Mercosur nel mirino: le associazioni agricole scendono in piazza a Strasburgo

Cia, Coldiretti e Confagricoltura chiedono reciprocità, controlli e tutele per il settore europeo

Mercosur nel mirino: le associazioni agricole scendono in piazza a Strasburgo

Centinaia di agricoltori italiani sono scesi in piazza a Strasburgo davanti al Parlamento europeo per protestare contro l’accordo commerciale UE-Mercosur, ritenuto una minaccia per il futuro dell’agricoltura europea. 
Alla mobilitazione hanno preso alcune tra le principali organizzazioni di rappresentanza del settore, che chiedono con forza reciprocità piena negli standard produttivi, sanitari e ambientali, controlli più rigorosi sulle importazioni e maggiore tutela del reddito agricolo. 
Al centro delle critiche, il rischio di concorrenza sleale, le ricadute occupazionali e la sicurezza alimentare, oltre alla richiesta di politiche europee più coerenti e risorse adeguate per sostenere un settore considerato strategico per l’economia e la sovranità alimentare dell’Unione.

Cia: “Senza reciprocità e controlli l’accordo non regge”
“Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi”. Dalla seconda mobilitazione europea nell’arco di due mesi, dopo quella a Bruxelles, si leva la voce del Presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.
La protesta di Cia vuole accendere i riflettori sui numeri drammatici dell’accordo Ue-Mercosur così com’è: circa 40.000 posti di lavoro a rischio in Europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani. “Non ci fermiamo - ribadisce Fini - pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci”.

Cristiano Fini, Presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani

Cia rileva che, in uno scenario di aumento dell’import a condizioni più favorevoli, una maggiore disponibilità di prodotto può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere e lancia soprattutto l’allarme per la carenza di controlli, ricordando come siano state spesso rilevate inefficienze, follow-up lenti e catene del freddo instabili nella logistica. Il Mercosur prevede regolamenti formali ma applicazioni disuniformi e le infrastrutture limitate non garantiscono standard adeguati lungo la filiera.  
“Era impensabile non essere qui, insieme alle altre organizzazioni europee, a difendere il futuro del comparto agricolo - conclude Fini -. Per assicurare cibo sano e sicuro a tutti, saremo sempre in prima linea e continueremo a esserlo per dettare le condizioni fondamentali in tutti gli accordi di libero scambio, viste le battaglie che ancora ci aspettano anche per la Pac”.

Coldiretti: trasparenza e stop alle importazioni sleali
Dall’altro lato, anche Coldiretti prende posizione e ha partecipato al corteo di ieri a Strasburgo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.

"Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - sottolinea il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia - conclude Prandini - continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea".

Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti

"Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili - dichiara il Segretario Generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo - Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia. È quindi necessario che  - prosegue Gesmundo - partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità
I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Questo non è pensabile né auspicabile: non possiamo continuare in questa direzione”.

Confagricoltura, la dichiarazione del Presidente Giansanti
Infine, anche Confagricoltura presente al corteo. A seguire la dichiarazione del Presidente Massimiliano Giansanti: “Siamo oggi a Strasburgo per continuare la nostra mobilitazione iniziata a Bruxelles il 18 dicembre."

Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura

 "Vogliamo le istituzioni europee più vicine agli agricoltori che garantiscono sicurezza alimentare e cibo di alta qualità. Per questo motivo, da una parte, vogliamo dire no agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e dall'altra chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale come l’agricoltura. Forniamo cibo sicuro agli europei ma non possiamo farlo senza un giusto reddito. Chiediamo una politica agricola comune più vicina agli interessi degli agricoltori e delle aree rurali che ci permetta di rendere l'agricoltura europea sempre più competitiva. Vogliamo garantire la sicurezza alimentare. Vogliamo garantire la democrazia del cibo”. (lg)

Fonte: Ufficio Stampa Cia; Ufficio Stampa Coldiretti; Ufficio Stampa Confagricoltura