Dal campo
Siccità, caldo e maltempo: raccolti a rischio fino all’80%
Coldiretti traccia un primo bilancio dei danni nelle campagne italiane, con perdite pesanti per frutta, ortaggi, vite e olivo

Il maltempo in arrivo sull’Italia si abbatte sui danni causati dal caldo estremo aggravando la situazione nelle campagne dove le perdite dei raccolti arrivano fino al’80% in alcune aree, mentre le aziende agricole sono schiacciate dall’aumento dei costi, tra energia, fertilizzanti e irrigazione per salvare le colture. E’ il nuovo bilancio stilato dalla Coldiretti sui danni causati dai cambiamenti climatici, con i nubifragi che si alternano alla siccità prolungata, ponendo ancora una volta l’esigenza di interventi strutturali per salvare il Made in Italy agroalimentare.
Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti, con la scarsità d’acqua e le temperature elevate che stanno mettendo sotto pressione intere filiere.
Situazione difficile in Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove la filiera dei seminativi registra perdite stimate tra il 40 e il 60% a causa della combinazione di siccità e temperature elevate. In Veneto il deficit pluviometrico dall’inizio dell’anno idrologico è pari al 26%, con quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua mancanti rispetto alla media storica già a fine maggio. In Emilia-Romagna la frutta estiva e autunnale, dove non colpita dalla grandine, registra cali delle rese intorno al 20%, fino al 30%, con pezzature inferiori. Nel Bolognese il caldo ha inoltre determinato un calo delle produzioni estive e un aumento dei costi irrigui. In Trentino caldo e siccità hanno determinato una contrazione del 9-10% del raccolto di mele, accompagnata da una riduzione delle pezzature.
Nel Centro Italia le temperature elevate e la carenza di piogge continuano a mettere sotto pressione seminativi, ortofrutta, vigneti e oliveti. In Umbria la vendemmia è anticipata e il vino potrebbe segnare riduzioni delle rese del 5-10% in alcune aree, con differenze significative tra vigneti irrigati e non irrigati. La campagna olearia potrebbe partire in anticipo, con una produzione al momento stimata nella media. In Abruzzo, dopo 130 giorni senza pioggia, le ripercussioni interessano soprattutto vino e olio: nelle aree non irrigate la perdita della produzione di uva è stimata intorno al 50%, mentre per l’olivo si aggira tra il 20 e il 30%. Nelle zone montane prati e pascoli hanno subito danni tra il 40 e il 60%.

Al Sud e nelle Isole il caldo e lo stress idrico stanno colpendo soprattutto l’ortofrutta. In Puglia particolarmente pesante è la situazione di pomodoro e angurie, con forti cali delle quantità raccolte e problemi di pezzatura e qualità. In sofferenza anche l’uva da tavola, mentre il caldo sta incidendo sulle olive, con fenomeni di avvizzimento e possibili ripercussioni sulle rese.
In Calabria le condizioni di caldo persistente e l’elevata umidità stanno determinando forte stress sulle colture: per gli agrumi si stimano perdite tra il 30 e il 40%, con scottature e cascola, mentre foraggi e seminativi registrano rese inferiori. Aumentano anche i costi di irrigazione ed energia.
In Sardegna il grande caldo continua a mettere sotto pressione le aziende, nonostante le irrigazioni abbiano consentito di contenere in parte le perdite. Particolarmente grave la situazione del carciofo, con aziende costrette a ripiantare dopo aver perso gran parte delle piante, con un raddoppio della spesa. Forti carenze si registrano anche per verdure a foglia e insalate, mentre sono sotto osservazione agrumi e oliveti.
Alla crisi produttiva si aggiunge dunque quella economica, con il combinato disposto tra minore disponibilità di prodotto, maggiori costi di irrigazione ed energia e prezzi alla produzione spesso sotto pressione.
La situazione conferma l'urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l'Italia riesce infatti a trattenere appena l'11% dell'acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli – spiega Coldiretti –, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.
Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche. (im)
Fonte: Coldiretti



















