Agrumi spagnoli, produzione in ripresa ma non si torna ai volumi di un tempo

La nuova campagna è attesa a +9% rispetto al raccolto 2025/26, ma la Spagna resta per il quarto anno consecutivo lontana dai livelli del passato

Agrumi spagnoli, produzione in ripresa ma non si torna ai volumi di un tempo

La Spagna ha messo sul tavolo le prime previsioni ufficiali per la campagna agrumicola 2026/27 e il quadro delineato indica un recupero produttivo rispetto all’annata appena conclusa, ma senza un vero ritorno ai livelli del passato. Nel complesso, il ministero spagnolo dell’Agricoltura stima una crescita dell’8,7% rispetto al raccolto effettivamente realizzato nel 2025/26, con aumenti particolarmente marcati per limoni, mandarini ibridi e arance pigmentate. 
Per leggere correttamente queste percentuali, però, occorre partire da quanto accaduto nella campagna appena chiusa. Le stime formulate un anno fa si sono infatti rivelate troppo ottimistiche: la produzione effettiva 2025/26 è risultata inferiore del 7,2% rispetto alle previsioni iniziali, condizionando disponibilità, export e prezzi. Ed è proprio dal confronto tra ciò che la Spagna si aspettava di raccogliere e ciò che è realmente arrivato sul mercato che emerge il significato delle nuove previsioni.

Nel rapporto presentato la scorsa settimana a Madrid dal Ministero spagnolo dell’Agricoltura, il confronto tra previsioni iniziali e raccolto effettivo è il seguente:

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Il calo più marcato ha riguardato le arance (-11,5%), seguite da mandarini (-5,7%) e pompelmi (-4,4%). In controtendenza i limoni (+4,4%). Nel complesso, la produzione spagnola 2025/26 è risultata inferiore del 7,2% rispetto a quanto previsto nell’agosto 2025. Questi cambiamenti si sono riflessi anche sulle esportazioni. 

Considerando il periodo da settembre a giugno, i dati mostrano il seguente andamento.

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I volumi esportati sono diminuiti anche per le arance (-9,3%) e per i mandarini (-7,7%), mentre i limoni sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,6%). Complessivamente, le esportazioni agrumicole spagnole sono quindi diminuite del 6,3% in volume.

Stime per la campagna 2026/27
Questo è il quadro presentato dal ministero spagnolo dell’Agricoltura a Madrid la scorsa settimana.

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Come si osserva, tutte le principali famiglie agrumicole sono previste in crescita, anche se con differenze rilevanti al loro interno. Le arance Navel dovrebbero aumentare dell’9%, mentrele altre bionde come Salustiana e Valencia sono attese in calo dell’1%. Molto più marcato l’incremento delle varietà pigmentate, previste a +40%, grazie soprattutto ai nuovi impianti.

Tra i mandarini, le Satsuma sono stimate in crescita del 10%, mentre le clementine dovrebbero diminuire del 5%. A pesare è il mancato rinnovo degli impianti degli ultimi anni, insieme all’abbandono di piccoli appezzamenti, soprattutto nell’area di Castellón, dinamica che sta condizionando questo storico segmento produttivo. Crescono invece con forza i mandarini ibridi (+19%), trainati principalmente da Nadorcott, Tango e Orri. Per i pompelmi è previsto un incremento del 8%, mentre la crescita più consistente riguarda i limoni, sia Primo Fiore sia Verna, con un aumento complessivo stimato del 16%.

Nel complesso, rispetto al raccolto effettivamente realizzato nella campagna appena conclusa, la produzione agrumicola spagnola è prevista in crescita del 9%. Se però il confronto viene effettuato tra la stima iniziale 2025/26 e quella 2026/27, l’aumento si riduce ad appena +1%. In altre parole, la Spagna prevede sostanzialmente gli stessi quantitativi di arance, mandarini e pompelmi che stimava un anno fa per la campagna precedente. La vera differenza riguarda i limoni, per i quali è attesa una disponibilità sensibilmente maggiore.
Scendendo nel dettaglio delle principali aree produttive spagnole e confrontando il raccolto effettivo con le nuove previsioni, il quadro è il seguente:

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La crescita più elevata è attesa nella Regione di Murcia (+16,8%), seguita dall’Andalusia, con un incremento vicino al 10%. Più contenuto l’aumento nella Comunità Valenciana (+4,1%), che resta comunque il principale bacino agrumicolo del Paese. Questa dinamica mantiene però la Comunità Valenciana al di sotto del 50% della produzione agrumicola nazionale, come già avviene da alcuni anni.

Nel complesso, la Spagna non riesce ancora a recuperare i livelli produttivi del passato: anche per il 2026/27 la previsione resta inferiore a 6 milioni di tonnellate, soglia che non viene raggiunta dalla campagna 2022/23. Il dato sembra quindi indicare una situazione più strutturale che congiunturale: sarebbero quattro campagne consecutive sotto i 6 milioni di tonnellate, senza che nel frattempo le superfici coltivate siano diminuite in misura altrettanto significativa. (ga)