Frutta estiva in evidenza al Mercato Agroalimentare della Sardegna: giugno parte vivace

Albicocche, pesche, angurie e meloni accompagnano l’avvio della stagione. Buona la domanda, con prezzi in assestamento dopo le prime settimane di caldo

Frutta estiva in evidenza al Mercato Agroalimentare della Sardegna: giugno parte vivace

Avvio di giugno dinamico al Mercato Agroalimentare della Sardegna, dove l’arrivo delle temperature estive ha contribuito a sostenere la domanda di frutta di stagione e a dare nuovo impulso agli scambi. Dopo una partenza caratterizzata da quotazioni in rialzo, il mercato ha mostrato nella seconda settimana del mese una maggiore stabilità, con domanda e offerta su livelli medi e un progressivo riequilibrio dei prezzi su diverse referenze. È la fotografia che emerge dal Mercato Ortofrutticolo di Cagliari, gestito da Coagri Sardegna, come evidenzia il direttore Giorgio Licheri, interpellato per la rubrica settimanale “Il Borsino”, realizzata in collaborazione con Italmercati.
«Il quadro complessivo evidenzia un passaggio tipico di questa fase dell’anno: entrano con più decisione i prodotti estivi, aumentano le disponibilità locali e nazionali e la domanda resta sostenuta non solo dai consumi familiari, ma anche dall’avvio della stagione turistica e dalla ripresa delle attività legate alla ristorazione e all’accoglienza», spiega Licheri.
«Tra i prodotti più rappresentativi di questo inizio di giugno si confermano le albicocche. La produzione sarda ha fatto registrare valori sostenuti nella prima settimana, con quotazioni che per alcune partite locali hanno raggiunto i 3,50-4,30 euro al chilo, per poi assestarsi nella rilevazione successiva intorno ai 3,50 euro. Il prodotto italiano di prima categoria si è invece collocato nella seconda settimana tra 2,80 e 3,20 euro al chilo. È una dinamica che conferma la buona valorizzazione della produzione locale, pur in un contesto di progressivo ampliamento dell’offerta».
«In evidenza anche pesche e nettarine, prodotti simbolo dell’estate, che stanno aumentando gradualmente la loro presenza sul mercato. Le pesche sarde a polpa gialla, sui calibri più importanti, hanno mostrato nella prima settimana valori interessanti, con quotazioni fino a 3,50-4,00 euro al chilo, per poi registrare un fisiologico assestamento nella settimana successiva, con valori compresi tra 2,50 e 3,50 euro».
«Buona anche la tenuta delle ciliegie di provenienza nazionale ed estera, con quotazioni ancora elevate per i calibri migliori. Il prodotto italiano di maggiore pezzatura continua a collocarsi su fasce alte, con valori intorno ai 7,00-7,50 euro al chilo per i calibri 30-32. È una referenza che, per qualità e stagionalità, mantiene un forte richiamo sul consumatore finale. Anche in questo caso, qualità, calibro e origine incidono in modo rilevante sulle differenze di prezzo».
«Si avvia invece verso una riduzione dei prezzi la campagna delle fragole sarde. Dopo valori ancora sostenuti nella prima settimana di giugno, le quotazioni hanno mostrato un ridimensionamento nella rilevazione successiva, con il prodotto locale calibrato intorno ai 4,00-4,10 euro al chilo e le partite non calibrate tra 3,00 e 4,00 euro».

