Economia
La frutta frena l’inflazione, gli ortaggi restano più cari
Secondo l'Istat i prezzi scendono del 4,3% rispetto a maggio. Gli ortaggi calano su base mensile ma restano più cari di un anno fa

A giugno si raffreddano i prezzi al consumo dell’ortofrutta. La frutta registra una flessione del 4,3% rispetto a maggio e riduce l’aumento su base annua all’1,4%, mentre per gli ortaggi il calo mensile è del 2,1%, con valori che rimangono però superiori del 3,6% rispetto a giugno 2025. È uno dei segnali più evidenti contenuti nei dati definitivi Istat, che fotografano un’inflazione generale in rallentamento al 3%, dal 3,2% del mese precedente.
Inflazione in frenata, ma l’energia continua a correre
Nel complesso, a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo rimane invariato rispetto a maggio. Il rallentamento dell’inflazione è dovuto soprattutto all’attenuarsi delle tensioni sugli alimentari non lavorati, sui servizi di trasporto e sulle attività ricreative e per la cura della persona. In direzione opposta si muove invece l’energia: i prezzi degli energetici regolamentati accelerano al 9,2% su base annua, mentre quelli non regolamentati raggiungono il 13,3%. L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce leggermente, passando dall’1,7 all’1,6%. Anche il cosiddetto carrello della spesa mostra una dinamica più contenuta. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell’1,3% rispetto a un anno prima, contro l’1,9% di maggio. L’intero comparto alimentare rallenta dal 2,3 all’1,6%, accompagnato da una diminuzione dello 0,7% rispetto al mese precedente. Più sostenuta rimane la dinamica degli alimentari non lavorati, all’interno dei quali rientrano i prodotti freschi. L’incremento annuo si attesta al 4,4%, in frenata rispetto al 5,5% registrato a maggio, mentre su base mensile i prezzi diminuiscono dell’1,5%. Gli alimentari lavorati entrano invece in territorio negativo, con un calo dello 0,2% su base annua.
Frutta, prezzi in calo del 4,3% in un mese
È soprattutto la frutta a contribuire alla frenata dell’inflazione alimentare. La categoria statistica “frutta e frutta a guscio” passa dal +5,3% annuo di maggio al +1,4% di giugno, registrando contemporaneamente una diminuzione del 4,3% rispetto al mese precedente. Il dato evidenzia una correzione molto più marcata rispetto a quella rilevata per gli ortaggi. Per la categoria che comprende ortaggi, tuberi, legumi e banane da cottura, infatti, la diminuzione mensile si ferma al 2,1%, mentre l’aumento rispetto a giugno 2025 rimane pari al 3,6%. Per la frutta il quadro cambia quindi nettamente rispetto alla primavera. Il contenimento dell’incremento annuo all’1,4% indica una sostanziale normalizzazione dei prezzi pagati dai consumatori, dopo mesi caratterizzati da aumenti più consistenti. Il calo mensile non può però essere automaticamente tradotto in una perdita di valore per l’intera filiera. L’indice Istat fotografa infatti il prezzo finale al consumo e risente della composizione stagionale del paniere, dell’alternanza tra le diverse referenze e delle politiche commerciali applicate nei punti vendita. Occorre inoltre considerare che la voce comprende anche la frutta a guscio e non permette di ricostruire l’andamento delle singole specie. Il segnale generale resta comunque chiaro: a giugno la frutta è stata la componente dell’ortofrutta che ha maggiormente contribuito a raffreddare la dinamica dei prezzi alimentari, mentre nel comparto orticolo gli aumenti annui rimangono più sostenuti. (fp)
Fonte: Ufficio stampa ISTAT



















