Attualità
Susine ferme, pere senza slanci. Il mercato si scalda sugli ortaggi
Giampiero Perla, BDL, dal CAAR di Rimini: “Zucchine scure già sopra i 2 euro/chilo e cuore di bue che tocca i 3,50 euro/chilo

Nella riviera romagnola il caldo ha sostenuto i consumi di ortofrutta per tutta l’estate ma senza generare quelle fiammate di prezzo che qualcuno si attendeva. I volumi sono circolati, soprattutto sui prodotti più legati alla stagione turistica, mentre oggi il mercato sembra spostarsi su un’altra fase: ortaggi a foglia già con prezzi sostenuti, zucchine e pomodori in progressivo rialzo, alcune referenze ferme, come le susine.
È il quadro tracciato da Giampiero Perla, titolare di BDL, azienda all’ingrosso attiva al CAAR di Rimini, nel fare il punto tra consuntivo estivo e prime prospettive autunnali.
“Per quanto mi riguarda non posso lamentarmi, perché i volumi ci sono sempre stati durante tutta l’estate”, spiega Perla. “Sulle angurie il prodotto tradizionale continua a fare la parte principale, con quotazioni per l’extra vicine agli 80 centesimi al chilo, anche se cresce il senza semi, in particolare il brandizzato Perla Nera”.

Meno brillante il quadro dei meloni. “Da giugno in avanti i prezzi non sono stati esaltanti, mediamente tra 1,20 e 1,50 euro al chilo, anche nei momenti in cui alcune grandinate avevano limitato la produzione del Nord. Si può ipotizzare che l’allungamento della campagna, ormai partita già da aprile, finisca in qualche modo per stancare il consumatore, ma resta una mia lettura”.
Pesche regolari, susine senza domanda
Pesche e nettarine hanno mantenuto un andamento commerciale postivo, ma anche in questo caso senza picchi. “Si sono vendute e si vendono tuttora, ma l’offerta, bene o male, c’è sempre stata e non abbiamo mai visto tensioni importanti sui prezzi”. Più complicata la situazione delle susine. “L’offerta non è nemmeno troppo abbondante ma la domanda è piatta. È un prodotto che in questo momento non reagisce neppure sul prezzo”.
Sull’uva da tavola, invece, la variabile principale resta la qualità delle partite in arrivo. “Dipende molto dal prodotto. Si nota molta eterogeneità: il prodotto top si difende, ma in giro c’è anche merce di qualità discutibile”.

Prime Abate, mele in movimento
Nel comparto pomacee, stanno entrando le prime partite di pera Abate Fétel. “Abbiamo scaricato le prime Abate con quotazioni vicine a 2,50 euro al chilo per prodotto di buon calibro. Siamo inoltre nel pieno con Williams, Santa Maria e Coscia, ma per ora senza andamenti degni di nota”.
Anche le mele della nuova campagna stanno progressivamente prendendo spazio. “Tra Gala e mele club, come SweeTango, tutto sommato si registra un buon interesse”.

Settembre può scaldare gli ortaggi
Il fronte più dinamico, guardando alle prossime settimane, sembra però quello degli ortaggi. “Stiamo assistendo a un rialzo delle quotazioni”, sottolinea Perla. “Le zucchine scure sono già sopra i 2 euro al chilo, il pomodoro cuore di bue tocca i 3,50 euro, mentre il grappolo si colloca tra 2,50 e 2,70 euro al chilo”. La tendenza, secondo l’operatore, resta orientata al rialzo. “Tra zone che stanno terminando le raccolte e cali produttivi legati al caldo, si prevede una riduzione dell’offerta, non solo in Italia”.
L’estate ha fatto vendere, ma non ha acceso i listini. Ora la partita si sposta sugli ortaggi: lì settembre potrebbe cambiare tono.



















