Spagna, angurie e meloni al via: poca merce e quotazioni sostenute

In Andalusia i primi raccolti in serra partono con volumi limitati

Spagna, angurie e meloni al via: poca merce e quotazioni sostenute

La campagna spagnola di angurie e meloni prende avvio con un’offerta ancora contenuta e quotazioni sostanzialmente stabili sui mercati all’ingrosso. Una partenza graduale, come riporta ValenciaFruits, legata ai primi raccolti in serra dall’Andalusia, ma accompagnata da attese positive da parte del settore, che guarda alla nuova stagione con l’obiettivo di valorizzare il prodotto e difendere la redditività delle aziende agricole.
Secondo i dati dell’Osservatorio dei Prezzi e dei Mercati della Regione Andalusa, l’avvio della stagione dell’anguria è ancora caratterizzato da volumi limitati. In questa prima fase, i prezzi medi alla produzione si attestano attorno a 1,10 euro al chilo per l’anguria nera senza semi, 0,98 euro al chilo per l’anguria striata e 0,87 euro al chilo per la mini-anguria. Ancora più ridotta l’offerta di meloni, con i primi lotti di Galia commercializzati a un prezzo medio di circa 1,20 euro al chilo.
Il cuore della campagna è Almería, con El Ejido che si prepara a entrare nel pieno della stagione primaverile. Qui angurie e meloni rappresentano due colture strategiche per l’economia agricola locale. Le previsioni indicano una produzione complessiva di circa 240 mila tonnellate tra angurie e meloni. La superficie investita ad anguria ha già raggiunto i 2.200 ettari, mentre quella destinata al melone si attesta a 2.600 ettari, con un incremento di circa il 5% rispetto alla stagione precedente. Un aumento delle superfici che, secondo le prime indicazioni, si accompagna anche a buoni riscontri sul piano qualitativo. Le autorità locali confidano ora in un andamento climatico favorevole nei principali Paesi di destinazione, elemento decisivo per sostenere i consumi. Accanto alle prospettive produttive, l’avvio della campagna riporta al centro anche il tema della qualità. Le associazioni hanno espresso il proprio sostegno alla campagna “Non raccogliete la frutta acerba”, promossa dalla Delegazione provinciale dell’Agricoltura del Governo regionale andaluso per evitare che sul mercato venga introdotto prodotto non idoneo al consumo, chiedendo però un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera. Secondo l’organizzazione agricola, le verifiche non dovrebbero limitarsi alle aziende agricole, ma estendersi anche alle società di commercializzazione. Particolare attenzione viene richiesta anche sull’etichettatura e sulla qualità dei prodotti provenienti da Paesi terzi, con riferimento specifico alle importazioni da areali come il Senegal.