Il Po torna a far paura: il CER monitora, ma la vera sfida è trattenere l'acqua

Il presidente Nicola Dalmonte: "Nessun taglio alle forniture. Dopo il 2022 siamo più forti, ma servono nuovi invasi"

Il Po torna a far paura: il CER monitora, ma la vera sfida è trattenere l'acqua

Il livello del fiume Po continua a destare attenzione. Le scarse precipitazioni delle ultime settimane, unite alle alte temperature e alla progressiva riduzione delle riserve idriche alpine, hanno riportato il principale corso d'acqua italiano sotto la soglia di preallarme in diversi punti del suo percorso. Uno scenario che inevitabilmente richiama alla memoria la grave crisi idrica del 2022 e che viene seguito con particolare attenzione dal mondo agricolo, nel pieno della stagione irrigua.
Per l'ortofrutta dell'Emilia-Romagna, dove la disponibilità di acqua è un fattore determinante per la qualità e la produttività delle coltivazioni, il monitoraggio del Po rappresenta un elemento strategico. A fare il punto della situazione è Nicola Dalmonte, presidente del Canale Emiliano Romagnolo (CER), l'infrastruttura che garantisce l'approvvigionamento idrico a uno dei distretti agricoli più importanti del Paese.
"Siamo entrati nella situazione di preallarme perché il Po è sceso sotto la soglia prevista da qualche giorno, ma al momento il livello si è stabilizzato", spiega Dalmonte. "La situazione è costantemente monitorata e, a oggi, non è stato necessario adottare alcuna riduzione delle forniture idriche. Gli impianti stanno lavorando a pieno regime e non registriamo particolari criticità."

Nicola Dalmonte, presidente del Canale Emiliano Romagnolo (CER)

L'evoluzione dipenderà però dall'andamento delle prossime settimane. "Bisognerà capire se il livello del Po continuerà ad abbassarsi. Le previsioni non indicano precipitazioni significative e le riserve idriche sulle Alpi stanno progressivamente diminuendo: sono questi gli elementi che osserviamo con maggiore attenzione."
Rispetto a quattro anni fa, però, il sistema dispone di strumenti in più per affrontare eventuali criticità. L'esperienza del 2022 ha infatti accelerato una serie di investimenti infrastrutturali che oggi rendono il CER più resiliente. "Rispetto al 2022 possiamo contare su impianti di sollevamento potenziati con quattro nuove pompe, che ci consentono di prelevare acqua anche quando il Po raggiunge quote più basse. Questo ci permette di gestire la situazione con maggiore tranquillità rispetto al passato."
A favorire la gestione della stagione irrigua potrebbe contribuire anche l'anticipo delle raccolte provocato dall'andamento climatico. "Il rischio è che ci sia una riduzione delle produzioni in alcune situazioni e, di conseguenza, un anticipo della raccolta. Prevediamo che dopo il 20-25 luglio possa diminuire anche la richiesta irrigua da parte del sistema agricolo."

Resta però una variabile impossibile da controllare: la disponibilità di acqua nel bacino del Po. Per il presidente del CER, la gestione dell'emergenza deve andare di pari passo con una visione di lungo periodo. "È sempre più evidente che dobbiamo riuscire a trattenere l'acqua quando è disponibile. Servono bacini di accumulo e casse permanenti con capacità adeguate. È un tema che riguarda certamente l'agricoltura, ma anche lo sviluppo del territorio e del sistema produttivo nel suo complesso."
Dalmonte sottolinea come il settore agricolo abbia già compiuto importanti passi avanti sul fronte dell'efficienza. "L'agricoltura sta facendo la sua parte. Oggi è molto più virtuosa grazie all'adozione di tecniche come l'irrigazione a goccia, che consente di utilizzare ogni goccia d'acqua nel modo più efficiente possibile."
Nel frattempo, il CER continua il monitoraggio quotidiano insieme ai Consorzi di bonifica associati. "Ci aspettiamo qualche temporale nei prossimi giorni, ma continuiamo a seguire costantemente l'evoluzione della situazione per garantire il servizio alle imprese agricole. Il 2022 è stato un anno estremamente difficile, ma quella emergenza ci ha permesso di crescere sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo strategico. Oggi affrontiamo questa fase con una preparazione decisamente maggiore."