Dal campo
Carote, il caldo brucia il raccolto in Francia: perse fino al 50% delle giovani piante
Caldo, siccità e vento: nel bacino di Mont-Saint-Michel e Cotentin raccolti estivi inferiori del 30% alle attese

La carota è una delle colture orticole che stanno pagando più caro il conto dell'estate rovente in Francia. Nelle Hauts-de-France, una delle principali aree produttive del Paese, fino al 50% delle giovani carote è andato perso a causa di condizioni climatiche avverse.
A riportare il dato è Le Monde, che già a inizio luglio segnalava come le prime ondate di calore avessero compromesso il potenziale produttivo degli ortaggi francesi. Per il comparto degli ortaggi freschi, il ministero dell'Agricoltura stimava una riduzione del 15-20% del potenziale di raccolta, con le carote tra le colture maggiormente esposte.
Il problema è stato soprattutto nelle prime fasi del ciclo. Temperature elevate, assenza di piogge e vento caldo hanno messo sotto stress le giovani piante, rallentandone lo sviluppo e aumentando le fallanze. Una combinazione particolarmente critica per una coltura che necessita di adeguata disponibilità idrica per garantire sviluppo e calibro. La situazione si è aggravata nel corso dell'estate. Secondo Le Monde, nell'area del Mont-Saint-Michel e della penisola del Cotentin, importante bacino produttivo francese con circa 25mila tonnellate di carote all'anno, il raccolto estivo è risultato inferiore del 30% rispetto alle attese.
A pesare è stata soprattutto la siccità. Secondo Météo-France, luglio 2026 è stato il mese più caldo mai registrato in Francia, con precipitazioni inferiori di circa il 70% rispetto alla norma. A metà agosto, inoltre, il 77% del territorio francese presentava condizioni di siccità dei suoli definite eccezionali.

Per la filiera della carota il tema è quindi duplice: resa e continuità dell'offerta. La perdita delle giovani coltivazioni significa infatti meno prodotto disponibile nei mesi successivi e una maggiore difficoltà nel garantire i normali programmi di approvvigionamento.
Il caso francese mostra quanto la disponibilità d'acqua stia diventando un fattore sempre più determinante per la produzione di ortaggi. E la carota, coltura destinata prevalentemente al mercato fresco, è particolarmente sensibile alle variazioni di resa e calibro.
Per la Gdo europea il rischio è concreto: meno carote prodotte in Francia significa maggiore pressione sull'approvvigionamento, proprio in una fase in cui la variabilità climatica rende più difficile programmare i volumi. La campagna francese diventa così un nuovo campanello d'allarme per l'orticoltura europea: quando caldo e siccità colpiscono le prime fasi del ciclo, il problema non resta nei campi, ma può arrivare fino allo scaffale. (ga)




















