Attualità
Arriva ALDO: l’intelligenza artificiale entra nel reparto ortofrutta
SAF sperimenta l’AI nel retail per trasformare il reparto in un’esperienza

L’apertura ufficiale di Marca 2026 è stata preceduta da un’anteprima strategica nel cuore di Bologna. Presso lo storico Bravo Caffè, l'ATI SAF – Spettacoli alla Frutta ha riunito buyer, stampa specializzata e i partner del pool di aziende leader del comparto per presentare la roadmap del 2026. Un contesto identitario e coerente con lo stile SAF che riunisce un pool di aziende di primo piano dell’ortofrutta, impegnate a fare squadra per ridisegnare nuove traiettorie di crescita per il settore. La direzione è chiara: rendere l’ortofrutta più contemporanea, desiderabile e vicina ai linguaggi del consumatore, soprattutto delle nuove generazioni.
Un "pensatoio" per l’evoluzione del comparto
Ad aprire la serata è stato Claudio Dall’Agata, Direttore del Consorzio Bestack e portavoce di SAF, che ha definito l’evento una vera e propria "Première" di un progetto giunto alla sua piena maturità.
“L’abbiamo chiamata Evolution, perché l’evoluzione è nel DNA di Spettacoli alla Frutta: andare oltre è la nostra mission. SAF ha raggiunto i sei anni, nei quali abbiamo imparato tante cose, raccolto spunti e suggerimenti che oggi ci portano a presentare le attività del 2026. È una Premiere per far capire ciò che ci sarà, perché c’è un grande lavoro dal punto di vista progettuale”.

Ma, in prospettiva, cosa vuole essere Spettacoli alla Frutta? Prima di tutto un “pensatoio”, dove immaginare nuovi approcci comunicativi e formativi per il comparto. SAF rivendica la responsabilità di essere una scintilla per il settore, un modo diverso di rapportarsi al mercato e una comunità aperta di aziende dinamiche dell’ortofrutta.
Sul fronte delle attività 2026, Dall’Agata ha delineato una prima area dedicata alla comunità: un “cantiere formativo” riservato alle aziende partecipanti, con due appuntamenti da due giorni ciascuno. Due simposi pensati come spazi di scambio, confronto sul futuro della categoria e condivisione di best practice: niente “cattedre” e professori, ma la valorizzazione di ciò che le imprese sanno fare, con analisi e approcci fuori dai soliti alvei.
Il secondo asse è quello del racconto. Nel 2027 partirà infatti il primo “fuori salone” dell’ortofrutta durante gli stessi giorni di Marca. L’obiettivo è strutturare temi e dati per costruire un evento significativo, capace di essere determinante e riconoscibile: un fuori salone come testimonianza di un movimento, di un’evoluzione, in collaborazione con il trade, che impegnerà il team nei prossimi mesi.
Infine, la sfida più ambiziosa: “L’elemento più significativo e sfidante del 2026 sarà l’anno test in cui SAF porterà il nuovo progetto denominato “Fruit & Veg Show AI”, ha concluso Dall’Agata. “Porteremo l’intelligenza artificiale dentro i punti vendita della Gdo con le catene che collaborano con noi”.

Arriva… ALDO!
A entrare nel merito della novità è stato Roberto Paltrinieri, socio e Client Success Manager di Proxima, agenzia di comunicazione con sede a Modena, che ha delineato l’architettura e la logica del progetto. Al centro c’è un sistema in grado di “mostrare” contenuti e, soprattutto, di proporli in modo dinamico: da un lato materiali esclusivi, pensati per il singolo cliente, con consigli, suggerimenti e informazioni utili alla comunicazione e all’esperienza d’acquisto; dall’altro, una lettura progressiva delle interazioni, che consente al retailer di comprendere come le persone dialogano con lo strumento e cosa accade nel tempo.
L’ambizione è mettere insieme intelligenza artificiale ed elementi emotivi, costruendo un’esperienza di interazione capace di coinvolgere il consumatore, non solo di informarlo. Paltrinieri ha parlato di “conversational science” per descrivere un approccio che unisce tecnologia, relazione ed esperienza, trasformando il punto vendita in un ambiente più partecipato e misurabile.

Lo strumento si chiamerà ALDO – Artificial Ludic Digital Operator: un operatore digitale “ludico” che intercetta curiosità e attenzione, restituisce informazioni e supporta il consumatore durante il percorso, aggiungendo valore attraverso suggerimenti e contenuti mirati. Un’innovazione che, ha sottolineato Paltrinieri, ha già mostrato performance positive in progetti sviluppati con grandi marchi dell’industria, con un vantaggio ulteriore: la misurazione puntuale di ciò che avviene, dalle domande alle risposte, fino ai comportamenti generati dall’interazione.
Naturalmente, la riuscita passa da un lavoro robusto sui contenuti: è su quel terreno che si costruisce la qualità dell’esperienza e la credibilità del dialogo. Con una differenza sostanziale rispetto ai tradizionali strumenti di comunicazione: è ALDO ad “andare” verso il consumatore, portando con sé l’impianto narrativo e valoriale di SAF direttamente in store.
Parte la sperimentazione nelle catene
Dall’Agata ha infine precisato alcuni elementi operativi che, nelle intenzioni di SAF, rendono il progetto particolarmente rilevante anche sul piano della misurabilità. Il test, infatti, non si esaurirà in un’azione spot: l’attività resterà attiva per otto mesi nei negozi pilota, pari a circa 240 giorni, con la possibilità per i clienti di interagire in modo continuativo.
La vera novità, ha sottolineato, è l’applicazione di una banca dati in grado di profilare, monitorare e analizzare i comportamenti del consumatore lungo un arco temporale ampio. Un vantaggio competitivo che si traduce in una lettura più solida delle dinamiche in store e dell’efficacia dei contenuti, superando l’approccio “a sensazione” che spesso accompagna le iniziative di comunicazione nel punto vendita.
Non solo: la struttura del test consentirà un confronto diretto tra KPI di negozi dotati di ALDO e punti vendita privi dello strumento, per comprendere con maggiore precisione cosa influisce sui risultati e in quale misura rispetto alle leve tradizionali.
A fare la differenza, in chiusura, resta però un fattore umano: la passione delle persone che compongono SAF. È quella spinta, prima ancora della tecnologia, a rendere credibile l’ambizione del progetto e a trasformare un’innovazione in un percorso condiviso, capace di lasciare un segno nel settore. (lg)






.jpg)











