Dal campo
ColtivaItalia, il mondo agricolo promuove il piano: attesa per l'arrivo delle risorse
Misure necessarie per contrastare i costi di produzione e rafforzare le filiere

Una boccata d'ossigeno per l'agricoltura italiana, chiamata a fare i conti con costi di produzione elevati, nuove sfide competitive e la necessità di rafforzare le proprie filiere. Con oltre un miliardo di euro di risorse stanziate per il triennio 2027-2029, il ddl ColtivaItalia punta a sostenere le imprese agricole, favorire il ricambio generazionale e consolidare la sovranità alimentare del Paese. Il via libera definitivo del Senato segna un passaggio importante per l'attuazione delle misure previste, che spaziano dal sostegno alle produzioni nazionali alla semplificazione burocratica, dai controlli sull'origine dei prodotti agli investimenti in innovazione. Ora l'attenzione si concentra sui decreti attuativi e sulla tempestiva erogazione delle risorse, affinché gli interventi possano tradursi in opportunità concrete per le aziende agricole.
COPAGRI: ColtivaItalia, misure strategiche per filiere e ricambio generazionale
“L’entità delle risorse stanziate con il cosiddetto ‘ColtivaItalia’, pari a oltre 1 miliardo di euro per il triennio 2027-29, così come la pluralità degli strumenti previsti, rappresentano una importante iniezione di fiducia e liquidità a favore dei produttori agricoli, stretti da mesi nella morsa tra il caro prezzi e il calo delle quotazioni; ora diventa fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei numerosi decreti attuativi previsti dal testo, così da rispettare la previsione di avere le risorse già a partire dai primi mesi del 2027”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, salutando con favore il via libera del Senato alla legge con misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo.
“I numerosi interventi del ColtivaItalia, combinando investimenti, politiche di filiera e promozione del ricambio generazionale, concorreranno certamente a rafforzare la competitività delle imprese, favorendo l’ingresso di una nuova generazione di imprenditori e assicurando continuità e sviluppo al sistema agroalimentare”, osserva Battista, ricordando che la maggior parte delle risorse stanziate, pari a 900 milioni di euro, sono a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-27 e pertanto, come previsto dalle norme comunitarie che ne regolano il funzionamento, saranno destinate almeno per l’80% al Mezzogiorno.
“Particolarmente positive appaiono, poi, le misure per incentivare l’imprenditoria giovanile e femminile, attraverso il rifinanziamento del regime di autoimprenditorialità in agricoltura e la concessione in comodato gratuito ai giovani imprenditori dei terreni agricoli rimasti invenduti nell’ambito delle procedure di dismissione”, prosegue Battista, ad avviso del quale “l’accesso alla terra e al credito continuano a rappresentare i principali ostacoli che frenano sensibilmente il ricambio generazionale nel settore agricolo”.
“Vengono incontro alle esigenze del settore e alle richieste della Copagri, infine, anche le modifiche al testo sulle pratiche sleali, nonché la sospensione di mutui e finanziamenti per le imprese colpite da epizoozie nel 2025, i crediti d’imposta per i contratti di filiera del frumento, le misure in favore delle imprese suinicole colpite dalla PSA, il sostegno alla ricerca agricola, la previsione di nominare un commissario straordinario per la Xylella, gli interventi per la formazione obbligatoria entro trenta giorni, la proroga delle scadenze sul deflusso ecologico e l’istituzione al Masaf di una Banca dati dei profili analitici di autenticità per verificare l’origine e la composizione dei prodotti agroalimentari”, conclude il presidente della Copagri.
COLDIRETTI: ColtivaItalia, accolte le nostre richieste su filiere, controlli e semplificazione
Il via libera definitivo del Senato al ColtivaItalia rappresenta un risultato importante per il mondo agricolo e un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, sostenere le produzioni nazionali, restituire reddito alle imprese e salvaguardare la salute dei cittadini. Il provvedimento mette in campo oltre un miliardo di euro di risorse e recepisce numerose proposte avanzate da Coldiretti, intervenendo su questioni strategiche come la semplificazione burocratica, i contratti di filiera, i controlli sull’origine dei prodotti, il ricambio generazionale e il rilancio di comparti fondamentali. È quanto afferma Coldiretti nell'esprimere soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge promosso dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Particolarmente importante è la battaglia contro l’Italian sounding fatto in Italia, che sottrae ogni anno 20 miliardi di euro al reddito degli agricoltori, alimentando traffici e speculazioni lungo la filiera e ingannando i consumatori. Tra le innovazioni più significative c'è, infatti, l'istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che consentirà di utilizzare strumenti scientifici avanzati, dalla risonanza magnetica alla mappa genomica e alla mappatura isotopica, per verificare l'effettiva origine delle produzioni. Un salto di qualità nella trasparenza e nella capacità di contrastare frodi, falsificazioni e speculazioni che danneggiano gli agricoltori e mettono a rischio la fiducia dei consumatori. Per Coldiretti è ora importante che gli esiti di questi controlli possano assumere pieno valore probatorio nei procedimenti giudiziari.
Determinante anche il rafforzamento dei contratti di filiera, strumento essenziale per valorizzare le produzioni 100% italiane e garantire una distribuzione più equilibrata del valore lungo il percorso dal campo alla tavola. Gli accordi pluriennali assicurano maggiore stabilità ai redditi agricoli, favoriscono gli investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione e contribuiscono a rafforzare la capacità produttiva nazionale. Una svolta sul versante della semplificazione arriva anche dal rafforzamento del ruolo dei Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa), ai quali potranno essere affidate le istruttorie delle pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali. Un cambiamento che punta a ridurre gli adempimenti a carico delle aziende, snellire le procedure e abbreviare i tempi di risposta della pubblica amministrazione.