Giorgio Licheri, Direttore Coagri

Sul fronte delle cucurbitacee, angurie e meloni iniziano a occupare uno spazio sempre più significativo.
«Le angurie sarde, comprese le tipologie baby e le varietà locali, si affacciano sul mercato con quotazioni equilibrate: le baby sarde si collocano tra 1,20 e 1,30 euro al chilo, mentre alcune varietà locali, come Gavina, raggiungono 1,50-1,60 euro. I meloni retati sardi mostrano invece un andamento coerente con l’aumento dei volumi, con valori che nella seconda settimana si attestano tra 1,00 e 1,50 euro al chilo».
«Da segnalare anche la presenza dei fichi neri sardi, prodotto identitario e fortemente legato alla stagionalità isolana, che nella rilevazione del 10 giugno si collocano tra 12,00 e 15,00 euro al chilo. I volumi sono ancora limitati, ma si tratta di una referenza significativa per il valore simbolico e commerciale che esprime: la Sardegna, nella stagione estiva, è in grado di offrire produzioni riconoscibili, caratterizzate da qualità, tipicità e forte legame con il territorio».
«Accanto alla frutta, resta centrale il comparto degli ortaggi. I pomodori sardi confermano una presenza ampia e articolata, con diverse tipologie disponibili: dal Crispino ai datterini, dai tondi lisci ai cuore di bue, fino ad altre referenze legate alle produzioni locali. Alcune quotazioni restano interessanti, come nel caso del Crispino sardo, che si colloca tra 2,50 e 3,30 euro al chilo, e dei datterini, tra 2,50 e 3,00 euro. Su altre referenze, come le zucchine chiare lunghe sarde, l’aumento della disponibilità determina invece un naturale ridimensionamento dei prezzi, con valori tra 0,50 e 1,00 euro al chilo».
Il Mercato Agroalimentare della Sardegna si conferma così un punto di osservazione privilegiato sull’andamento della filiera ortofrutticola regionale. Nei box del mercato si incontrano produzioni locali, integrazioni nazionali ed estere, operatori grossisti, dettaglianti, ristoratori e imprese della distribuzione.
«La funzione del mercato è proprio quella di raccordo tra i diversi attori della filiera», sottolinea Licheri. «Questo ci consente di garantire continuità negli approvvigionamenti, equilibrio nei prezzi e capacità di risposta a una domanda che, nei mesi estivi, cresce anche per effetto dei flussi turistici lungo le coste dell’isola».
Per il direttore, il tema della stagionalità si intreccia sempre di più con quello dei servizi.
«Stiamo lavorando per rafforzare la funzione del Mercato come piattaforma regionale dell’ortofrutta. Conservazione del prodotto, tracciabilità, logistica e digitalizzazione sono oggi aspetti fondamentali. Le nuove celle frigorifere, i progetti legati al marketplace, il controllo degli accessi, la futura integrazione dei servizi logistici e le iniziative sulla sostenibilità energetica fanno parte di una strategia più ampia, orientata a rendere la struttura sempre più efficiente e utile per l’intera filiera».
Nel mese di giugno hanno inoltre iniziato a operare stabilmente all’interno del Mercato due presenze particolarmente significative: Agecontrol spa e il Banco Alimentare della Sardegna.

«L’insediamento stabile di Agecontrol è un passaggio importante», evidenzia Licheri. «Parliamo di una società specializzata nei controlli sull’etichettatura, sulla tracciabilità e sulla corretta commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Coagri Sardegna, come ente gestore del mercato, ha messo a disposizione appositi spazi operativi. È una presenza che rafforza il presidio sulla trasparenza della filiera e contribuisce a tutelare gli operatori corretti, i consumatori e l’intero sistema commerciale».
«Altrettanto importante è la collaborazione stabile con il Banco Alimentare della Sardegna. La sua presenza consente di raccogliere con continuità le merci donate da produttori e grossisti, trasformando prodotti ancora idonei al consumo in un aiuto concreto per persone e famiglie in difficoltà. In questo modo frutta e verdura possono arrivare anche a quella parte di consumatori che, senza la collaborazione tra imprese, mercato e associazioni del territorio, rischierebbe di non potervi accedere con regolarità».
«L’avvio di giugno conferma la centralità del Mercato Agroalimentare della Sardegna come piattaforma regionale dell’ortofrutta», conclude Licheri. «In questa fase dell’anno il nostro compito è garantire continuità negli approvvigionamenti, equilibrio nelle relazioni commerciali e servizi sempre più efficienti agli operatori. La presenza delle produzioni locali, insieme all’integrazione con prodotti nazionali ed esteri, consente di rispondere a una domanda che cresce anche per effetto della stagione turistica».
«La qualità di un mercato moderno si misura nella capacità di creare valore per tutti: produttori, grossisti, dettaglianti, ristorazione, consumatori e territorio. Il Mercato Agroalimentare della Sardegna vuole essere questo: non solo il luogo dove arrivano e ripartono frutta e verdura, ma una piattaforma economica, logistica e sociale al servizio della Sardegna».

Foto e quotazioni referenze

Albicocche - Sardegna - da 1,80 a 3,50 euro al chilogrammo
Pesche - Sardegna - da 2,20 a 3,50 euro al chilogrammo
Pesche piatte - Sardegna - da 2,00 a 3,00 euro al chilogrammo
Melone retato - Sardegna - da 1,50 a 1,80 euro al chilogrammo
Melone Piel de Sapo - Sardegna - 1,80 a 2 euro al chilogrammo
Pomodoro Cuore - Sardegna - da 2,00 a 2,30 euro al chilogrammo
Pomodoro datterino - Sardegna - da 2,50 a 3,00 euro al chilogrammo
Pomodoro grappolo - Sardegna - da 1,80 a 2,20 euro al chilogrammo