Dal campo
Meteo estremo e "frutta cotta": il bilancio d'estate pesante di Confcooperative Romagna-Estense
Danni al prodotto e resa futura delle piante a rischio: l'analisi di Savini per salvare il pilastro cesenate

Un'estate così torrida ha inevitabilmente colpito al cuore il comparto agricolo, da sempre vulnerabile al clima. Come riporta il Resto del Carlino, il bilancio per le colture è pesante: notti caldissime, carenza idrica, nubifragi, grandine, raffiche devastanti e il proliferare degli insetti.
“Il nostro territorio - commenta Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense che fa un bilancio di questa estate che non accenna ad allentare la sua morsa – vanta grandi cooperative agroalimentari, tra le più importanti del Paese, imprese che hanno investito molto in termini di organizzazione e produzione, innovando e aggregandosi, ma che oggi si trovano davanti a una grande sfida dettata da un cambiamento climatico diventato strutturale.
A volte è necessario cambiare le cose quando ancora funzionano e il clima impone innovazioni importanti in tema di tecniche di coltivazione e di allevamento, varietà, organizzazione del lavoro. La strada migliore rimane l’aggregazione, le nostre cooperative hanno dimostrato di essere forti e capaci di affrontare crisi e mercati difficili creando filiere robuste. Ma non vanno lasciate da sole”.
L'ortofrutta
Si rendono necessari interventi drastici, dettati da un quadro d'insieme decisamente problematico. L'ortofrutticoltura — pilastro storico dell'economia e dell'identità di Cesena e dell'intera Romagna, un patrimonio che oggi appare sempre più vulnerabile — sta evidenziando, come sottolinea Confcooperative Romagna-Estense, “maturazioni anticipate, problemi a raggiungere pezzature soddisfacenti e danni da scottature”. Questa situazione ha affaticato enormemente le coltivazioni, con ripercussioni sia sulla resa futura delle piante sia sulla stabilità dei prezzi. Il clima estremo ha inoltre complicato l'attività quotidiana sia nelle campagne sia nei centri di stoccaggio. “La tenuta delle aziende agricole viene messa a serio rischio - dice Savini - soprattutto di quelle più piccole. Qui l’aggregazione e la grande cooperazione può fare la differenza e tutelare i produttori”.
Le prospettive per la viticoltura
Criticità analoghe interessano il settore vitivinicolo: il caldo anomalo ha accelerato i tempi di maturazione dei grappoli, imponendo manovre d'emergenza lungo l'intera catena produttiva. “Per il futuro di questo comparto, che fa i conti anche con un notevole calo dei consumi - commenta Savini - diventa prioritario intercettare i bisogni e le esigenze di un nuovo mercato mondiale”. (im)



















