Dal campo
Costa Rica, El Niño mette sotto pressione le banane: produzione ed export a rischio
Le previsioni indicano un quadro di eventi climatici fra i più intensi degli ultimi decenni

Il Costa Rica si prepara ad affrontare uno degli episodi di El Niño più intensi degli ultimi decenni, con impatti che si concentrano in modo particolare sul comparto delle banane, uno dei pilastri dell’export ortofrutticolo nazionale. Le anomalie climatiche previste per i prossimi mesi rischiano infatti di compromettere rese, qualità e disponibilità di prodotto destinato ai mercati internazionali.
Il fenomeno sta già mostrando effetti differenziati sul territorio. Sul versante pacifico, in particolare nella provincia di Guanacaste, si registra un marcato deficit di precipitazioni che sta mettendo sotto pressione risorse idriche, pascoli e coltivazioni. Alcuni allevatori hanno già ridotto le mandrie o trasferito il bestiame per far fronte alla scarsità d’acqua.
Sul lato opposto del Paese, nelle regioni caraibiche e nell’area di Sarapiquí, la situazione è invece opposta: piogge abbondanti, elevata umidità e rischio crescente di allagamenti stanno interessando le principali zone di produzione bananiera.
Secondo CORBANA (Corporación Bananera Nacional), l’eccesso di precipitazioni rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la filiera. L’innalzamento della falda nei sistemi di drenaggio può infatti compromettere lo sviluppo radicale delle piante e ridurre la qualità dei caschi, con effetti diretti sulla resa esportabile. Il settore bananiero costaricano ha già vissuto impatti significativi in occasione di precedenti eventi El Niño, con riduzioni della produttività registrate in diverse campagne. Anche l’attuale fase climatica alimenta le preoccupazioni degli operatori, soprattutto per la seconda parte dell’anno.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la pressione fitosanitaria. Le condizioni di elevata umidità registrate tra il 2024 e l’inizio del 2025 hanno favorito la diffusione della Sigatoka nera, una delle malattie fungine più dannose per il banano. Il patogeno colpisce il fogliame, riducendo la capacità fotosintetica della pianta e compromettendo la produzione. In numerose aziende si sono registrate perdite significative di frutti destinati all’esportazione, con inevitabili ripercussioni economiche.
Un ulteriore rischio è rappresentato dal Moko del banano, malattia batterica causata da Ralstonia solanacearum che provoca il rapido deperimento delle piante e la perdita della produzione. In presenza di forti piogge e allagamenti, l’acqua può diventare un importante veicolo di diffusione del batterio tra le diverse aree produttive.
Consapevoli della portata della sfida, le istituzioni del Costarica e gli organismi tecnici del settore stanno intensificando le attività di prevenzione. Tra le misure prioritarie figurano il rafforzamento dei sistemi di drenaggio, la realizzazione di opere di protezione nelle zone più esposte alle inondazioni e l’adozione di pratiche agronomiche volte a limitare l’erosione dei suoli.
Parallelamente sono in corso studi e interventi infrastrutturali per migliorare la resilienza delle aree agricole maggiormente vulnerabili. Un ruolo importante è affidato anche ai sistemi di monitoraggio meteorologico in tempo reale, che consentono di seguire l’evoluzione delle condizioni climatiche e supportare le decisioni operative delle aziende.
Per il comparto bananiero del Costa Rica, che rappresenta una voce strategica dell’economia agricola nazionale e delle esportazioni ortofrutticole verso i mercati internazionali, i prossimi mesi saranno determinanti. L’evoluzione di El Niño potrebbe infatti incidere in modo significativo sulla disponibilità di prodotto, in un contesto già segnato dalle conseguenze delle malattie e degli eventi climatici estremi che hanno caratterizzato le ultime stagioni. Una sfida che il settore dovrà affrontare puntando su prevenzione, monitoraggio e capacità di adattamento per limitare gli impatti su produzione ed export.



















