Blocchi al Sud, la Gdo alza l’allarme: scaffali sotto pressione e merce che non arriva

Il tavolo Governo-autotrasporto apre uno spiraglio, ma Puglia, Calabria e Campania restano tra le aree più critiche

Blocchi al Sud, la Gdo alza l’allarme: scaffali sotto pressione e merce che non arriva

La trattativa tra Governo e autotrasporto apre uno spiraglio, ma nei territori del Sud la situazione continua a peggiorare e ora la grande distribuzione alza il livello dell'allarme. Federdistribuzione, Conad e Coop intervengono sulle conseguenze dei blocchi che stanno rallentando o impedendo il movimento delle merci, con effetti sempre più evidenti soprattutto sulle produzioni fresche e deperibili.

Il tavolo di ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le associazioni dell'autotrasporto ha portato all'individuazione di una prima serie di soluzioni, accolte positivamente dal mondo distributivo. Sul territorio, però, la normalizzazione appare ancora lontana: Puglia, Calabria e Campania restano tra le aree più critiche, con merci ferme nei centri distributivi, produttori che non riescono a conferire e punti vendita che iniziano a registrare carenze.

La preoccupazione riguarda ormai tutta la filiera: da un lato prodotti che rischiano di non arrivare sugli scaffali, dall'altro raccolti che non riescono a lasciare le aziende agricole. E per l'ortofrutta, dove i tempi di conservazione sono spesso ridotti, ogni giorno di blocco aumenta il rischio di perdite e sprechi.

Federdistribuzione: "La situazione al Sud continua a peggiorare"

Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell'autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall'aumento dei costi del carburante.

Permane tuttavia una situazione di forte criticità nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e uno spreco di beni alimentari.

La situazione sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l'attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti. Le criticità riguardano inoltre l'intera filiera agroalimentare. Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell'impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione.

"Ci troviamo di fronte a una situazione che non può continuare. Sono a rischio servizi essenziali per cittadini, famiglie e imprese. Pur nel pieno rispetto delle ragioni della protesta e delle difficoltà che il settore dell'autotrasporto sta affrontando, è indispensabile che vengano rimossi quei blocchi che, agendo al di fuori delle regole, impediscono la libera circolazione delle merci e compromettono il regolare funzionamento della rete distributiva. L'auspicio è che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti e che l'intervento delle istituzioni preposte crei rapidamente le condizioni per il ripristino di condizioni di legalità e di piena operatività della rete logistica, evitando ulteriori danni economici e sociali", dichiara Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione.

Conad: "I blocchi non sono più sostenibili"

Sulla stessa linea ANCD-Conad, l'Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti che rappresenta le Cooperative associate a Conad e i Soci imprenditori affiliati. Anche Conad valuta positivamente le ipotesi di accordo raggiunte nel corso della giornata di ieri tra i rappresentanti del Governo e le associazioni dell'autotrasporto. Di fronte al perdurare dei blocchi stradali e dei presidi che stanno paralizzando il trasporto merci in diverse aree del Paese, con particolare gravità nelle regioni meridionali, ANCD-Conad lancia però un appello urgente al rispetto delle regole e al senso di responsabilità degli operatori.

Pur comprendendo le difficoltà del settore dell'autotrasporto, colpito come l'intera filiera dai rincari dei costi operativi ed energetici, Conad sottolinea che le forme di protesta che sfociano nell'interruzione degli assi viari e nel blocco forzoso dei trasporti non sono più sostenibili. Le conseguenze riguardano innanzitutto perdite economiche e spreco alimentare, con tonnellate di prodotti freschi e deperibili - ortofrutta, latte e carni - ferme sui mezzi o nei magazzini. Ma cresce anche il rischio di approvvigionamento per i cittadini, con alcune comunità e quartieri dove vengono già segnalate le prime interruzioni nelle forniture di alimenti essenziali.

"Garantire la sicurezza alimentare e l'accesso ai beni di prima necessità è un servizio pubblico essenziale per la coesione del Paese", dichiara Maurizio Pelliconi, presidente di ANCD Conad. "La libertà di manifestare non può tradursi nella lesione del diritto dei cittadini a ricevere cibo fresco e nella distruzione del valore del lavoro delle filiere agroalimentari italiane. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire per ripristinare la libera circolazione e la legalità, consentendo la ripresa regolare dei flussi distributivi, e sollecitiamo tutte le parti a far prevalere il senso di responsabilità e il dialogo costruttivo, pur continuando a portare le proprie istanze ai tavoli di confronto aperti con il Governo".

Coop: "Non sostituiremo i prodotti mancanti con acquisti dall'estero"

Diversa, ma altrettanto netta, la posizione di Coop, che concentra l'attenzione soprattutto sulle conseguenze per i produttori italiani. L'insegna segnala un progressivo peggioramento degli approvvigionamenti, in particolare per alcune filiere ortofrutticole come uva, clementine, limoni e ortaggi. La situazione nella rete dei punti vendita viene definita potenzialmente critica, ma non ancora drammatica.

Finora i blocchi nelle regioni meridionali non hanno provocato particolari ripercussioni nei negozi del Centro e del Nord, ma le forniture stanno diventando sempre più irregolari, con alcune aree, come il Friuli, già interessate da maggiori tensioni. Al momento gli scaffali risultano ancora riforniti, ma il progressivo esaurimento delle scorte nei magazzini potrebbe determinare difficoltà nei prossimi giorni qualora le proteste dovessero proseguire.

Di fronte a questo scenario, Coop esprime la propria solidarietà agli agricoltori e ai produttori italiani, assumendo un impegno preciso: non sostituire i prodotti nazionali mancanti con acquisti dall'estero, fatta eccezione per le referenze normalmente importate. "Chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo", dichiara Coop, confermando il monitoraggio costante dell'evoluzione della situazione.

Il nodo ora è riaprire i flussi

Le posizioni delle tre organizzazioni convergono quindi su un punto: il confronto con l'autotrasporto deve proseguire, ma la circolazione delle merci deve ripartire rapidamente. Per l'ortofrutta il tempo pesa più che in altri comparti. I prodotti bloccati nei centri distributivi perdono rapidamente valore commerciale, mentre nelle aree produttive l'impossibilità di conferire può tradursi direttamente in raccolti persi. Il tavolo con il Governo ha aperto una prima via d'uscita. Ora, però, la partita si sposta sulle strade: finché i blocchi continueranno, gli effetti della protesta continueranno a trasferirsi dai trasportatori agli agricoltori, dalla distribuzione fino agli scaffali. (ga)

Foto d'apertura realizzata con ausilio IA.

Fonti: Ufficio stampa Federdistribuzione, ANCD-Conad e Coop