Dal campo
Agrintesa, la campagna estiva entra nel vivo con volumi in crescita
Moretti: “Prevediamo un incremento produttivo del 14-15% e oltre 250 mila tonnellate da gestire”

La campagna estiva sta entrando nel vivo e, per il comparto ortofrutticolo, si apre una fase decisiva tra aspettative produttive, andamento dei consumi e incognite legate al clima. Su questi temi è intervenuto Cristian Moretti, direttore di Agrintesa, in una recente intervista pubblicata da InPiazza News, rivista digitale di approfondimento dedicata al mondo della cooperazione nei territori di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena e Ferrara, che riprendiamo di seguito.

Direttore, come si è aperta la stagione?
“La stagione è partita con un anticipo di 7-8 giorni rispetto allo scorso anno. E questo nonostante i mesi di aprile e maggio siano stati abbastanza altalenanti dal punto di vista climatico con una fase iniziale più fredda, che poi si è mantenuta fresca, e con le temperature estive arrivate solo nelle ultime battute del mese di maggio. L’arrivo del caldo ha influito sia sul calendario produttivo che sull’andamento del mercato, dal momento che il consumo di frutta estiva è favorito dalle alte temperature, oltre che dalla qualità della produzione”.
Come stanno andando le prime raccolte?
“Abbiamo terminato la campagna delle fragole, che dal punto di vista commerciale è stata piuttosto positiva, con prezzi soddisfacenti, anche grazie al vuoto produttivo registrato in altri areali. Da metà maggio sono partite la raccolta e la commercializzazione di pesche e nettarine dalla Calabria, oltre ad albicocche e ciliegie dall’Emilia-Romagna. L’avvio è stato buono sul fronte delle quotazioni, mentre nelle ultime due settimane si sono registrati cali di mercato legati a un’offerta generalmente superiore alla domanda, che fatica a raggiungere i livelli attesi e storici. Ad oggi le quotazioni delle specie da noi gestite sono discrete ma, a parità di periodo, inferiori rispetto a quelle molto positive dello scorso anno. Il quadro produttivo atteso per questa campagna è buono: prevediamo un incremento del 14-15% sul 2025, che è stato comunque un anno discreto dal punto di vista produttivo. Complessivamente, per il comparto ortofrutticolo, stimiamo di gestire oltre 250 mila tonnellate di prodotto”.
Quali sono le specie che crescono maggiormente?
“Fra le specie che crescono maggiormente ci sono le pere che recuperano un 20% rispetto al 2025 che è stata un’annata debole. Anche le albicocche tornano a un livello produttivo più ordinario con un aumento atteso superiore al 20%. Tutto il comparto drupacee (susine e pesche nettarine) dovrebbe registrare una crescita del 10-12%, di fatto allineata agli incrementi produttivi previsti in Europa. Un incremento importante, superiore al 200%, riguarderà poi le nettarine piatte Ondine: l’aumento così deciso è dovuto ai nuovi impianti dei nostri soci che andranno in produzione quest’anno. Le nettarine Ondine sono un prodotto nel quale crediamo molto e dal quale ci aspettiamo buone soddisfazioni. Cresce anche il kiwi, specie di riferimento di Agrintesa, con una crescita attesa del 10%. Restano invece più o meno invariate le quantità di tutte le altre specie”.

Come vi siete organizzati per la gestione del prodotto dei soci?
“Questa produzione in crescita consentirà alla cooperativa di aumentare le giornate di lavoro e l’occupazione nei nostri stabilimenti. Alcuni di questi sono già stati avviati, altri partiranno nelle prossime settimane. Durante l’inverno e la primavera è stato fatto un grande lavoro di pianificazione e organizzazione e oggi siamo perfettamente pronti per gestire tutto il prodotto dei nostri soci”.
Quali sono le principali preoccupazioni per il settore e quali obiettivi vi ponete per tutelare la filiera?
“È innegabile che c’è molta preoccupazione legata all’incremento dei costi che stanno impattando sia sul fronte produttivo, sulle aziende agricole dei nostri soci, che nelle strutture di stoccaggio e lavorazione della cooperativa. La situazione socio-politica di instabilità perdura e il timore è che questi incrementi si consolidino e non vengano più riassorbiti. Al tempo stesso i costi in aumento hanno indebolito anche il trend dei consumi. Pur in questa situazione difficile, continueremo a lavorare al massimo per costruire progetti e per mantenere e consolidare la nostra posizione sul mercato: è fondamentale per tutelare la nostra filiera, dai soci ai lavoratori”. (lg)



















