Difesa delle piante, a Macfrut il confronto tra norme, ricerca e filiera

Il convegno organizzato da CSO Italy e Zespri: tra regole e innovazione

Difesa delle piante, a Macfrut il confronto tra norme, ricerca e filiera

Si è tenuto il 21 aprile nell’ambito del Macfrut un importante momento di confronto sulla materia fitosanitaria che ha riunito esperti della ricerca, delle istituzioni e del mondo produttivo per fare un punto sullo stato dell’arte della protezione delle piante tra sfide normative e progresso tecnologico.
L’evento ha visto l’alternarsi di due tavole rotonde focalizzate sulle strategie politiche e sulle soluzioni tecniche operative.
I lavori si sono aperti con i saluti di Valeria Racemoli (Zespri) e di Elisa Macchi, direttrice di CSO Italy, che ha sottolineato l'impegno costante dell’Ufficio Fitosanitario di CSO Italy nel dare supporto al mondo produttivo per garantire la disponibilità dei mezzi di difesa grazie alla stretta sinergia con Assomela, Fruitimprese e ACI.

La prima tavola rotonda, moderata da Giovanni Missanelli (direttore di Assomela e coordinatore dell'Ufficio Fitosanitario CSO Italy), ha esplorato il delicato equilibrio tra regolamenti e necessità produttive.

Bruno Caio Faraglia (MASAF) ha evidenziato il passaggio terminologico e strategico verso il concetto di “protezione delle piante”, sottolineando le potenzialità del pacchetto OMNIBUS in tema di semplificazione e le modifiche al Regolamento 1107 riguardante i processi autorizzativi delle sostanze attive. Fondamentale è la tecnologia legata alle modalità dei trattamenti, concetto ripreso da Alberto Cavazzini (Direttore Scientifico CREA) che ha ribadito come lo sviluppo tecnologico e le biotecnologie siano imprescindibili per ottenere piante autosufficienti, pur necessitando dei giusti tempi di ricerca e di una rigorosa validazione dei dati predittivi.

Marco Salvi (Presidente Fruitimprese) ha sottolineato con rammarico le conseguenze della politica europea che ha messo a rischio le attività delle imprese complicando uno scenario normativo dopo la positiva adozione, anni addietro, della produzione integrata. Ha inoltre sollecitato una maggiore reciprocità nell’uso delle sostanze attive tra i Paesi UE e il mutuo riconoscimento (Art. 53) all’interno di aree omogenee. 

Claudio Mazzini (Coop Italia) ha ricordato l’importanza di rispondere alle esigenze del consumatore che chiede sostenibilità ambientale e rispetto della salute. L’atteggiamento di Coop è collaborativo e costruttivo nella ricerca di soluzioni. Ma un fatto è centrale: la transizione deve essere fatta garantendo la possibilità di produrre. E’ necessario rispondere alle sfide con una maggiore consapevolezza e con scelte economiche giuste e condivise.
La seconda parte dell’evento ha posto l’attenzione sulla filiera del kiwi: “Ripensare la difesa del kiwi: Integrazione, Efficacia e sostenibilità” affrontando in chiave operativa le sfide fitosanitarie, normative e produttive che oggi interessano questa coltura strategica. Il panel ha evidenziato l’importanza di un approccio integrato alla difesa, capace di coniugare efficacia agronomica e sostenibilità, in un contesto caratterizzato da una progressiva riduzione delle sostanze attive disponibili e da crescenti pressioni climatiche.

La tavola rotonda, moderata da Irene Donati di Zespri, ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, con il contributo di esperti dell’Università di Bologna e dell’Università Politecnica delle Marche, insieme a professionisti del settore, portando evidenze scientifiche e risultati di ricerca applicata a supporto delle decisioni tecniche della filiera.
Tra i temi chiave discussi, la gestione integrata della cimice asiatica, il ruolo del controllo biologico e le prospettive offerte da nuove tecnologie di difesa, come l’RNA interference. Il panel ha confermato il valore di un dialogo strutturato tra ricerca, filiera e mercato per costruire soluzioni sostenibili e resilienti nel lungo periodo. (lg)

Fonte: Ufficio Stampa CSO Italy