Arance, continuano i carichi contaminati dal Sudafrica

Gli agrumi sequestrati presentavano segni evidenti della macchia nera

Arance, continuano i carichi contaminati dal Sudafrica

Il Sudafrica è nel mirino dell'autorità per i controlli fitosanitari della UE sull'ortofrutta. Considerate le cinque spedizioni recentemente bloccate per il parassita Phyllosticta citricarpa (il fungo che causa la macchia nera degli agrumi, ndr), che si sommano alle 33 intercettazioni di macchia nera finora rilevate nella campagna di esportazione verso l'Europa, il Paese batte il record di 38 rifiuti di agrumi affetti da macchia nera

Come riporta la testata Valenciafruits.com, “questo valore è già il secondo più alto della storia di questo pericoloso fungo per il Sus Africa ma, molto probabilmente, diventerà il primo quando nei risultati delle ispezioni sul resto della stagione verranno conteggiati i mesi di Ottobre e novembre”.

Gli interventi di Intercitrus e Ava-Asaja
Che il Paese fosse sulla ‘cattiva strada’ era già noto, come aveva avvisato anche l’associazione Intercitrus nei mesi scorsi. 
La lotta alla macchia nera (anche detta Black Spot, ndr) è infatti prioritaria in Europa e i controlli vengono eseguiti con cadenze regolari.
L’interprofessione commenta con queste parole il caso sudafricano: “È evidente che i sudafricani non sono in grado di tenere a bada la Macchia Nera e siamo anche certi che quest’anno non stanno rispettando il trattamento a freddo contro la Falsa Cydia approvato nel 2022".

Ad intervenire sul caso è anche l' Associazione degli agricoltori valenciani (Ava-Asaja), che – come riporta revistamercados.com - denuncia: "Questo numero di intercettazioni di macchie nere negli agrumi sudafricani è scandaloso e pone la Commissione europea in una posizione insostenibile e vergognosa". Per questo chiede agli eurodeputati di promuovere “provvedimenti nei confronti dei commissari, delle direzioni generali e dei leader politici con poteri in materia se non chiuderanno a tempo indeterminato le frontiere a tutti gli agrumi del Sudafrica finché gli ispettori comunitari non verificheranno che questo Paese è in grado di garantire la salute delle piante. Finché continueranno a guardare dall'altra parte, saranno complici di un rischio fitosanitario intollerabile che minaccia l'agrumicoltura europea a causa di particolari interessi commerciali".

Non solo macchia nera sulle arance
Ma le arance non sono gli unici agrumi contaminati provenienti dal Paese sudafricano, perché il rapporto mensile dell’Unione Europea segnala anche l’intercettazione della falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta, ndr) in una spedizione di mandarini.
A questo proposito, Ava-Asaja vverte che “questa nuova scoperta di falsa falena nei mandarini sudafricani evidenzia ancora una volta la necessità di estendere il trattamento a freddo a tutte le spaecie di agrumi che corrono il rischio di diffondere questo parassita da quarantena”.

Un ‘cold treatment’ errato alla base delle problematiche
Infine, l’interprofessionale mette in guardia sulle modalità di esecuzione del trattamento a freddo in Sudafrica: “Il Paese africano – specificano – non applica la temperatura indicata alla parte centrale del frutto come previsto dalla normativa, lasciando i frutti a temperatura ambiente. Quindi non è garantita l’eventuale eliminazione di eventuali larve di parassiti all’interno dei frutti”.  

Fonte foto: Intercitrus