Dalla distribuzione
Linbo®: parte la stagione, la domanda corre più dell’offerta
Gallo: “Qualità eccellente nonostante il clima. Governare campo e mercato è la chiave per difendere redditività, prezzo e riconoscibilità”

La campagna di Linbo® è appena partita e il mandarino premium 100% italiano a buccia edibile — sviluppato dall’omonimo consorzio che ha fatto dell’alta qualità la propria missione — torna sotto i riflettori in una fase cruciale di mercato. Per capire come si sta muovendo la stagione, quali aspettative guidano le prossime settimane e quali traiettorie di sviluppo sono già in cantiere, abbiamo intervistato il presidente, Francesco Paolo Gallo.
Fabrizio Pattuelli – A che punto siete oggi con il progetto, in termini di superfici, numero di soci coinvolti, volumi conferiti/confezionati e quantitativi gestiti in questa campagna?
Francesco Paolo Gallo - Nella campagna 2026 il Club Linbo conferma e consolida una presenza sul mercato con un volume in crescita che supera 4 milioni di chili. Si tratta di una quota significativa, destinata a crescere ulteriormente grazie all’entrata in produzione dei nuovi impianti già programmati.
Il numero dei soci è oggi stabile e consolidato, con l’interesse concreto di nuove aziende agricole che potrebbero entrare nel progetto entro il 2026. Questo dimostra come il modello Club, basato su regole chiare, standard produttivi elevati e una strategia commerciale condivisa, continui ad attrarre operatori strutturati e orientati alla qualità.
Pattuelli – Quando è partita operativamente la campagna e quale finestra di chiusura prevedete? Che livello qualitativo state riscontrando (calibri, tenuta, standard all’arrivo) e qual è stato il primo riscontro commerciale? Guardando alle prossime settimane, che evoluzione vi aspettate su domanda, prezzi e rotazioni a scaffale?
Gallo – La campagna di raccolta è iniziata in leggero anticipo rispetto agli anni precedenti, in linea con l’andamento climatico che ha interessato l’intero comparto agrumicolo in questa annata. La chiusura è prevista entro la fine di marzo.
Dal punto di vista qualitativo, anche per il 2026 possiamo contare su circa il 90% di prodotto Premium, un risultato particolarmente rilevante se si considerano le difficoltà agronomiche e climatiche affrontate, sempre nel rispetto dei principi di ecosostenibilità e tutela della salute del consumatore.
Commercialmente, la proposta segue un andamento ormai consolidato: una partenza graduale, con un incremento più marcato dopo la metà di febbraio.
In questa fase la domanda risulta superiore all’offerta, motivo per cui stiamo lavorando su una gestione equilibrata della raccolta e delle disponibilità. L’obiettivo, con l’aumento dei volumi nei prossimi anni, è ridurre progressivamente questo divario. La nostra proposta al mercato resta equilibrata, sostenibile e coerente con la qualità del prodotto e con l’epoca di consumo.

Pattuelli – Mi diceva che volete potenziare la comunicazione verso il consumatore: quali sono gli obiettivi e quali azioni avete in programma?
Gallo – La comunicazione rappresenta per noi un asset strategico, sia verso il consumatore finale sia in ottica B2B.
Sul fronte consumer, continuiamo a dialogare con i nostri consumatori finali attraverso social media e targhettizzazione territoriale, in sinergia con le piattaforme distributive. Il riscontro è molto positivo: riceviamo feedback, recensioni e manifestazioni di affetto che ci permettono di migliorare costantemente e di rafforzare il valore del marchio Linbo. Sicuramente questo sarà il target in cui saranno integrati maggiori investimenti nei prossimi anni.
Parallelamente, la comunicazione B2B resta centrale: il Club continua a dialogare in modo strutturato con buyer, distributori e partner commerciali, condividendo visione, programmazione e valore del progetto.
In quest’ottica, parteciperemo a Fruit Logistica di Berlino, uno degli appuntamenti internazionali più importanti per il settore ortofrutticolo, Hall 4.2 – Stand C.21.
Sarà un’occasione fondamentale per consolidare relazioni esistenti, aprire nuovi dialoghi commerciali e raccontare il modello Linbo a un pubblico internazionale sempre più attento ai progetti premium, sostenibili e ben organizzati.
Pattuelli – Oggi le due varietà “chiave” sono Leanri e Tang Gold. State valutando altri materiali varietali? Se sì, quali caratteristiche cercate prioritariamente?
Gallo – Nel nostro disegno di medio termine abbiamo inserito la Leanri come varietà strategica all’interno delle aziende già aderenti al Club Linbo. Riteniamo che rappresenti un ulteriore rafforzamento della proposta al consumatore, consentendo di ampliare e anticipare il calendario di offerta di frutta Premium a marchio Linbo di almeno un mese (a partire da Gennaio) con un frutto dal gusto e dall’aspetto eccezionali.
Allo stesso tempo, il lavoro di ricerca non si ferma: stiamo valutando nuove varietà con caratteristiche simili in termini di produttività, qualità organilettica e lunga shelf life, ma con epoche di maturazione differenti.
L’obiettivo è anticipare la proposta già dal mese di novembre, arrivando a coprire fino a cinque mesi di calendario con tre varietà, garantendo continuità, freschezza e coerenza qualitativa.
.jpg)
Pattuelli – In Puglia si registrano lamentele per una stagione finora poco redditizia: quali fattori stanno pesando di più secondo voi? Quanto può incidere, sulla redditività, un progetto “guidato” che governi sia la fase produttiva sia quella commerciale — con varietà premium riconosciute dal consumatore — rispetto a filiere più frammentate? E quali condizioni devono esserci perché funzioni davvero (programmazione, standard, accordi commerciali, comunicazione)?
Gallo – Siamo convinti, anche alla luce dell’esperienza maturata in questi sei anni, che il modello Club Linbo rappresenti una reale risposta strutturale alla crisi del comparto. L’agrumicoltura pugliese – e più in generale dell’arco ionico – vive una situazione socioeconomica complessa: campi abbandonati, varietà storiche poco sostenibili e difficoltà di collocamento commerciale sono segnali evidenti di un sistema che necessita di un cambio di paradigma.
Il valore di un progetto guidato sta proprio nella capacità di governare l’intera filiera, dal campo al mercato con produzione standardizzata e Premium, coordinamento commerciale unico e una proposta riconoscibile a marchio che comunichi chiaramente con il consumatore e renda riconoscibile il prodotto indipendentemente dal confezionatore o dal produttore, in modo univoco.
Ridurre la frammentazione dell’offerta è essenziale: troppi attori non coordinati che si presentano sul mercato senza una linea di comunicazione chiara creano perdite di valori e generano confusione nel consumatore, comprimendo il prezzo e minando la redditività.
Il nostro modello dimostra che è possibile tornare a fare reddito, investire e programmare. I risultati sono concreti e lo vediamo ogni giorno. Continueremo a lavorare sulla ricerca varietale a livello internazionale, mantenendo sempre un principio fondamentale: produrre in funzione della domanda prodotti di alta qualità.
È un percorso lento, che avrebbe bisogno di maggiore supporto da parte delle istituzioni, ma siamo convinti che questa sia la strada giusta per costruire un futuro sostenibile e profittevole per l’agrumicoltura.



















