Frutta, i consumi premiano fragole, frutti di bosco, angurie e kiwi

Le quattro categorie guadagnano una posizione nella classifica a valore rispetto al 2025 grazie a performance positive anche a volume

Frutta, i consumi premiano fragole, frutti di bosco, angurie e kiwi

Le analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter, realizzate in collaborazione con Circana, delineano un quadro positivo per il reparto ortofrutta nei punti vendita medio-grandi del retail tradizionale. I consumi crescono, ma il fatturato aumenta a un ritmo più sostenuto per l’effetto inflattivo, particolarmente marcato nel comparto delle verdure. Nella frutta, alcune categorie guadagnano posizioni in classifica grazie a vendite in forte crescita, nonostante prezzi medi elevati.

Reparto ortofrutta: l’euro-chilo avanza, ma crescono anche i consumi
Nei primi nove mesi del 2026, il reparto ortofrutta degli ipermercati e supermercati della Gdo italiana registra una crescita del 2,6% dei volumi venduti, accompagnata da un incremento più sostenuto del fatturato (+5,4%), grazie all’aumento del prezzo medio mix. Questa dinamica interessa tutte e tre le macrocategorie, che mostrano consumi in crescita e performance a valore ancora più positive. È tuttavia il comparto delle verdure a evidenziare il divario più marcato, con volumi in aumento del 3% e un fatturato in crescita del 6,7%, sostenuto da un incremento del prezzo medio mix del 3,6%.

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Fragole, frutti di bosco, angurie e kiwi scalano la classifica dei prodotti più venduti
Tra le dieci categorie frutticole che generano il maggiore fatturato, banane, mele e pesche-nettarine confermano le prime tre posizioni, pur mostrando dinamiche di consumo differenti. Le banane mantengono il primato, con volumi in crescita del 2% e un incremento a valore del 4,5%, a dimostrazione di una domanda in aumento nonostante i prezzi medi non siano calati. Diversa la situazione delle mele, che registrano una leggera flessione dei chili venduti (-0,4%), a fronte di un modesto aumento del fatturato (+1,2%).

È interessante osservare come, in due categorie mature e ormai sostanzialmente destagionalizzate, le strategie assortimentali siano profondamente diverse. Le banane mantengono un'offerta essenziale e relativamente stabile nel tempo, riuscendo comunque a incrementare i consumi. Le mele, al contrario, presentano uno degli assortimenti più ampi e articolati del reparto ortofrutta, senza tuttavia riuscire a imprimere una svolta ai volumi, ormai stabili da anni. Anche la limitata crescita dell'euro-chilo non sembra indicare uno spostamento significativo degli acquisti verso referenze a maggiore valore aggiunto.

Per pesche e nettarine, protagoniste della stagione estiva, il bilancio è invece decisamente positivo. Una campagna senza particolari criticità produttive ha favorito la disponibilità di prodotto, mentre la domanda ha risposto con un incremento dei consumi superiore al 7%. A sostenere gli acquisti ha contribuito anche la flessione dei prezzi medi (-6,5%), che ha così contenuto la crescita del fatturato.

Nel resto della classifica emergono segnali interessanti di cambiamento negli equilibri di vendita. Fragole, frutti di bosco, angurie e kiwi guadagnano ciascuno una posizione rispetto al 2025, sostenuti da performance particolarmente positive sia a volume sia a valore. Un risultato ancora più significativo se si considera che alcune di queste categorie presentano prezzi medi al chilo elevati oppure, come nel caso delle angurie, uno scontrino medio per atto d'acquisto importante.

Il mercato della frutta mostra quindi segnali di evoluzione: cambiano le preferenze, si modificano gli equilibri tra le categorie e i consumatori dimostrano una crescente disponibilità a spendere per i prodotti che meglio rispondono alle loro aspettative. Un'indicazione importante per la Gdo, chiamata a interpretare questi cambiamenti attraverso scelte assortimentali capaci di valorizzare le categorie più dinamiche. (im)