Dal campo
Corsa contro il tempo per la raccolta delle arance. La Piana di Catania accelera dopo Harry
Leocata: “Fino al 20-30% della produzione si perde dopo la raccolta: il marciume emerge lungo tutta la filiera”

Il ciclone Harry non rappresenta un evento già archiviato per l’agrumicoltura siciliana, ma una fonte di criticità ancora in piena evoluzione. Dalle coste della Sicilia orientale fino agli agrumeti della Piana di Catania, la conta dei danni si sta rivelando particolarmente pesante, soprattutto per il comparto agrumicolo, che oggi affronta non solo le conseguenze immediate del maltempo ma anche una serie di effetti secondari che rischiano di compromettere la qualità e la commercializzazione del prodotto.
A fotografare lo scenario è l’agronomo Salvatore Leocata, che analizza per IFN una situazione complessa e ancora in fase di valutazione. “L’impatto del ciclone è stato devastante – spiega Leocata –. Raffiche di vento tra gli 80 e i 100 chilometri orari hanno provocato il distacco dei frutti, spesso con l’intero peduncolo, oltre a fenomeni diffusi di defogliazione delle piante”.
Se i danni diretti risultano già rilevanti, a preoccupare maggiormente i tecnici sono le conseguenze di medio-lungo periodo. “Molti frutti hanno subito microlesioni superficiali – prosegue l’agronomo –. Le piogge persistenti hanno consentito all’acqua di penetrare fino all’albedo, innescando processi di marcescenza che spesso si manifestano solo successivamente alla raccolta”.
Raccolta anticipata e aumento delle contestazioni commerciali
Il contesto produttivo attuale, caratterizzato da una riduzione degli stock di magazzino, sta costringendo le aziende a raccogliere rapidamente il prodotto disponibile. Una scelta obbligata che, tuttavia, comporta rischi elevati.
“Oggi si è praticamente costretti a raccogliere tempestivamente – sottolinea Leocata – ma questo comporta che dal 20 al 30% del prodotto venga scartato successivamente in magazzino, perché i danni non sono immediatamente visibili. Sempre più spesso il marciume emerge durante il trasporto o all’arrivo nelle piattaforme commerciali, con un forte incremento delle contestazioni lungo la filiera. Stiamo raccogliendo appezzamenti che lo scorso anno venivano lavorati a fine marzo. Quest’anno, invece, la maturazione è arrivata in anticipo, con inevitabili ripercussioni sulla gestione commerciale”.

Secondo l’analisi del tecnico, il bilancio produttivo risulta estremamente eterogeneo. “È importante evitare letture allarmistiche generalizzate – precisa Leocata –. La situazione si presenta a macchia di leopardo: alcune aziende hanno registrato perdite fino al 60% della produzione, mentre altre sono state parzialmente protette da caratteristiche morfologiche del territorio, come colline e promontori che hanno attenuato l’impatto del vento”.
Una stima definitiva delle perdite resta comunque prematura. “Occorre ancora quantificare il prodotto perso in campo, quello scartato in magazzino e le perdite che si stanno manifestando durante la fase logistica”.
Gestione agronomica e resilienza degli impianti
Il ciclone ha anche evidenziato differenze sostanziali tra aziende in termini di gestione agronomica. “Gli agrumeti seguiti con maggiore attenzione e dove vengono applicati condizionanti mostrano una migliore capacità di limitare i danni”, evidenzia il tecnico.
Tra le criticità emerse vi è anche il problema dell’asfissia radicale. “Siamo passati da sei mesi di forte siccità a un periodo prolungato di piogge accompagnate da temperature elevate, fino all’evento ciclonico. Questa alternanza ha messo sotto stress l’apparato radicale delle piante”.
Infine, il ciclone ha riacceso i riflettori su una problematica strutturale del territorio: la viabilità interna agli agrumeti. “In diversi casi l’impossibilità di accedere ai campi con i mezzi ha impedito operazioni tempestive di raccolta, aumentando le perdite – conclude Leocata –. Da anni sollecito le aziende a investire nella realizzazione e manutenzione di strade poderali adeguate, un aspetto che oggi si conferma strategico per la salvaguardia del prodotto”. (aa)



















