Funghi, come avere più chiarezza a scaffale

Consorzio Funghi di Treviso lavora su comunicazione, con la mascotte Pacifico, e sul packaging per valorizzare il fungo coltivato

Funghi, come avere più chiarezza a scaffale

Rendere il fungo coltivato più riconoscibile, più comprensibile e più facile da valorizzare nel punto vendita. È su questo fronte che Consorzio Funghi di Treviso sta lavorando, affiancando alla solidità della filiera – lo scorso anno sono state commercializzate 18.000 tonnellate di prodotto per un fatturato che ha superato i 50 milioni di euro - due linee di sviluppo distinte ma complementari: da un lato la comunicazione di categoria, con la mascotte Pacifico; dall’altro l’innovazione nel packaging, con test su nuovi materiali e soluzioni capaci di migliorare la performance del prodotto a scaffale.

Pacifico, una mascotte per raccontare la categoria
Il primo fronte di lavoro riguarda Pacifico, la mascotte presentata al Macfrut da Consorzio Funghi di Treviso per dare un volto alla categoria e rendere più immediato il messaggio rivolto al consumatore.

“Con Pacifico vogliamo chiarire il messaggio del fungo coltivato, trasmettendo ai consumatori valori di trasparenza, affidabilità e sicurezza - spiega Marta Fuser, sales manager di Consorzio Funghi di Treviso - C’è ancora un po’ di confusione tra quello che è il mondo del fungo coltivato e quello del fungo di bosco. Per questo abbiamo scelto uno strumento semplice, immediato, capace di rendere più accessibili le caratteristiche del prodotto”.

Pacifico nasce quindi come supporto narrativo per raccontare un prodotto disponibile tutto l’anno, proveniente da una filiera controllata e inserito in processi produttivi strutturati. Un linguaggio più vicino al consumatore, ma costruito su contenuti coerenti con il posizionamento del Consorzio: sicurezza alimentare, controllo, salubrità e qualità costante.

La mascotte Pacifico in due declinazioni

Dal consumatore alla Gdo
La mascotte è stata pensata con più registri comunicativi. In alcuni contenuti Pacifico veste i panni del cuoco, proponendo ricette e suggerimenti d’uso; in altri diventa un supereroe, chiamato a risolvere piccoli dubbi o problemi legati alla preparazione dei funghi in cucina. “Pacifico ha varie vesti, proprio come lo abbiamo presentato sui nostri social - prosegue Fuser - Da una parte parla ai nostri consumatori, dall’altra è pensato anche per dialogare con la Gdo, perché può contribuire a chiarire il messaggio a scaffale sul fungo coltivato”.

Il tema, per il Consorzio, è anche di posizionamento nel reparto ortofrutta. In una categoria spesso percepita come tecnica o poco raccontata, la comunicazione può diventare una leva per rendere più evidente il valore del prodotto, soprattutto delle soluzioni a più alto contenuto di servizio come la linea Spadella il Gusto o la gamma a Residuo Zero, sostenendo così la leggibilità dell’offerta e accompagnando il consumatore nella scelta.

“È un percorso appena iniziato e ci saranno delle evoluzioni – rimarca la sales manager - L’obiettivo è continuare a lavorare sulla riconoscibilità della categoria e sulla capacità di trasferire, in modo semplice, ciò che sta dietro al fungo coltivato”.

Packaging, test su shelf life e fuori frigo
Consorzio Funghi di Treviso sta poi portando avanti un secondo fronte di sviluppo legato al packaging. In questo caso il lavoro riguarda la componente tecnica e di servizio: sono in fase di test materiali innovativi pensati per migliorare la shelf life del prodotto e guadagnare giorni di vita utile a scaffale.

“Per una categoria fresca e delicata come quella dei funghi coltivati, il packaging può incidere in modo significativo sulla qualità percepita, sulla gestione del prodotto nel punto vendita e sulla riduzione degli sprechi – osserva Fuser -. L’obiettivo dei test è verificare soluzioni in grado di mantenere più a lungo le caratteristiche del prodotto, migliorando al tempo stesso la performance commerciale”.

Per alcune tipologie di funghi, il Consorzio sta inoltre valutando la possibilità di esposizione fuori frigo. Una soluzione che, se confermata dalle valutazioni in corso, potrebbe semplificare la gestione del prodotto nel punto vendita e offrire maggiore visibilità alla categoria, favorendo anche esposizioni più flessibili e occasioni di acquisto d’impulso.

In entrambi i casi, il packaging viene letto come una leva strategica. “Il confezionamento, soprattutto con questi materiali innovativi, diventa uno strumento capace di aumentare il valore della proposta – conclude Marta Fuser -, migliorare il servizio alla distribuzione e sostenere una migliore esperienza di acquisto per il consumatore”. (lg)