Biologico e biodinamico nell’organizzazione di filiera: la scelta di Amico Bio

Enrico Amico: “La sostenibilità deve essere dimostrabile”

Biologico e biodinamico nell’organizzazione di filiera: la scelta di Amico Bio

Crescere nel biologico e biodinamico senza perdere identità. È questa la linea guida di Amico Bio, cooperativa della provincia di Caserta che oggi riunisce 18 aziende socie e opera sui mercati europei con produzioni di I e IV gamma. “Il biologico ed il biodinamico non può essere solo una categoria commerciale”, afferma Enrico Amico, fondatore della cooperativa. “Per noi è un metodo agronomico e una responsabilità. Significa programmare le rotazioni, preservare la fertilità del suolo e costruire nel tempo la solidità economica delle aziende.”
Nata ufficialmente nel 2010 ma con radici operative già dal 1996, Amico Bio ha costruito un modello organizzativo capace di superare la frammentazione aziendale. Il modello è quello della cooperativa di conferimento: le aziende socie producono lattughe, baby leaf, indivie, cavolfiori, cavolo rapa, finocchi, spinaci, rucola, zucche, radicchio che vengono poi centralizzati, confezionati e commercializzati garantendo tracciabilità e continuità di fornitura, elementi fondamentali per i buyer di Germania, Svizzera e Francia.
“L’export richiede precisione e standard elevati. Non basta essere biologici e biodinamici, bisogna dimostrarlo ogni giorno”, sottolinea Amico.
In questa logica di coerenza, anche il packaging diventa parte integrante del progetto. “Non avrebbe senso investire in sostenibilità nei campi e poi trascurare il confezionamento. L’etichetta è il punto di contatto con il consumatore e deve raccontare la stessa filosofia produttiva.”

Per questo Amico Bio ha scelto Carby Label come partner per le soluzioni di etichettatura compostabile certificate. “La nostra coltivazione e l’export internazionale richiedono packaging ed etichette compostabili. Con Carby Label abbiamo trovato un interlocutore capace di fornirci soluzioni tecniche adatte ai diversi prodotti e conformi agli standard richiesti dai mercati esteri”, spiega Amico.
Le applicazioni sono concrete: per i finocchi viene utilizzato un nastrino compostabile in NatureFlex, materiale naturale derivato da cellulosa vegetale; i bollini sono in carta termica compostabile e le etichette sulle vaschette in carta termica e patinata compostabile. “Non è solo una scelta ambientale, ma anche strategica”, aggiunge Amico. “I nostri clienti vogliono coerenza lungo tutta la filiera. Il packaging compostabile certificato è un elemento che rafforza la credibilità del prodotto biologico.”
Guardando al futuro, l’obiettivo non è aumentare i volumi in modo indiscriminato. “La sfida è rendere il nostro modello sempre più leggibile per i buyer e consolidare l’organizzazione interna”, conclude Amico. “La sostenibilità funziona solo se è condivisa lungo tutta la filiera. E partner come Carby Label ci permettono di tradurre i nostri valori in soluzioni concrete, visibili già dall’etichetta.”
 

Enrico Amico, fondatore della cooperativa