Bayer presenta: il pomodoro italiano tra competizione globale e identità di filiera

Riuniti produttori e Gdo a Macfrut per definire le nuove strategie su residui, valore e standard

Bayer presenta: il pomodoro italiano tra competizione globale e identità di filiera

In occasione di Macfrut, Bayer ha organizzato mercoledì 22 aprile a Rimini l’incontro “Agrivision – il pomodoro italiano tra competizione globale e identità di filiera”, una tavola rotonda dedicata al tema della qualità del pomodoro lungo l’intera filiera: dalle scelte genetiche alle pratiche produttive, fino alle richieste della grande distribuzione e alle aspettative del consumatore finale.

Nel corso dell’evento, moderato da Ciro Lazzarin di Agri2000Net, si è discusso del ruolo della produzione di pomodoro italiana nel contesto europeo, con un confronto con Paesi storicamente rilevanti come la Spagna e uno sguardo ai nuovi attori emergenti, tra cui la Polonia. Il dibattito ha messo in evidenza come l’Italia rappresenti un player rilevante e in crescita, chiamato a rafforzare la propria competitività attraverso scelte strategiche condivise e una visione sempre più orientata alla filiera. Al centro del confronto, il tema della qualità, affrontato come un concetto multidimensionale e interpretato dai diversi attori del sistema – produttori, grande distribuzione, servizi tecnici e consumatore finale. L’attenzione si è concentrata su standard produttivi, gestione dei residui, continuità dell’offerta e identità di marca, individuati come leve di competitività fondamentali.

“La qualità del pomodoro non è solo una caratteristica del prodotto finale, ma il risultato di un equilibrio tecnico che si costruisce nel tempo in campo. Bayer contribuisce mettendo a disposizione soluzioni tecniche, strumenti digitali e creando occasioni di confronto lungo la filiera; è però grazie al lavoro quotidiano dei tecnici che questi strumenti si traducono in risultati concreti e sostenibili. Assicurare standard elevati, continuità produttiva e livelli di residui sempre più contenuti è oggi una sfida complessa per le aziende agricole, che richiede un approccio integrato e sistemico”, ha affermato Ignazio Romeo, Crop Solution Expert Bayer Crop Science Italia.

“La genetica rappresenta un fattore strategico centrale lungo l’intera filiera orticola, in grado di influenzare in modo determinante produttività, qualità, sostenibilità e valore commerciale del prodotto finale. Il nostro lavoro è orientato a rispondere alle esigenze di tre interlocutori chiave – produttore, distribuzione e consumatore – attraverso un attento bilanciamento tra resistenze genetiche, caratteristiche agronomiche, conservabilità e qualità organolettica, con una particolare attenzione all’ adattabilità alle diverse condizioni di coltivazione mantenendo costante la qualità del prodotto finale”, ha spiegato Paolo Pesaresi, Unit Portfolio Activation Lead Vegetables by Bayer Italia.

Giuseppe Giannilivigni, Buyer Pomodoro Coop Italia, ha illustrato le richieste della grande distribuzione organizzata, evidenziando la centralità di sapore, aroma, consistenza e tenuta della buccia. Ha inoltre richiamato l’importanza della selezione varietale diretta, delle prove varietali condotte in diversi areali e dell’utilizzo di panel di laboratorio per la valutazione qualitativa. Nel suo intervento è stata sottolineata anche la rilevanza della sostenibilità economica per i produttori, della continuità produttiva come parte integrante della qualità e dell’attenzione ai residui all’interno del codice qualità Coop.

Antonio Russo, Responsabile Centro di Saggio Agri2000Net, ha descritto protocolli di produzione orientati a obiettivi chiari di qualità, basati su strategie flessibili adattate alle singole aziende e su una pianificazione fondata su dati, analisi e monitoraggi. Un approccio che valorizza tecniche sostenibili, strumenti decisionali integrati e l’evoluzione della difesa verso sistemi sempre più integrati.

Salvatore Lentinello, Presidente Cooperativa Punta delle Formiche, ha portato infine il punto di vista dei produttori, descrivendo realtà aziendali piccole e familiari, caratterizzate da forti differenze pedologiche. In questo contesto, il concetto di qualità si estende oltre gli aspetti organolettici e visivi, includendo disciplinari produttivi, gestione dei residui e organizzazione della produzione.

L’incontro ha confermato come la competitività del pomodoro italiano passi sempre più da un approccio di filiera condiviso, capace di integrare genetica, tecnica agronomica, esigenze di mercato e sostenibilità economica per i produttori. Il dialogo tra tutti gli attori coinvolti emerge così come una condizione essenziale per valorizzare la qualità reale del prodotto e rafforzare il posizionamento del Made in Italy nel panorama europeo e internazionale. (lg)

Fonte: Ufficio Stampa Bayer