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martedì 2 agosto 2022


Avocado, ora si coltiva anche in Liguria

Si chiamano Umberto e Cristina Vidotto i due fratelli liguri che hanno deciso di puntare sulla coltivazione dell’avocado nella riviera ligure. Il progetto, che è stato creato durante la pandemia, prende il nome di Avocado in Riviera e può già contare su un logo definito e una pagina instagram.

Come riportato dalla testata agronotizie.com, il progetto è nato dalla passione delle piante tropicali ereditata dal padre. “È partito tutto con un viaggio - racconta Umberto - Da piccoli viaggiavamo molto spesso con loro in camper. Di ritorno da un viaggio in Spagna, oltre a piante di agrumi, mio padre ne prese qualcuna di avocado e le mise nel piccolo terreno che abbiamo qua a Ospedaletti, in provincia di Imperia, tra Sanremo e Bordighera".


Umberto e Cristina Vidotto

I primi frutti del progetto sono arrivati anno scorso e le piante ora hanno circa 15-20 anni. Se prima la produzione era minima e dedicata interamente al consumo familiare, ora ogni pianta produce circa 150-200 avocado. I frutti sono distribuiti in pacchetti brandizzati con il logo in sacchetti da due, quattro o sei pezzi.

Il progetto è iniziato con una quarantina di piante di avocado acquistate da Umberto in un vivaio e che ora “hanno già iniziato a fare qualche frutto e spero che nei prossimi tre-quattro anni entrino a regime aumentando esponenzialmente la produzione” spiega il fondatore di Avocado in Riviera.
“A queste si aggiungono una cinquantina di piante nate da seme – continua l’articolo - alte 30 centimetri, che Umberto e suo padre stanno innestando. Tre sono le varietà coltivate da Avocado in Riviera: Hass, Fuerte e Bacon”. 

“La varietà Hass - spiega Umberto - con la buccia ruvida e colore violaceo, è quella che si trova più spesso al supermercato perché si conserva meglio ed è più resistente nel trasporto. Un avocado Hass maturo si presenta come burroso e cremoso e un frutto pesa circa 170 grammi”.
Hanno invece un sapore più delicato gli avocado della varietà Fuerte, che sono “meno resistenti rispetto all'Hass e il loro colore non cambia con la maturazione. I frutti sono più grandi, arrivano infatti a 220 grammi ma anche oltre” precisa Umberto.
La terza varietà, Bacon, è ancora da scoprire perché si tratta delle piante messe da Umberto e questo è il loro primo anno di produzione.


“Il Fuerte quest'anno ha prodotto tanto - conclude Umberto - Fino all'anno scorso la produzione non è stata granché, lo tenevamo per l'impollinazione e per favorire la produzione degli Hass, quest'anno invece siamo invasi di Fuerte. La decisione di prendere anche la varietà Bacon è stata presa proprio perché il Fuerte fino ad allora produceva poco e dato che anche Bacon fa parte del gruppo B aiuterà l'impollinazione dell'Hass. E poi vedremo come si comporta a livello di produzione e com'è il sapore...Quest'anno li assaggeremo per la prima volta".
 
Nessun problema con l’irrigazione: "Noi bagniamo venti minuti ogni due giorni, ma solo da maggio ad agosto-settembre, gli altri mesi non bagniamo - illustrano i due fondatori - Per fortuna di grandi spese al momento non ne abbiamo avute, l'unica spesa rilevante è per la manovalanza, per tagliare l'erba e tener pulito il terreno".

Per ora l’unica preoccupazione è relativa al meteo: “Speriamo che d'inverno le temperature non vadano troppo sottozero perché sarebbe un grosso rischio. Per ora d'inverno le piantine più piccole le copriamo con ‘il velo da sposa' intorno, ma lo scorso inverno non ce n'è stato nemmeno bisogno".
Per il futuro, è già stato programmato l’acquisto di una piccola stazione meteo per monitorare pioggia, temperatura e vento: essendo la riviera ligure una zona molto battuta dal vento le piante più piccole potrebbero patire e Umberto e Cristina stanno pensando di attrezzarsi con dei paraventi.

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