Un altro risultato importante riguarda il contrasto alle pratiche commerciali sleali, una battaglia storica di Coldiretti. Le nuove disposizioni puntano ad accelerare il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati e a rafforzare gli strumenti di tutela contro comportamenti scorretti, per assicurare rapporti più equilibrati tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare. Interventi di semplificazione riguardano anche il lavoro agricolo. Come richiesto da Coldiretti, la formazione obbligatoria sulla sicurezza per gli operai impiegati in mansioni semplici potrà essere avviata dopo l'assunzione o l'inizio dell'attività lavorativa e completata entro 30 giorni, con termini proporzionati alla durata dei rapporti di lavoro più brevi. Spazio anche all'innovazione, con risorse per sostenere l'agromeccanica di precisione, l'intelligenza artificiale, la sensoristica avanzata e la meccatronica. Un percorso che si affianca all'impegno di Coldiretti Next con il Polo Digitale realizzato nell'ambito del Pnrr, che ha promosso il primo grande censimento sul livello di digitalizzazione delle imprese agricole italiane, coinvolgendo circa diecimila aziende. Per favorire il ricambio generazionale, il provvedimento stanzia inoltre 150 milioni di euro per facilitare l'accesso al credito e alla terra da parte dei giovani imprenditori agricoli, intervenendo su due degli ostacoli principali all'ingresso delle nuove generazioni nel settore, insieme al peso degli adempimenti burocratici. Ora la battaglia si sposta in Europa – conclude Coldiretti - per garantire risorse adeguate nella nuova Pac in un momento in cui la strategicità del cibo è diventata sempre più evidente e centrale rispetto alle crescenti tensioni geopolitiche.
CIA: via libera a ColtivaItalia, ora servono tempi rapidi
Dopo una lunga attesa, arriva finalmente l’approvazione del ddl ColtivaItalia, un provvedimento necessario per dare ossigeno a un settore sempre più sotto pressione. Ma ora è fondamentale accelerare sui decreti attuativi, perché le emergenze non aspettano e le risorse stanziate devono tradursi al più presto in aiuti concreti per le imprese agricole. È quanto sottolinea Cia-Agricoltori Italiani, commentando il via libera definitivo al disegno di legge. “Queste misure sono indispensabili in una fase in cui la tenuta delle aziende è messa a dura prova dagli effetti della crisi climatica ed energetica, a partire dall’aumento abnorme dei costi di produzione -dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Adesso la priorità è dare piena operatività al provvedimento, senza lasciare che i tempi della burocrazia vanifichino gli effetti degli stanziamenti del governo. Gli agricoltori hanno bisogno di strumenti immediatamente disponibili per affrontare una situazione sempre più difficile”.
In particolare, per Cia sono fondamentali gli interventi a sostegno delle filiere produttive più in sofferenza, soprattutto nel Centro-Sud. Altrettanto rilevanti quelli dedicati al ricambio generazionale e all’imprenditoria femminile, per favorire l’accesso alla terra e il recupero dei terreni abbandonati, anche in un’ottica di tutela del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico e freno allo spopolamento delle aree interne. Centrali, inoltre, gli investimenti in ricerca e digitale, indispensabili per accompagnare le imprese verso modelli produttivi più innovativi e resilienti ai cambiamenti climatici, così come la nomina di un Commissario straordinario nazionale per la Xylella, una richiesta sostenuta con forza da Cia. Da valorizzare anche le misure di sostegno creditizio per le imprese colpite da emergenze fitosanitarie e malattie animali, in primis la peste suina africana. “ColtivaItalia deve tradursi in un impulso concreto alla competitività delle nostre imprese -conclude Fini-. Il risultato, adesso, si misurerà sulla capacità di far arrivare le risorse nei campi, in tempi compatibili con le esigenze di chi ogni giorno continua a produrre, nonostante tutto”.
CONFAGRICOLTURA: Via libera a ColtivaItalia, ora risorse mirate alle filiere più in difficoltà
Confagricoltura accoglie positivamente il via libera del Senato al ColtivaItalia, che mette in campo un importante stanziamento di risorse per il settore primario. Un intervento necessario e atteso, a sostegno delle imprese agricole che necessitano oggi di strumenti concreti per affrontare una fase di particolare criticità; nonché un grande raggiungimento, vista l’assenza di voti contrari, che conferma la strategicità del comparto.
La Confederazione esprime particolare apprezzamento per gli interventi dedicati al ricambio generazionale e al sostegno dell'imprenditoria femminile. Giovani e donne rappresentano, infatti, due leve fondamentali per il futuro del settore agricolo. Positivo anche il sostegno alla diversificazione delle attività aziendali attraverso la valorizzazione dell'enoturismo e dell'oleoturismo: strumenti importanti per rafforzare il legame tra agricoltura, territorio e sviluppo economico delle aree interne. In tema di sicurezza sul lavoro, proprio su impulso di Confagricoltura, bene l'ampliamento dei termini per effettuare la formazione obbligatoria dei lavoratori agricoli stagionali.
Confagricoltura sottolinea ora l’importanza di procedere rapidamente con la fase attuativa del provvedimento, affinché le risorse possano tradursi nel breve in misure concrete a beneficio delle imprese. A questo proposito, Palazzo della Valle ritiene fondamentale che si avvii al più presto un confronto con le Organizzazioni per individuare l’allocazione delle risorse che non hanno una destinazione specifica, in particolare quelle previste dal Fondo per la Sovranità alimentare e i 300milioni destinati alle filiere strategiche. È importante che queste disponibilità siano indirizzate secondo un ordine di priorità dettato dai comparti produttivi maggiormente sotto pressione. (im)
Fonte: Ufficio stampa Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Coldiretti e Confagricoltura



















