfondire) aveva spiegato come l'obiettivo dell'azienda fosse continuare a investire fino a ottenere livelli di protezione sempre più elevati, senza sacrificare resa, qualità e caratteristiche commerciali del frutto. Quel lavoro oggi produce un primo risultato concreto. Secondo quanto comunica l'azienda, la classificazione HR deriva dalla combinazione di più fonti di resistenza, integrate in un background genetico selezionato per mantenere elevate performance agronomiche e qualitative.

L'HR non è soltanto una questione di geni
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il criterio con cui Syngenta attribuisce la classificazione HR. L'azienda sottolinea infatti che non è sufficiente inserire nuovi geni di resistenza: la valutazione viene effettuata sulla risposta della pianta adulta, verificando che il comportamento rimanga stabile durante l'intero ciclo colturale. È questo, secondo Syngenta, il principale elemento distintivo del proprio processo di validazione. La conseguenza è che non tutte le tipologie di pomodoro ricevono oggi la stessa classificazione. Per esempio, le genetiche a frutto grande continuano a essere proposte come IR, perché nei test su pianta adulta non hanno ancora raggiunto gli standard che l'azienda considera necessari per dichiarare l'Alta Resistenza. Una scelta che Syngenta presenta come un atto di trasparenza verso il produttore, preferendo mantenere una classificazione prudenziale piuttosto che anticipare risultati ancora in evoluzione.

La resistenza resta parte di un sistema
L'altro elemento di continuità con quanto raccontato nei mesi scorsi riguarda il concetto di approccio integrato.
Per Syngenta, infatti, anche l'introduzione dell'HR non modifica il principio secondo cui la genetica, da sola, non può rappresentare l'unica risposta al ToBRFV.
La protezione della coltura continua a basarsi sulla combinazione di diversi fattori: utilizzo di seme certificato, rigorose pratiche igieniche, corretta gestione agronomica, genetica resistente e, quando previsto, impiego di portinnesti anch'essi resistenti, in quella che l'azienda definisce una protezione "dalla radice al frutto".

Nessun compromesso su gusto e produttività
Un altro messaggio che accompagna questa nuova fase della ricerca riguarda il mantenimento delle caratteristiche commerciali delle varietà.
Secondo Syngenta, l'introduzione della resistenza non deve avvenire a discapito di resa, gusto, consistenza o shelf life. L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la protezione mantenendo inalterato il valore commerciale del prodotto finale, evitando il tradizionale compromesso tra sanità della pianta e qualità del frutto.
L'annuncio dell'HR rappresenta quindi una nuova tappa, ma non il punto di arrivo.
Lo stesso messaggio che emergeva dalla precedente intervista rimane attuale: il ToBRFV continua a evolvere e, con esso, deve evolvere anche il miglioramento genetico. Per questo Syngenta conferma di voler continuare a investire nello sviluppo di nuove fonti di resistenza, mantenendo come riferimento non una semplice sigla, ma un sistema complessivo capace di coniugare protezione fitosanitaria, produttività e qualità.



















