Economia
«Vi spiego perché ho ceduto Eataly»
Oscar Farinetti racconta l'operazione con Investindustrial

Eataly si prepara a scrivere una nuova pagina della propria storia. Dopo l'accordo con Investindustrial - che con un investimento da 200 milioni di euro diventerà il socio di maggioranza (clicca qui per leggere la notizia) - il modello societario cambierà. E, come ricostruisce il Corriere della Sera, potrebbe ispirarsi a quello di Autogrill, non a caso Andrea Cipolloni è diventato il nuovo amministratore delegato (clicca qui per la news).
«È stata una decisione di famiglia, gestivamo Eataly da 15 anni, serviva energia fresca. Cercavamo qualcuno bravo, italiano, che capisse e credesse nel progetto. Certo, il format può essere migliorato, mantenendo però l’idea e i valori su cui è basato. In Andrea Bonomi abbiamo trovato tutto questo», racconta al quotidiano di via Solferino il fondatore Oscar Farinetti. La sua famiglia passerà dal 58,1% al 22% del capitale, per fare entrare, con il 52%, Investindustrial, la società di investimenti di Andrea Bonomi.
«Non stiamo abbandonando l’azienda, perché Eataly non è abbandonabile. In passato, ad esempio, quando ho lasciato Unieuro, ho venduto il 100%. Con Eataly restiamo. E ci crediamo talmente che abbiamo scelto di fare posto a qualcuno che porta nuovo vigore e determinazione. Investindustrial ha competenza nel food e la stessa visione del mondo».
Il Corsera ripercorre gli ultimi risultati di Eataly: la Spa ha chiuso l'ultimo bilancio con una perdita netta di 22 milioni, che salgono a 31 milioni a livello consolidato, a fronte di 464 milioni di ricavi. E i risultati sono influenzati dalle performance negative di Fico EatalyWorld: la partecipazione nel parco agroalimentare di Bologna è stata svalutata del 100%.

Farinetti racconta che con l'aumento di capitale la società acquisirà completamente Eataly Usa. Una mossa strategica perché gli «Stati Uniti ormai rappresentano circa il 60% del fatturato: gli americani sono 326 milioni e hanno un’immagine e un desiderio pazzesco del food italiano e dei nostri piatti veri».
America e poi Asia. «La Cina è la priorità. Oggi Eataly non c’è, ma un nostro team a Shanghai sta già lavorando al piano di espansione», anticipa Andrea Bonomi. E ammette: «Eataly l’avevamo già presa in considerazione in passato, ma il prezzo era eccessivo e poi volevamo la maggioranza, per poterla gestire con un management scelto da noi, due condizioni imprescindibili». A proposito di management a guidare Eataly arriverà come amministratore delegato Andrea Cipolloni, dopo l'esperienza di Autogrill in Italia e in Europa. Prenderà il posto di Nicola Farinetti, figlio di Oscar, che diventerà presidente.


















