Attualità
Agricoltura, il futuro non si improvvisa: Apofruit investe sui giovani
Il Gruppo Giovani diventa un asset strategico per affrontare il nodo del ricambio generazionale e preparare anche la futura governance

Senza giovani, l’agricoltura non ha semplicemente un problema: non ha futuro. Il ricambio generazionale è oggi una delle criticità più urgenti per il settore agricolo e, di riflesso, per l’ortofrutta. Perché senza l’innesto di nuovi imprenditori, capaci di prendere in mano aziende familiari o avviare nuovi percorsi produttivi, la tenuta stessa del sistema è destinata a indebolirsi.
La domanda, quindi, è sempre più centrale: come avvicinare i giovani all’agricoltura? E, soprattutto, come evitare che se ne allontanino proprio quando potrebbero raccogliere il testimone dell’azienda di famiglia?
Gli elementi che frenano le nuove generazioni sono noti: la fatica del lavoro agricolo, l’incertezza climatica, la difficoltà di costruire redditività, la complessità gestionale e normativa. Meno conosciute, invece, sono le esperienze concrete che alcune imprese e cooperative stanno mettendo in campo per accompagnare i giovani, coinvolgerli e renderli parte attiva dei processi decisionali.
In questo senso merita attenzione il percorso avviato da Apofruit Italia, uno dei principali player del settore, che ha strutturato al proprio interno un vero e proprio Gruppo Giovani. Non un’iniziativa occasionale, ma un progetto organizzato, con risorse dedicate e una governance definita.

“Il Gruppo Giovani gode di un budget deciso dal Cda e ha un direttivo che coordina e gestisce le attività”, spiega il presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti. “È un asset sul quale puntiamo molto, perché il tema del ricambio generazionale è sotto gli occhi di tutti: l’età media delle aziende agricole italiane continua ad alzarsi e non è semplice trattenere i giovani. Per farlo occorre essere parte attiva, agendo da un lato sulle progettualità strategiche capaci di generare reddito e, dall’altro, coinvolgendoli, stimolandoli, ascoltando le loro esigenze e rendendoli partecipi delle diverse attività della cooperativa”.

Il Gruppo Giovani è presente in Apofruit da più di venti anni e da due anni ha iniziato un percorso che vede un modello con una struttura più definita e un programma di lavoro durante tutto l’anno.
“Abbiamo costituito un comitato direttivo, composto dai ragazzi, che si riunisce ogni due settimane e definisce e coordina le attività da sviluppare”, racconta Martino Benzoni, consigliere Apofruit e presidente Canova, che insieme al consigliere Alberto Faggioli ha dato impulso allo sviluppo del gruppo. “È stato inoltre introdotto un regolamento, che prevede la partecipazione al gruppo solo di soci produttori o coadiuvanti under 40”.

La partecipazione, però, non si esaurisce in incontri formali o momenti sporadici. Il cuore del progetto è la costruzione di una relazione vera tra giovani soci, provenienti da territori anche molto diversi tra loro.
“Ci tengo a rimarcare che gli incontri, mediamente quattro o cinque all’anno, sono obbligatoriamente in presenza”, sottolinea Benzoni. “È vedendosi di persona che si costruisce un vero gruppo, capace di creare legami tra i partecipanti e di far emergere concretamente le esigenze di ogni socio. Coinvolgiamo tutte le zone in cui Apofruit è presente: dall’Emilia-Romagna al Veneto, dal Lazio alla Basilicata, fino a Calabria e Sicilia. È fondamentale che le nuove leve dei diversi territori si conoscano, si confrontino e approfondiscano temi di interesse comune e criticità condivise”.
Per rendere possibile questa partecipazione, la cooperativa sostiene anche gli aspetti organizzativi. “Apofruit mette i giovani nelle condizioni di partecipare, rimborsando le spese di trasferimento e soggiorno, perché gli incontri si sviluppano mediamente su uno o due giorni. Sono pochi momenti durante l’anno, ma ben strutturati e di qualità”.

I contenuti affrontati spaziano su più livelli, dalla formazione tecnica alla gestione aziendale. “Si passa dall’approfondimento di tematiche specifiche, dalla tecnica alla contabilità fino alla gestione della manodopera, con il supporto di esperti, alla visita di realtà diverse e innovative”, prosegue Benzoni. “Crediamo che la contaminazione e l’apertura a nuovi scenari siano sempre un valore aggiunto. Naturalmente vengono approfonditi anche i temi legati alla cooperativa: dalla gestione del prodotto nei magazzini agli aspetti commerciali, fino al coordinamento produttivo delle diverse zone. Non meno importante è la volontà di trasmettere ai giovani i valori della cooperazione”.
L’aspetto valoriale, infatti, è uno dei punti centrali del progetto. La sostenibilità economica delle aziende resta imprescindibile, ma all’interno di una cooperativa conta anche la consapevolezza del modello di cui si fa parte.
“Le aziende devono fare reddito, questo è evidente”, osserva Benzoni. “Ma chi è dentro una cooperativa deve ricordare anche i valori che questo modello porta con sé. Notiamo che i giovani soci agricoltori, toccando con mano questi aspetti, acquisiscono una consapevolezza molto maggiore. Ed è un passaggio importante anche in ottica futura, perché non dobbiamo dimenticare il tema della governance”.

Il ricambio generazionale, infatti, non riguarda soltanto la base produttiva, ma anche gli organismi apicali delle cooperative. “I Cda delle cooperative agricole sono composti da soci. Se non si lavora sulla base per creare un vivaio di nuove competenze e responsabilità, in prospettiva potranno emergere criticità anche nella governance”.
A raccontare il valore concreto del gruppo è anche Chiara Bonetti, socia Apofruit dell’areale di Bologna, under 30, che coordina le attività del comitato direttivo dei giovani. “Siamo una trentina di aziende da tutta Italia e io aiuto a coordinare le attività”, spiega. “Avere la possibilità di conoscere meglio la cooperativa in tutte le sue sfaccettature, a partire dai soci delle altre zone, è molto importante per capire davvero il sistema di cui facciamo parte. Vedere altre realtà, approfondire temi specifici e confrontarsi con esperienze diverse sono elementi fondamentali per sviluppare le proprie aziende”.

Ma il valore più forte, secondo Bonetti, è la creazione di una rete tra pari. “Uno degli aspetti più importanti è proprio la capacità di costruire un gruppo in cui ci si aiuta a vicenda e ci si confronta continuamente. Ci si dà una mano: se ho un problema posso chiamare qualcuno del gruppo che so essere competente su quel tema, e lo stesso vale al contrario. Così proseguire nell’attività agricola diventa certamente più facile e più stimolante”.
Per Apofruit, dunque, il Gruppo Giovani non è un progetto accessorio, ma una leva strategica per la continuità della cooperativa e delle imprese agricole che ne fanno parte.
“Il Gruppo Giovani è per Apofruit un elemento strategico, che aiuteremo sempre di più”, conclude Zanotti. “Senza giovani non c’è futuro. Ben vengano le politiche e gli incentivi, ma senza una guida, senza una direzione e una visione chiara è complicatissimo farli restare in agricoltura. È qui che la cooperativa può e vuole fare la differenza. In un contesto in cui molte aziende chiudono e tanti giovani faticano a proseguire l’attività di famiglia, una cooperativa strutturata come Apofruit si candida a sostenere e ad accompagnare tutti i soci, soprattutto quelli giovani”. (lg)



















