Gennaio: il mese dei buoni propositi è Vegan(uary)

La sfida plant‑based che conquista consumatori, social e scaffali della Gdo

Gennaio: il mese dei buoni propositi è Vegan(uary)

Gennaio è tradizionalmente il mese dei buoni propositi. C’è chi decide di tornare in palestra, chi di dedicarsi a un nuovo hobby e chi sceglie di migliorare la propria alimentazione. È proprio in questo contesto che nasce Veganuary, la sfida globale che invita a seguire una dieta vegana per tutto il mese di gennaio.

Il termine deriva dall’unione delle parole inglesi vegan e January e identifica una campagna internazionale nata nel Regno Unito nel 2014 che incoraggia le persone a sperimentare, per 31 giorni, uno stile di vita completamente plant-based. L’obiettivo è semplice: eliminare i prodotti di origine animale dalla dieta per riflettere sulle proprie abitudini alimentari e scoprire alternative più sostenibili.

Veganuary non mira necessariamente a trasformare tutti i partecipanti in vegani a vita, ma punta soprattutto a promuovere consapevolezza e cambiamento. Come si legge sul sito ufficiale dell’organizzazione, è “un modo per proteggere l’ambiente, prevenire la sofferenza degli animali e migliorare la salute di milioni di persone”.

In Italia la challenge è promossa dall’associazione no profit Essere Animali ed è accessibile anche attraverso la piattaforma dedicata www.veganuary.it.  Sul sito ufficiale www.veganuary.com è possibile trovare ricette, consigli pratici per chi è alle prime armi, aggiornamenti tematici e informazioni sulle attività dell’organizzazione. La campagna è supportata anche da numerose celebrità nel ruolo di ambassador, tra cui Joaquin Phoenix, Billie Eilish e Paul McCartney.

I dati raccolti dall’organizzazione mostrano come l’esperienza di Veganuary possa tradursi in cambiamenti concreti. Secondo le ricerche interne, il 31% dei partecipanti che non erano vegani prima della sfida sceglie di mantenere una dieta vegana anche dopo gennaio. Inoltre, il 45% dichiara miglioramenti percepiti nella salute, come maggiore energia, miglior umore, benefici per la pelle e un impatto positivo sulla forma fisica.

A questi risultati si affiancano anche evidenze scientifiche. Come riportato da Vogue Italia, uno studio europeo condotto su oltre 266 mila persone ha dimostrato che un elevato consumo di alimenti ultra-processati aumenta del 9% il rischio di multimorbilità (ndr la presenza contemporanea di due o più patologie croniche nella stessa persona). Sul fronte ambientale, l’adozione di una dieta vegetale può contribuire a ridurre le emissioni di CO₂ fino al 46%, il consumo di acqua del 7% e l’utilizzo del suolo del 33%.

La Gdo intercetta il Veganuary
Anche la Gdo guarda con crescente interesse al Veganuary. In Italia, tra le aziende partner ufficiali dell’iniziativa figura Aldi, che dichiara di aderire alla campagna con “una selezione di prodotti 100% vegani a un prezzo conveniente per tutto il mese di gennaio”. Attraverso il marchio ALDI MyVay, l’insegna propone durante tutto l’anno alternative vegetali ai prodotti di uso quotidiano, invitando i clienti a scoprire uno stile di vita più sano e sostenibile.

Fonte: sito ufficiale Aldi, www.aldi.it

Diverso, ma altrettanto significativo, il caso di Lidl Italia. Pur non essendo partner ufficiale della campagna, l’insegna vanta da anni la linea plant-based Vemondo, che nel mese di gennaio viene ulteriormente valorizzata in store e sui canali digitali. La linea, promossa anche attraverso i contenuti social del brand, è stata premiata nel 2024 tra le migliori offerte vegane in Italia per rapporto qualità-prezzo. 

Da notare come siano soprattutto le catene della distribuzione organizzata di matrice estera a intercettare e valorizzare il trend Veganuary. Rispetto a molte insegne italiane, sia Lidl che Aldi, entrambe di origine tedesca, dimostrano una maggiore propensione a strutturare un’offerta plant-based riconoscibile e continuativa, ma soprattutto a comunicarla. Un elemento che apre una riflessione sul diverso approccio strategico al tema della sostenibilità e dell’innovazione nella Gdo nazionale.

Social media e Veganuary: il ruolo chiave della comunicazione
A sostenere la crescita di Veganuary è anche una forte presenza sui social media. La pagina Instagram @weareveganuary conta quasi mezzo milione di follower, mentre l’hashtag #veganuary totalizza 2 mln di post e 79,7k su TikTok, confermando la campagna come uno dei food trend più rilevanti di inizio anno. Le due piattaforme fungono da principali amplificatori dell’iniziativa, grazie a contenuti brevi e immediati che riescono a coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.

Fonte: profili TikTok di @ellysplate, @vegan_high_protein, @ginger_bites_

I social non coinvolgono solo utenti e creator, ma rappresentano anche un’opportunità strategica per i brand. Veganuary è un’occasione di storytelling digitale, in cui promozione di prodotto e contenuti educativi si intrecciano. Supermercati, insegne della Gdo e anche piccoli brand indipendenti possono utilizzare il mese vegano per rafforzare la propria comunicazione, sperimentando format diversi: dalle ricette plant-based ai “what I eat in a day”, fino a challenge e consigli pratici per orientare i consumatori.

In questo modo, la dieta vegana viene progressivamente normalizzata e resa più accessibile, trasformando una sfida in un’abitudine potenzialmente duratura. Un processo che contribuisce anche a spostare l’attenzione di chi fa la spesa verso il reparto vegetale, consolidando il ruolo del plant-based come componente strutturale dell’offerta alimentare. (lg)

In apertura: logo ufficiale Veganuary (https://veganuary.com/)