Dal campo
Primofiore siciliano tra resilienza e incertezze: la campagna resta complessa
OP Cai segnala limoni resistenti al vento e alle gelate, ma si temono ripercussioni sulle fasi finali della raccolta

Se per le arance siciliane il momento resta complesso a causa delle condizioni meteo estreme che hanno colpito l’Isola nelle ultime settimane, anche il quadro dei limoni non è del tutto sereno. In particolare, per il Primofiore, la punta di diamante della produzione siciliana, la stagione si sta rivelando insolita e ricca di incognite.
Ne parliamo con OP Cai – Cooperativa Agricoltori Ionici di Furci Siculo (Messina), realtà radicata nella fascia ionica e punto di riferimento per l’agrume simbolo della Sicilia.
“Stiamo lavorando con il Primofiore che continuerà fino a maggio – spiega Carmelo Scarcella, vicepresidente dell’OP – anche se i limoni hanno risentito delle condizioni climatiche estreme, con vento che ha raggiunto i 100 km/h. Rispetto alle arance hanno retto meglio, ma non possiamo ancora escludere effetti negativi nelle fasi finali della campagna”.

Al momento non si registrano danni visivi evidenti, ma gli operatori rimangono cauti: “È una stagione insolita – aggiunge Salvatore Scarcella, presidente dell’OP – e le condizioni meteo delle ultime settimane ci impongono prudenza. Temiamo possibili ripercussioni sulla qualità e sulla resa nei prossimi mesi”.
Anche il mercato, pur mostrando segnali positivi, resta complesso. “La domanda è buona e le quotazioni beneficiano delle difficoltà produttive in Spagna, Turchia e Grecia – spiega Antonio Lo Conte, responsabile commerciale di OP Cai – Tuttavia, l’offerta limitata e le incertezze climatiche rendono il quadro volatile: non possiamo abbassare la guardia”.
In Italia, nonostante una campagna che per ora regge, si attende comunque una percentuale di scarto significativa: “Le prossime settimane saranno decisive per capire l’effettiva resa dei frutti”.

Arancia Valencia bio: un piccolo segnale positivo
Parallelamente, OP Cai ha avviato anche la raccolta dell’arancia Valencia biologica. “È un’arancia più piccola – spiega Lo Conte – con resa in succo maggiore e gusto leggermente più acre, adatta per il consumo fresco e per spremuta”.
Pur rappresentando un segmento interessante, anche qui la produzione resta contenuta e il mercato selettivo, confermando come la campagna agrumicola in Sicilia sia caratterizzata da sfide e incertezze.

Il Primofiore siciliano, quindi, continua a muoversi tra prudenza e speranza: i limoni mostrano una maggiore resistenza rispetto ad altri agrumi, ma il clima e le incertezze del mercato ricordano quanto la campagna resti fragile.



















