Dalla distribuzione
Kiwi giallo: il meglio deve ancora venire!
Fabio Zanesco (Kikokà Europe): “Solo 15% la penetrazione al consumo in Italia: c’è ampio margine per segmentare e far crescere la categoria”

Il kiwi giallo si sta evolvendo in una categoria di riferimento, dove varietà, brand e capacità di racconto stanno facendo la differenza. In questo scenario si inserisce il progetto Kikokà, che punta a ritagliarsi uno spazio distintivo nel segmento premium facendo leva su identità, qualità e visione di lungo periodo. A raccontarne traiettoria e prospettive è Fabio Zanesco, CEO di Kikokà Europe, protagonista di un percorso che unisce sviluppo produttivo e costruzione della domanda.
“In questa campagna abbiamo avuto disponibili circa 4.600 tonnellate tra Italia e Grecia, di cui 1.000 tonnellate di origine greca, in esaurimento in questi giorni. Il resto della stagione proseguirà con prodotto italiano, in particolare tra Latina e Piemonte, con una finestra commerciale che si chiuderà a fine aprile, in un momento in cui l’offerta non è ampia e la richiesta resta buona”.

Su queste basi produttive si innesta una presenza commerciale già articolata. “In questa campagna siamo o saremo presenti in Germania, Scandinavia, Benelux, Spagna e Italia. Il mercato c’è, ma c’è anche spazio per allargarlo ulteriormente. Il kiwi giallo è ancora all’inizio del suo percorso di penetrazione e il potenziale di crescita è enorme”.
Il dato chiave, secondo Zanesco, è proprio la penetrazione al consumo ancora limitata della categoria. “Oggi il kiwi giallo si attesta in Italia attorno al 15% e in Germania poco sopra il 50%: una quota ancora bassa e sostanzialmente stabile perché i volumi disponibili non sono sufficienti a sostenere un vero salto di categoria. Per alcuni mercati non sono nemmeno disponibili dati attendibili o rilevanti, tanto siamo ancora in fase iniziale. Il boom deve ancora arrivare. Quello che vediamo adesso è solo l’inizio”.
In questo contesto, la competizione non viene letta come un limite, bensì come uno spazio da costruire. “Non siamo in una categoria satura al 98%, dove l’ingresso di una nuova varietà cannibalizza necessariamente un’altra. Nel kiwi giallo abbiamo ancora praterie sconfinate: varietà diverse, profili organolettici distinti, ampi margini di segmentazione. È un mercato che può crescere sia in valore sia in consumo, ma bisogna lavorare per far conoscere e far provare il prodotto”.

Il baricentro resta il consumatore. “Chi non compra kiwi giallo spesso semplicemente non lo conosce. Eppure parliamo di un frutto con plus salutistici straordinari, a partire dal contenuto di vitamina C, e con un gusto che conquista facilmente. Dobbiamo comunicarlo meglio. Per esempio, ragionare in prezzo a frutto e non solo a chilo aiuta: se lo confrontiamo con il costo di un caffè, diventa evidente che si tratta di un piccolo lusso accessibile”.
In questa logica, anche il confezionamento assume un ruolo strategico. “Il pack non è solo protezione, ma informazione ed emozione. Permette di comunicare il brand, raccontare il prodotto e differenziarsi a scaffale. È uno strumento fondamentale per far crescere la categoria”.
A supporto di questo percorso interviene anche la tecnologia. “Oggi possiamo analizzare con sempre maggiore precisione cosa c’è dentro il frutto, sia per migliorare la conservabilità sia per caratterizzare i profili organolettici in funzione degli areali. L’obiettivo è conoscere a fondo il prodotto e valorizzarlo al meglio”.

Sul piano del posizionamento, Kikokà punta a un’identità ben riconoscibile. “È un marchio giovane, trendy, con molti USP legati alla salute e al benessere. Il target principale resta adulto, ma il linguaggio è moderno e fresco, capace di parlare anche a un pubblico più giovane. Finora abbiamo lavorato soprattutto nel B2B, per portare il prodotto sugli scaffali. Gli investimenti B2C partiranno in modo più strutturato nelle prossime campagne, in proporzione ai volumi sviluppati”.
Volumi che, nelle prospettive aziendali, sono destinati a crescere in modo significativo. “La varietà è senza dubbio generosa se ben gestita, e stiamo entrando in una fase di progressione importante. Oggi contiamo circa 700 ettari già impiantati su un obiettivo di 2.000 ettari entro il 2030. L’anno prossimo prevediamo di arrivare già a 9-10.000 tonnellate, con un’ulteriore crescita negli anni successivi”.

Nel frattempo, l’attenzione è rivolta anche ai principali appuntamenti internazionali. “Saremo a Fruit Logistica per fare il punto con i clienti, capire come si sta muovendo il mercato e confrontarci con gli altri operatori. L’interesse per la categoria è alto e l’agenda è già piena. Siamo solo all’inizio di un percorso che può ridisegnare il ruolo del kiwi giallo nei consumi europei”, conclude Zanesco. (lg)
In apertura: Fabio Zanesco, CEO di Kikokà Europe



















