L'Ue approva il Mercosur (grazie all'Italia)

Tra i Paesi contrari: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda

L'Ue approva il Mercosur (grazie all'Italia)

Gli ambasciatori dei Paesi membri dell’Ue hanno approvato l’accordo commerciale con il Mercosur, aprendo una vasta area di libero scambio che coinvolgerà oltre 700 milioni di persone tra Europa e America Latina. 
Il via libera è arrivato dopo oltre vent’anni di negoziati tra la Commissione europea e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, e dopo anni di divisioni interne all’Ue. Tra i Paesi contrari si registrano Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda, mentre il Belgio si è astenuto, secondo fonti diplomatiche. La decisione rappresenta un duro colpo per gli sforzi francesi di creare una minoranza di blocco. Determinante per l’approvazione dell’accordo è stato il voto favorevole dell’Italia: il governo italiano ha valutato le garanzie per gli agricoltori ottenute a seguito delle interlocuzioni delle ultime settimane con la Commissione europea come sufficienti. 

Come riporta Open, nel corso della conferenza stampa d’inizio anno Giorgia Meloni ha spiegato: «La strategia europea di iper-regolamentare al suo interno e aprire il mercato con accordi di libero scambio rischia di essere suicida. Io sono per il libero scambio, ma anche per deregolamentare». Sullo sfondo di questo principio, «abbiamo aperto un’interlocuzione con la Commissione europea e ottenuto risultati molto importanti per gli agricoltori: un meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, un fondo di compensazione di eventuali squilibri, il rafforzamento dei controllo fitosanitari sui prodotti in entrata». E ancora: «Alla luce di queste garanzie che siamo riusciti a dare ai nostri agricoltori abbiamo dato il nostro ok, tenendo conto anche della spinta che arrivava dal settore industriale. Ora speriamo che l’accordo possa portare per tutti solo vantaggi»

Secondo quanto riportato da Euro News, gli Stati membri favorevoli, guidati da Germania e Spagna, hanno sottolineato che l’accordo aprirà l’accesso a nuovi mercati. Le imprese europee potranno rivolgersi a circa 280 milioni di consumatori latinoamericani, dove già operano 30.000 aziende dell’Ue. Per ridurre i rischi, è stata inserita una clausola di salvaguardia per monitorare le importazioni e prevenire turbolenze sul mercato interno. La procedura di conclusione dell'Ue, tuttavia, richiede anche il consenso del Parlamento europeo.

L’intesa incontra però la forte opposizione di agricoltori e allevatori europei: pur con la riduzione graduale dei dazi, restano quote protettive per prodotti sensibili come carne bovina, pollame e zucchero. Negli ultimi mesi, la Commissione ha introdotto misure per rassicurare gli Stati membri chiave, tra cui accesso anticipato ai fondi della Politica agricola comune e congelamento della tassa sulle emissioni dei fertilizzanti. Sul fronte ambientale, il rispetto dell’Accordo di Parigi del 2016 è diventato un “elemento essenziale”, con possibilità di sospensione in caso di violazioni.
Nonostante le concessioni, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito il voto contrario. La delegazione francese di Renew ha denunciato una manovra legale che permette l’attuazione provvisoria senza passaggio parlamentare, sperando di bloccare l’accordo al Parlamento europeo. (lg)