Attualità
«Il vero nemico dell’uva da tavola? La crisi economica»
Salvatore Novello: «Costi eccessivi sotto la vigna e le entrate si riducono»

Nell’estate dell’uva da tavola il sole ha brillato poco. Mercato interno lento e consumatori che si vedono erodere il potere d’acquisto bolletta dopo bolletta non agevolano le vendite di un prodotto oneroso da coltivare e che non può essere a buon mercato. Ma all’estero come si posiziona l’uva italiana? Lo abbiamo chiesto a Salvatore Novello, titolare della Novello & C. srl di Mazzarrone (Catania) che produce grappoli da oltre 40 anni, avvalendosi anche di agricoltori locali di fiducia per un totale di oltre 250 ettari di superficie complessivamente gestita.

“Di cosa ci meravigliamo… un’annata prevedibile con un calo dei consumi certo, visto l’andamento economico generale - commenta l’imprenditore - L’uva da tavola sta subendo a pieno le difficoltà che vivono le famiglie: i consumi domestici sul fresco sono diminuiti. Le altre referenze, soprattutto drupacee, stanno cavalcando la carenza del prodotto spagnolo e stanno così calmierando la crisi, ma è solo un palliativo”.
Ma il mercato ingolfato, come ci fa notare Novello, non è l’unico campanello d’allarme per il comparto. La carenza di manodopera specializzata, ad esempio, si sta manifestando in maniera sempre più importante, con il concreto rischio di disperdere un know-how che nel passato ha fatto la fortuna di areali come quello di Mazzarrone.

Scelte varietale
Ma torniamo a parlare di prodotto. L’uva da tavola sta vivendo un processo di grande innovazione varietale. “Bisogna puntare su varietà più performanti – ammonisce Novello - tralasciando varietà come la Black Magic che è complicata da gestire su pianta e spesso si deve procedere con raccolte accelerate per non far deperire i grappoli. Con la Vittoria è aumentato il volume d’affari perché si è ampliato il calendario di produzione e l’uva Italia mantiene sempre degli standard qualitativi straordinari, con un brix che sfiora anche i 20°. Prospettive future? La scelta varietale è ampia e il mercato maturo per focalizzarsi su nuove varietà soprattutto seedless”.

Un salto all’estero
L'azienda Novello è specializzata nella commercializzazione di uva da tavola sui mercati internazionali e forte di questa tradizione, Salvatore Novello dichiara: “L’uva da tavola italiana può riscattarsi a partire dalla qualità, abbandoniamo il concetto dei grossi volumi ma focalizziamoci sui quantitativi idonei per affrontare il mercato in modo mirato, la sovrapproduzione è solo un problema. La parola d’ordine è qualità. D’altronde nei mercati come Francia, Germania e Belgio, il consumatore acquista il nostro prodotto per il gusto”.
Quest’anno, secondo l’esperienza dell’azienda siciliana, nei canali esteri i mercati tradizionali all’ingrosso hanno saputo apprezzare il prodotto per le sue qualità gustative, compensando la riduzione dei volumi della Gdo. Tutto il mondo è paese e la crisi si sente anche nei grandi magazzini d’Oltralpe.

La logistica, che mazzata!
“Chi, come noi, lavora anche all’internazionale non può contare sui volumi degli anni passati per l’esportazione oltre oceano – specifica l’imprenditore – si stanno affrontando dei costi della logistica impensabili. Il costo del trasporto in media è triplicato per alcune destinazioni oltremare rispetto a due anni fa. Un salasso che rischia di penalizzare ulteriormente il comparto produttivo.



















