Dal campo
Germania: annata produttiva da record e il mercato delle patate va in tilt
Magazzini pieni e prezzi alla produzione che crollano a 8 centesimi al chilo

In Germania la chiamano Kartoffel-Flut, l’“inondazione di patate”: un raccolto senza precedenti negli ultimi 25 anni che, sta generando un surplus tale da mettere in crisi l’intera filiera. In un Paese dove il consumo medio si attesta intorno ai 63 kg pro capite annui, la domanda interna non è stata sufficiente ad assorbire l’offerta record.
Secondo i dati Eurostat, nella scorsa campagna i produttori tedeschi hanno raccolto circa 13,4 milioni di tonnellate, +17% rispetto alla media pluriennale e + 30% rispetto al 2022 che superò di poco 10 milioni di tonnellate. A fronte di ciò, il consumo nazionale stimato per la campagna 2024/25 si colloca a poco meno di 8 milioni di tonnellate, aprendo un divario strutturale tra produzione e domanda effettiva superiore ai 5 milioni di tonnellate. Una forbice che ha inevitabilmente innescato un forte squilibrio di mercato, come riporta larga parte della stampa tedesca e rilanciato dal noto quotidiano britannico “The Guardian”.
Prezzi al collasso e rischio esistenziale per le aziende
Le cause dell’eccedenza sono riconducibili a rese elevate – favorite da condizioni agronomiche particolarmente favorevoli – e a un ampliamento delle superfici coltivate, con particolare concentrazione in Bassa Sassonia, principale area produttiva del Paese.
L’effetto immediato è stato il crollo dei prezzi alla produzione: in alcuni casi, le quotazioni sono scese fino a 8 centesimi al chilo, livelli ampiamente inferiori ai costi medi di produzione. Per molte aziende agricole la situazione è diventata una minaccia concreta alla sostenibilità economica, aggravata da magazzini pieni.
Il paradosso, evidenziato dalla stampa di settore tedesca, è che mentre i prezzi all’origine sono crollati, quelli al consumo nella Gdo sono rimasti relativamente sostenuti, alimentando tensioni lungo la catena del valore e nuove polemiche sulla distribuzione del margine.
Arriva la distribuzione gratuita: “missione salvataggio”
Per evitare che migliaia di tonnellate di patate ancora perfettamente commestibili finissero al macero, sono state attivate diverse iniziative straordinarie. Emblematico il caso di Berlino, dove un produttore nei pressi di Lipsia – dopo l’annullamento improvviso di una vendita – ha messo a disposizione 4.000 tonnellate di eccedenza.
È nata così l’operazione “4.000 tonnellate”, promossa da un quotidiano berlinese in collaborazione con il motore di ricerca no-profit Ecosia. In città sono stati organizzati 174 punti di distribuzione, coinvolgendo mense sociali, scuole, asili, parrocchie, organizzazioni caritative e persino lo zoo di Berlino, che ha recuperato tonnellate di prodotto per l’alimentazione animale. Due camion sono stati inviati in Ucraina.
Una lezione per l’Europa orticola
Il caso tedesco rappresenta un campanello d’allarme per l’intero comparto europeo delle patate. In presenza di rese elevate e superfici in crescita, l’assenza di strumenti efficaci di coordinamento dell’offerta può trasformare un’annata agronomicamente eccellente in una crisi di redditività. (lg)




















