Dal campo
Kiwi Passion cambia passo: Red Passion punta a 1.000 ettari in cinque anni
Piraccini: "Siamo veramente a una svolta: il mercato sta rispondendo bene e oggi possiamo accelerare"

Dopo anni di messa a punto della tecnica colturale e consolidamento degli standrd qualitativi, Kiwi Passion prepara una forte accelerazione. Il progetto punta a portare il kiwi rosso a 1.000 ettari nei prossimi cinque anni, mentre sul giallo l'obiettivo è raggiungere 400-500 ettari, con uno sviluppo che dall'Italia si allargherà sempre più a Francia, Spagna, Grecia e ai principali areali dell'Emisfero Sud. A delineare la nuova fase, durante la Diretta Kiwi IFN andata in onda pochi giorni fa, è stato Renzo Piraccini, vicepresidente del Consorzio Kiwi Passion. "Entriamo in una fase di sviluppo importante, siamo veramente a una svolta. Dopo la sperimentazione avviata nel 2015-2016, il Consorzio è stato costituito alla fine del 2019 e per diversi anni abbiamo lavorato soprattutto per capire come coltivare al meglio queste varietà. Il kiwi rosso richiede una tecnica colturale tutt'altro che banale".
Prima la qualità, poi gli ettari
In questi anni Kiwi Passion ha messo a dimora complessivamente poco più di 320 ettari, scegliendo però a un certo punto di rallentare volontariamente le nuove piantagioni. "È stata una scelta precisa. Prima di crescere volevamo consolidare la qualità, capire bene le varietà e soprattutto migliorare le rese produttive. Abbiamo fatto passi importanti sul colore, sulla pezzatura e sul gusto". La svolta agronomica, secondo Piraccini, è arrivata con l'introduzione del portinnesto Bounty. "Per il kiwi rosso rappresenta un cambiamento epocale. Permette di raggiungere una produttività molto elevata, mantenendo buon calibro e uniformità di maturazione. Già al terzo anno possiamo ipotizzare rese nell'ordine delle 40 tonnellate per ettaro".

Un elemento determinante per la sostenibilità economica degli impianti. "I produttori lo sanno bene: puoi avere anche prezzi unitari elevati, ma se raccogli pochi quintali e soprattutto non raggiungi un'alta percentuale di prima categoria, il risultato finale può essere molto meno interessante di quanto sembri. Con questi nuovi impianti cambiano realmente le prospettive".
Red Passion verso 1.000 ettari
Il miglioramento produttivo arriva in una fase nella quale anche la risposta commerciale sta dando segnali incoraggianti. "Oggi possiamo accelerare perché il mercato sta rispondendo molto bene. Sul rosso l'obiettivo è arrivare nei prossimi cinque anni a 1.000 ettari complessivi, di cui circa 700 nell'Emisfero Nord". Attualmente gli impianti di kiwi rosso del Consorzio nell'Emisfero Nord superano di poco i 220 ettari. La crescita interesserà innanzitutto l'Italia, ma anche Francia e Spagna.

Lo sviluppo sarà contemporaneamente internazionale. "Nell'Emisfero Sud abbiamo già iniziato a impiantare in Argentina, dove puntiamo ad arrivare a 100 ettari, e stiamo lavorando anche in Cile e Sudafrica. Kiwi Passion ormai è un progetto che guarda a una dimensione globale". Il Consorzio opera con due marchi, Red Passion e Gold Passion, che non corrispondono a singole varietà ma a un insieme di selezioni capaci di coprire differenti finestre commerciali.
Sul giallo si punta sulla parte tardiva della stagione
Anche Gold Passion è destinato a crescere sensibilmente. "Dagli attuali circa 100 ettari vogliamo arrivare a 400-500 ettari, lavorando oltre che in Italia anche in Francia, Spagna e Grecia". Sul kiwi giallo il progetto vuole differenziarsi soprattutto attraverso il calendario di commercializzazione. Accanto alla selezione A19, che ha caratterizzato finora Gold Passion, è infatti disponibile una varietà più tardiva con elevata capacità di conservazione. "Molte varietà gialle sono concentrate sulla fase precoce. Noi vediamo invece un'opportunità molto interessante nella finestra da febbraio ad aprile-maggio. Avere un prodotto capace di mantenere a lungo le proprie caratteristiche può permetterci di presidiare una fase della stagione meno affollata". Il lavoro varietale continua anche sul rosso. "Abbiamo una nuova varietà in sperimentazione e quest'anno realizzeremo i primi impianti, circa due ettari, per iniziare a valutarne concretamente la risposta produttiva".

"L'offerta di rosso è ancora insufficiente"
La crescita programmata parte anche da un mercato nel quale, secondo Piraccini, lo spazio disponibile è ancora ampio. "Oggi circa il 50% del kiwi rosso presente sul mercato italiano proviene dal nostro Consorzio, ma l'offerta complessiva resta assolutamente insufficiente rispetto alla domanda. È vero che parliamo di programmi di crescita importanti, ma in termini assoluti i numeri rimangono ancora piccoli". L'aumento delle superfici diventa quindi necessario anche per costruire relazioni commerciali più strutturate.

"Ai clienti dobbiamo garantire volumi, continuità e affidabilità, perché solo così possono programmare gli acquisti. Allo stesso tempo dobbiamo offrire certezze ai produttori. Serve una filiera trasparente ed efficiente che parta dalla soddisfazione del consumatore". E per Piraccini la ricetta, almeno sulla carta, rimane semplice: "Non c'è niente da inventare. Le cose bisogna farle. Dirle è facile, la differenza sta nel farle bene". (im)




















