Economia
Prezzi al consumo, maggio più caldo: inflazione al +3,2%
Trasporti, abitazione e ristorazione accelerano; negli alimentari il fresco resta sostenuto, con frutta in evidenza

Nel mese di maggio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,4% su base mensile e del +3,2% su base annua (da +2,7% di aprile), confermando la stima preliminare.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia una variazione pari a +0,3% su base mensile e a +3,2% su base annua (da +2,8% del mese precedente); la stima preliminare era +3,3%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +3,0%.
A maggio, le principali divisioni di spesa che registrano dinamiche di prezzo in accelerazione su base annua sono quelle dei Trasporti (da +3,8% a +5,5%), di Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (da +5,1% a +5,8%) e dei Servizi di ristoranti e servizi di alloggio (da +2,8% a +3,5%); sul fronte opposto, un rallentamento si osserva per i prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,9% a +2,6%) e di Bevande alcoliche e tabacchi (da +2,7% a +2,4%).
Nel settore alimentare, la dinamica tendenziale dei prezzi evidenzia lievi segnali di decelerazione in entrambi i comparti. In particolare, il tasso di crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati passa da +5,9% a +5,5% (+0,3% su aprile), sintesi di andamenti differenziati dei prezzi di Frutta e frutta a guscio, che accelerano (da +2,9% a +5,3%; +7,3% su aprile), e di Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi che rallentano (da +6,2% a +4,3%; -3,4% su aprile). La variazione tendenziale dei prezzi degli Alimentari lavorati passa da +0,7% a +0,2% (-0,1% su aprile).
Tra gli Altri beni (in accelerazione da +0,4% a +0,6%; +0,1% su aprile), si osserva la risalita dei prezzi dei Beni non durevoli (da -0,4% a -0,1%; +0,2% su aprile), influenzata perlopiù dall’andamento di quelli dei Beni non durevoli per l’abitazione (da -2,3% a -2,1%; +0,7% su aprile).
I dati del territorio
Con riferimento alle regioni, a maggio 2026 la crescita tendenziale dei prezzi al consumo in Trentino-Alto Adige, Umbria e Sardegna è pari a quella nazionale ed è più alta in Calabria, Lazio, Veneto, Campania, Friuli-Venezia Giulia e Puglia; nelle altre regioni il tasso d’inflazione si mantiene al di sotto di quello nazionale.
Tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome e i comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti, l’inflazione più elevata si osserva a Reggio Calabria (+4,4%) e a Verona (+3,7%), seguite da Rimini, Venezia e Roma (+3,6% tutte e tre); la più contenuta si registra ad Aosta (+2,3%).
Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA)
A maggio 2026 l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia un aumento congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale del 3,2%.
Analogamente a quanto si osserva per il NIC, le divisioni di spesa i cui prezzi mostrano accelerazioni su base annua più marcate sono quelle di Trasporti (da +3,8% a +5,5%), Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (da +5,1% a +5,8%) e Servizi di ristoranti e servizi di alloggio (da +2,8% a +3,4%), cui si aggiunge la risalita dei prezzi della divisione Informazione e comunicazione (da -2,3% a -1,9%). La decelerazione più marcata si registra per i prezzi della divisione Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +3,0% a +2,5%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante (IPCA-CT) registra un aumento tendenziale del 3,6%, più elevato rispetto a quello dell’IPCA; a differenza di quest’ultimo, l’IPCA-CT è calcolato escludendo l’impatto (teorico) delle variazioni sulle imposte indirette sui prezzi al consumo e, dunque, non tiene conto della riduzione delle accise sui carburanti.
Gli aggregati speciali
Con riferimento agli aggregati speciali dell’IPCA, a maggio 2026 i prezzi dei Beni accelerano (da +3,2% a +3,5%).
I prezzi dei Prodotti alimentari salgono del +2,5% (in decelerazione da +2,9% registrato ad aprile), per effetto della dinamica di quelli dei Prodotti alimentari non trasformati (da +6,0% a +5,5%) e dei Prodotti alimentari trasformati, compresi alcol e tabacco (da +1,2% a +0,8%). (lg)
Fonte: Ufficio Stampa Istat



















